sabato 11 ottobre 2025

Uto Ughi fa marcia indietro su B.V. ( da Open, di Cecilia Dardana) Qualcuno della sua stessa parte politica può averlo consigliato di limitare le accuse?

 

uto ughi beatrice venezi
uto ughi beatrice venezi
Il celebre violinista interviene di nuovo sul caso Beatrice Venezi dopo le forti reazioni seguite all’intervista rilasciata al settimanale Gente, in cui aveva espresso comprensione per la protesta delle maestranze del teatro veneziano

Dopo le polemiche seguite alle sue parole, il celebre violinista Uto Ughi interviene di nuovo sul caso Beatrice Venezi e sulla sua nomina a direttrice musicale della Fondazione Teatro La Fenice di Venezia. Una precisazione che ammorbidisce i toni, ma non cambia la sostanza: secondo Ughi, per un incarico di questo livello il curriculum e l’esperienza restano fondamentali. «Non ho inteso in alcun modo denigrare la figura e l’operato del direttore Beatrice Venezi – chiarisce in una nota –. È un’artista che dimostra passione e temperamento». Allo stesso tempo, il maestro sottolinea come «nel mondo della musica classica l’esperienza abbia un peso determinante» e che, per un ruolo di primo piano come quello alla Fenice, «serve un percorso consolidato alle spalle».

Le polemiche dopo l’intervista rilasciata da Ughi

Le sue parole arrivano dopo le forti reazioni seguite all’intervista rilasciata al settimanale 

Gente, in cui Ughi aveva espresso comprensione per la protesta delle maestranze del teatro

 veneziano. Da settimane, infatti, musicisti e sindacati contestano la nomina della direttrice

 toscana, giudicando insufficiente il suo profilo artistico per un incarico di tale responsabilità.

Le tensioni alla Fenice e il fronte sindacale

Le critiche nei confronti della nomina di Venezi, 34 anni, non si placano. Cgil, Cisl, Uil e 

Fials hanno inviato una lettera al ministro della Cultura Alessandro Giuli e al sottosegretario

 Gianmarco Mazzi per chiedere un incontro urgente: «La situazione attuale, segnata da

 nomine vacanti e da incarichi contestati, sta mettendo in crisi il funzionamento dei teatri e

 creando difficoltà ai lavoratori», scrivono i sindacati. I rappresentanti dei lavoratori, intanto,

 hanno proclamato uno sciopero contro la nomina di Venezi per la giornata di venerdì 17

 ottobre. Proprio quella sera sarebbe in programma la prima dell’opera Wozzeck, opera

 che chiude la stagione 2024/2025. Parallelamente, cresce la mobilitazione nel mondo

 musicale. Il musicologo Giorgio Pelosi Zantaforni, fondatore del collettivo Sconcerto

 Grosso, ha lanciato una petizione per chiedere la revoca del sovrintendente Nicola

 Colabianchi, arrivata ormai a quasi 600 firme.

Un dibattito anche politico

Il caso non riguarda solo la nomina di Beatrice Venezi, ma apre una riflessione più ampia

 sul rapporto tra politica e cultura. Il Comitato nazionale delle fondazioni

 lirico-sinfoniche ha preso posizione chiedendo di «porre fine alla lottizzazione dei ruoli

 dirigenziali» e di restituire autonomia e competenza alle istituzioni musicali. Ughi, con la

 sua parziale marcia indietro, sembra voler stemperare il clima senza rinnegare il punto di

 vista di fondo: la musica, dice in sostanza, è fatta di talento, ma anche di anni di esperienza

 sul podio.

Nessun commento:

Posta un commento