Continuano le prese di posizione sulla Biennale in merito alla conferma di partecipazione della Russia. A prendere parola, attraverso la stampa, è ancora una volta il presidente della Fondazione della Biennale di Venezia, Pietrangelo Buttafuoco: «A proposito di uno spazio a Venezia dedicato ai dissidenti, comunico che questo è già prossimo con ben due cantieri», si legge in una lettera scritta da Buttafuoco e pubblicata venerdì 13 marzo, su Il Foglio.
La polemica
Dopo l'intervista rilasciata a La Repubblica, sulla testata diretta da Claudio Cerasa è stata pubblicata una lettera del presidente della Biennale. L'argomento di discussione rimane l'apertura, nell'edizione 2026, agli artisti della Federazione russa dopo lo stop nel 2022 con l'aggressione dell'Ucraina. Immediata è stata la reazione dell'Unione Europea che ha fatto sapere la propria contrarietà: ventidue Paesi hanno firmato una lettera che auspica il ripensamento da parte della Fondazione, "minacciata" dal taglio dei fondi europei.
Prima ancora è stato il ministro della Cultura Alessandro Giuli a sollevare la polemica. Secondo il ministro, l’arte di uno Stato autoritario non può essere considerata pienamente libera: «L’arte di un’autocrazia è libera solo quando è dissidente», le sue parole. La replica di Buttafuoco: «Uno spazio dedicato ai dissidenti? In lavorazione due cantieri». Il presidente si riferisce a due incontri, il primo «per ricordare il Cinquantenario della Biennale del Dissenso di Carlo Ripa di Meana invitando cinque protagonisti di oggi sgraditi ai loro governi, rispettivamente di Usa, Israele, Cina, Russia e perfino Ue. Non faccio nomi per ovvi motivi». L'altro cantiere è «la colonna e il fondamento di verità» cinque serate sulla figura di Pavel Florenskij.
Pavel Aleksandrovič Florenskij (in russo Па́вел Алекса́ндрович Флоре́нский?; Evlach, 9 gennaio 1882 – Leningrado, 8 dicembre 1937) è stato un filosofo, matematico e presbitero russo.
A partire dal 1991, in seguito all'apertura degli archivi del KGB, l'editoria, la critica e la ricerca hanno riscoperto il suo contributo alla letteratura e alla filosofia contemporanea, evidenziandone la vasta gamma di implicazioni, che si muovono dal campo strettamente teologico alla filosofia della scienza. Irriducibile, difficilmente etichettabile sotto una disciplina e un pensiero sistematico e preconcetto, si deve all'editoria italiana[1] la sua prima traduzione mondiale (La colonna e il fondamento della Verità, 1974) grazie a Elémire Zolla e Pietro Modesto. Padre del geologo e astronomo Kirill Pavlovič Florenskij, morì fucilato per ordine del regime sovietico l'8 dicembre 1937.
Nessun commento:
Posta un commento