sabato 11 ottobre 2025

Teatro San Carlo. Firmato il contratto di Macciardi sovrintendente ( da Corriere del Mezzogiorno, di Paolo Cuozzo). Fino al 2030. 240.000 Euuro lordi annui

 

San Carlo, comincia l'era Macciardi: Manfredi firma il contratto ma non ritira i due ricorsi

Il Consiglio di indirizzo della Fondazione vara la convenzione: l'ex numero uno del Comunale di Bologna sarà sovrintendente e direttore artistico

San Carlo, comincia l'era Macciardi: Manfredi firma il contratto ma non ritira i due ricorsi

Fulvio Adamo Macciardi sarà il nuovo sovrintendente del teatro San Carlo. Dopo quasi sei ore di riunione, cominciata alle 13, il Consiglio di indirizzo della Fondazione ha perfezionato il contratto del successore di Stephan Lissner. E, come il suo predecessore, Macciardi assumerà — quando (a ore) controfirmerà il contratto — il duplice ruolo di sovrintendente e di direttore artistico. 

Una fumata bianca, quindi, dopo più di due mesi di scontri politici e battaglie legali, cominciati con la nomina del sovrintendente, il 4 agosto scorso, da parte di tre consiglieri — Giovanni Nicoletti, Marilù Faraone Mennella, entrambi di nomina governativa; e Riccardo Realfonzo, indicato dalla Regione Campania — nel giorno in cui il sindaco Manfredi aveva revocato il Consiglio per impegni a Roma per la cabina di regia su Bagnoli. Nomina ratificata dal ministro il giorno dopo, che ha dato il via ad una serie di ricorsi e contro ricorsi, con il Tribunale civile che, alla fine, il 2 ottobre ha revocato una precedente sospensiva della nomina dichiarando valido il decreto che indica Macciardi sovrintendente del San Carlo firmato dal ministro della Cultura, Alessandro Giuli
Nell’ordinanza, veniva quindi chiesto al sindaco di convocare il Consiglio e procedere con la stipula del contratto, che è fino al 2030. 

Dal canto suo Manfredi, che in tal senso agisce da presidente della Fondazione e che, ieri, fino a prima del Consiglio, dichiarava di «non aver mai sentito prima di oggi Macciardi», ha portato la proposta di contratto in Consiglio; che, come nei casi dei contratti di vertice dirigenziale nel pubblico impiego, può arrivare fino a 240mila euro lordi annui. Come è stato per il suo predecessore, Lissner. E come per Lissner, quando il Tribunale ne ordinò il reintegro, — soluzione, questa, indicata dal consigliere Riccardo Realfonzo — è stata applicata la clausola «a tutela» per la Fondazione adottata per il breve periodo in cui Carlo Fuortes guidò il teatro; cioè con la possibilità di sospensione e revoca in presenza di giudizi ancora pendenti. Formula che infatti tiene conto dei contenziosi ancora in corso, perché ce ne sono ancora due. Sempre firmati da Gaetano Manfredi e Maria Grazia Falciatore, quest’ultima quale rappresentante della Città metropolitana: il primo presso il Tribunale civile — che entrerà nel merito a febbraio prossimo —, un’altro dinanzi al Tar, che però non ha ancora fissato la data di discussione. Ma entrambi, sempre sull’iter per la nomina di Macciardi firmata dal Mic. 

Nel frattempo, però, Manfredi ha fatto e inviato il contratto all’ex sovrintendente del Comunale di Bologna, senza però fare alcun cenno su un eventuale ritiro dei due ricorsi.
Mentre a stemperare il clima ci sono Nicoletti, Faraone Mennella e Realfonzo: «Prendiamo atto con soddisfazione — si legge in una nota di tre — che, finalmente, dopo due decisioni giurisdizionali cautelari del tribunale di Napoli che hanno riconosciuto la legittimità dell’operato del Consiglio di indirizzo, il maestro Macciardi potrà insediarsi come sovrintendente del San Carlo. Sono stati, quelli trascorsi, mesi inutilmente sprecati, tra ritardi, omissioni e defatiganti ricorsi. Auspichiamo che il sindaco voglia finalmente abbandonare le aule dei tribunali, contribuendo a rasserenare i rapporti all’interno del consiglio d’indirizzo e a rassicurare i lavoratori e l’utenza; e che il nuovo sovrintendente possa cominciare a esercitare il suo ruolo con serenità». 
I tre consiglieri sottolineano comunque che «promuovere altro contenzioso e coltivare quello in corso sarebbe foriero di un ulteriore inasprimento dei rapporti e delle condotte che ne conseguirebbero, il tutto a detrimento del prestigio e della reputazione della Fondazione».

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