
2026/2027
STAGIONE DA CAMERA
La nuova stagione da camera 2026/2027 dell’Accademia di Santa Cecilia verrà eccezionalmente inaugurata sul palcoscenico del Teatro dell'Opera di Roma, a sugello della collaborazione e del dialogo tra due Istituzioni che condividono la stessa missione: promuovere la musica e la cultura nel panorama romano. Per l’occasione, il 14 ottobre, il soprano Lisette Oropesa sarà accompagnata al pianoforte da Alessandro Praticò e presenterà Mis amores son canciones, un seducente viaggio tra le melodie della Zarzuela (il teatro musicale tipico della tradizione spagnola) e le liriche d'amore iberiche, con brani di compositori quali Barbieri, Falla, Granados e Rodrigo, che hanno saputo trasfigurare i ritmi popolari in colte e ammalianti gemme vocali.
Il 28 ottobre il Coro di Santa Cecilia, istruito da Andrea Secchi, celebra l'ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi (1226-2026). Con l’aggiunta del violoncello di Luigi Piovano, il programma accosta i Tre Quartetti di Arensky al suggestivo Cantico del Sole della compositrice Sofia Gubaidulina, una partitura mistica che esplora la spiritualità del testo francescano attraverso sonorità arcaiche e moderne.
In occasione di un altro anniversario, il centenario dalla nascita del compositore Hans Werner Henze, sarà eseguito Voices nel Teatro Studio dell’Auditorium, in coproduzione con il Romaeuropa Festival, il 4 novembre (concerto fuori abbonamento). Sul podio il direttore Carlo Boccadoro con la New European Ensemble, per dare voce a questo ciclo di canti su testi di vari autori (Brecht, Ho Chi Min, Heine e altri) che affronta temi civili e politici con straordinaria varietà stilistica.
Il mese di novembre prosegue con un duo pianistico stellare, formato da Evgeny Kissin e András Schiff (9 novembre), i quali offriranno una panoramica virtuosistica e affascinante del repertorio per pianoforte a quattro mani e due pianoforti, che li vedrà impegnati in pagine di Mozart (Sonata per due pianoforti K 448), Schumann (Andante e Variazioni op. 46 e Bilder aus Osten op. 66), nella Moldava di Smetana e nelle Danze Slave di Dvořák. Torna il 16 novembre, dopo il successo ottenuto la scorsa stagione, il direttore Christophe Rousset insieme al Monteverdi Chori e agli English Baroque Soloists per eseguire Theodora di Händel, oratorio in tre atti martire cristiana Teodora e la conversione al Cristianesimo del suo amante romano Didimo, eseguita per la prima al Covent Garden Theatre nel 1750.
Continua poi l’omaggio a Beethoven in vista del bicentenario del 2027: l’ensemble Quatuor Ébène prosegue il suo progetto di esecuzione integrale dei quartetti per archi, con ben tre appuntamenti in questa stagione: il primo di essi avrà luogo il 18 novembre con i Quartetti per archi op. 18 n. 1, op. 74 e op. 59.
Nello stesso mese (25 novembre), la violoncellista argentina Sol Gabetta e il pianista Bertrand Chamayou si incontrano per affrontare le ampie arcate tardo-romantiche delle Sonate per violoncello e pianoforte di Grieg (op. 36) e Rachmaninov (op. 19), impaginando due capolavori che esaltano il canto spiegato dello strumento ad arco e il virtuosismo della tastiera.
Il 9 dicembre segna un appuntamento di grande rilievo per l’esecuzione del repertorio di musica antica: Jordi Savall, alla guida della Capella Reial de Catalunya e de Les Musiciennes du Concert des Nations, dirige un repertorio interamente dedicato a Vivaldi, con il Magnificat, il celebre Gloria e il concerto La Stravaganza, restituendo la vitalità e i contrasti della Venezia barocca.
Il 2027 inizia con il secondo appuntamento in stagione del Quatuor Ébène, che si cimenterà il 13 gennaio nell’esecuzione del Quartetto op. 18 nn. 4 e 5 e il Quartetto op. 127,la prima delle monumentali opere dell'ultimo periodo beethoveniano.Gennaio prosegue nel segno del Lied tedesco: il 20 del mese il tenore Allan Clayton, accompagnato da Paul Lewis, interpreta una delle vette del liederismo romantico, Winterreise (Viaggio d’inverno) di Schubert,un itinerario desolato e poetico attraverso la solitudine dell'uomo.
Il pianoforte solista torna protagonista con Benedetto Lupo (27 gennaio) in un raffinato impaginato tra Schumann (Kinderszenen e Kreisleriana) e Brahms (con gli Intermezzi op. 177 e la Fantasie op. 116). Il 3 febbraio calcherà il palco della Sala Sinopoli il duo d'eccezione formato dal violinista Sergey Khachatryan e dal pianista Alexandre Kantorow. I due si cimenteranno nell’esecuzione di musiche di Mozart (Sonata for pianoforte e violino, K.304, unica sonata in tonalità minore del ciclo), di Brahms (Sonata n. 3 per violino e pianoforte) e nelle Sonate per violino e pianoforte di Debussy e Badadjanian, compositore armeno la cui musica fonde l'energia caucasica con la tradizione colta. Il 10 febbraio il pianista Pietro De Maria si cimenterà in un programma che attraversa i secoli, dalla Sonata in sol maggiore di D. Scarlatti allo Scherzo n. 2 di Chopin, passando per il rigore di Clementi e l'impeto beethoveniano della celebre "Appassionata". Febbraio si chiude con il terzo e ultimo appuntamento del Quatuor Ebéne fissato il 24 febbraio, con i quartetti beethoveniani op. 59 n. 2, op. 130 e op. 133, la Grande Fuga.
Torna il grande pianismo il 3 marzo con Mikhail Pletnev, il quale accosta le celebri sonate Patetica e Al chiaro di luna di Beethoven alle atmosfere sognanti delle Stagioni di Čajkovskij. Il titolo non potrebbe essere più esplicativo: il lavoro è infatti un delicato diario musicale che descrive i mesi dell'anno attraverso il filtro della nostalgia russa.
A seguire, il 17 marzo, debuttano a Santa Cecilia i fratelli olandesi Lucas e Arthur Jussen, noti per la loro carismatica energia sul palco, con un programma speculare per due pianoforti che spazia da Bach alla Rapsodia in blu di Gershwin,in un'esplosione di virtuosismo tra classico, jazz e ritmi contemporanei. Prosegue il repertorio pianistico con l’attesissimo ritorno di Grigory Sokolov il 22 marzo, pronto a stupire con i suoi programmi annunciati la sera stessa del concerto.
In aprile, un nuovo incontro straordinario: Martha Argerich si unisce all'Orchestre de Chambre de Lausanne diretta da Renaud Capuçon (6 aprile) per un altro tassello dell'anniversario beethoveniano con il Concerto n. 2; a seguire anche la Egmont ouverture(ispirata all'omonimo dramma di Goethe) e la Sinfonia n. 7 – che Wagner definì"apoteosi della danza". Il virtuosismo di Nikolai Lugansky è protagonista di un recital per pianoforte il 14 aprile, che lo vedrà impegnato nei 24 Preludi op. 28 di Chopin (microcosmi sonori che esplorano ogni tonalità e stato d'animo) e in due brani di Schumann, la Fantasia op. 17 e i due Fantasiestucke op. 111.
La stagione si chiude con l'ultimo omaggio beethoveniano, questa volta affidato a Igor Levit (12 maggio), che chiude il ciclo con alcune tra le più amate sonate del Maestro di Bonn, dalla Tempesta alla Waldstein
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