sabato 18 ottobre 2025

Uto Ughi. La 'mia' Busto Arsizio non ha un auditorium, benché se ne parli da una cinquantina d'anni ( da Malpensa 24, di Andrea Aliverti)

 

Busto e la bacchettata di Uto Ughi. Ma l’Auditorium per la musica non si farà

 «Che sala, la mia Busto non ce l’ha». Lo ha detto Uto Ughi, uno dei più grandi violinisti viventi, dopo essersi esibito al teatro Condominio Gassman di Gallarate. Per vedere una sala di quel livello a Busto dovrà aspettare ancora, ed è (probabilmente) uno dei motivi per cui dal suo violino non esce una nota nella sua città natale ormai dal lontano 2009. Anche perché l’ambizioso progetto dell’Auditorium al Borri è ormai stato accantonato dopo che la riqualificazione dell’ex Calzaturificio è stata stralciata dal PNRR e ridimensionata.

Uto Ughi e Busto

Sono più di 15 anni ormai che il grande violinista snobba la sua città. «Sono stato illuso e dimenticato» dichiarò Ughi nel 2011, intervistato da Marco Linari su “La Prealpina”, sbattendo la porta in faccia alla città che gli diede i natali nel 1944 e che lo fece cittadino benemerito quarant’anni dopo. Recentemente, interrogata in consiglio comunale da Max Rogora (FdI), l’assessore alla cultura Manuela Maffioli ha lasciato aperto uno spiraglio per una futura occasione – «è un sogno nel cassetto per gli ultimi due anni di mandato» – ma per adesso, dopo che aveva ricevuto un premio della carriera a Legnano, il Maestro è tornato ad esibirsi sul territorio ma ha scelto la vicina Gallarate.

L’Auditorium che non ci sarà

Nella sua Busto – Uto al Condominio ha detto «la mia Busto», non disconoscendo la città – però una sala all’altezza oggi forse non c’è. Anche se il teatro Sociale a livello di acustica è apprezzatissimo dai “big” di BA Classica. Ma l’Auditorium, quella sala per la musica che i progettisti nel rendering si erano presi la “licenza poetica” di intitolare proprio a Ughi, non ci sarà più. Di sicuro non al Borri, dove nel frattempo è stata sostituita da una piazza: troppo oneroso l’Auditorium senza i denari del PNRR, sfumati dopo la revoca dell’appalto per la ristrutturazione della parte storica. È vero che lo stesso Ughi lo aveva giudicato «troppo piccolo» a livello di capienza, ma pare avesse apprezzato lo sforzo, e quando il progetto era saltato non aveva reagito bene. Ma non aveva più rilasciato ulteriori dichiarazioni.

Il caso Auditorium

«L’espunzione dal progetto dell’Auditorium, che si è resa necessaria per diverse ragioni, è per me tra i sacrifici più dolorosi del mandato» ammette l’assessore Manuela Maffioli, rivelando che «d’intesa col sindaco, e con i miei uffici, abbiamo a lungo lavorato sentendo anche importanti direttori e gestori di realtà simili, oltre a direttori d’orchestra di fama anche internazionale, per avere tutti gli elementi necessari a una progettazione di qualità, attorno alla quale costruire un’esperienza culturale in grado di attrarre persone anche da lontano». Poi però lo strappo con la società Neocos, che si era aggiudicata l’appalto ma era in ritardo rispetto ai tempi fissati dal Comune quindi è stata revocata, ha costretto il Comune a rivedere il progetto, alla luce della forzata rinuncia alla quota di fondi PNRR corrispondente alla ristrutturazione del Borri. E l’Auditorium è saltato.

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