lunedì 20 ottobre 2025

Legge di bilancio ancora in alto mare ( da Quotidiano. Net, di Claudia Marin)

 Roma, 21 ottobre 2025 – La manovra per il 2026 non è neanche approdata in Parlamento che già appare come figlia di nessuno, almeno da parte della maggioranza. E così, il giorno dopo la divulgazione della bozza della legge di Bilancio, Lega e Forza Italia si muovono, lancia in resta, contro la decisione di aumentare l’aliquota della cedolare secca sugli affitti brevi dal 21 al 26 per cento. Una scelta che, paradossalmente, finisce anche nel mirino di FdI, al punto da domandarsi come sia finita nel provvedimento.

Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, e il ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani, durante la conferenza stampa a palazzo Chigi dopo il Cdm., Roma, 17 ottobre 2025. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Ma l’inedito asse tra i due partiti si infrange, come era accaduto nelle settimane scorse, sul capitolo banche, con l’ennesimo duello tra Antonio Tajani e Matteo Salvini. Tutto questo mentre rimane il giallo sull’assenza, nel testo in circolazione, della proroga di Quota 103 e Opzione donna in materia previdenziale. E, come non bastasse, la mobilitazione dei ministri contro i tagli indicati dalla Ragioneria generale dello Stato. Certo è che la versione definitiva della legge di Bilancio è tuttora al Mef per le ultime limature, suscettibile di cambiamenti fino all’ultimo. Al Senato lo attendono in settimana. La partita più delicata da sbloccare resta quella del contributo delle banche. Le misure contenute nella bozza – cinque articoli tra cui l’affrancamento della riserva, l’aumento dell’Irap, la sospensione delle Dta e la deducibilità degli interessi passivi – potrebbero subire qualche modifica anche dopo gli incontri di ieri e oggi tra il Mef e l’Abi.

Senza contare che, come da prassi, il governo deve anche comunicare le nuove norme alla Bce che dovrà passarle al vaglio. Francoforte si prenderà qualche giorno per emettere un parere. Il rischio è che si ripeta quello che avvenne nel 2023, con il flop della tassa sugli extraprofitti delle banche: dopo l’intervento della Bce, l’esecutivo la cambiò dando alle banche la possibilità di accantonare il capitale invece di versare la tassa. Di sicuro la partita resta aperta nella contesa tra la Lega e Forza Italia. “Se si lamentano non sono cinque ma sono sei, sono sette”, i miliardi, avvisa Salvini. Non si fa attendere la reazione di Tajani: “A parte che non c’è un solo partito al governo, ce ne sono tre. Quindi non è che uno decide per gli altri, non credo si debba avere un atteggiamento punitivo”. 

Prova ad arginare il pressing leghista anche FdI, con il capogruppo alla Camera Galeazzo Bignami, che allontana l’ipotesi di prelievi sugli extraprofitti: Stiamo creando le condizioni affinché ci sia un co-interesse da parte delle banche a beneficiare di un’aliquota con un abbassamento dal 40 al 28 della misura di prelievo”. Ad agitare la maggioranza non è solo il fronte delle banche e delle assicurazioni, ma anche quello degli affitti brevi. “Non eravamo stati informati, lo abbiamo letto nelle bozze”, attacca Raffaele Nevi, FI: “È una scelta profondamente sbagliata”. Al fuoco di fila degli azzurri, che promettono modifiche in Parlamento, si accoda anche la Lega: “Non mi sembra un buon modo di aiutare la domanda interna e l’iniziativa privata”, incalza Salvini. In serata contro la misura arriva una nota di FdI. A mobilitarsi anche le associazioni di categoria dei proprietari immobiliari. “Se la finalità è favorire le locazioni di lunga durata, la strada giusta non è punire” gli affitti brevi, accusano da Confedilizia. “Se approvata, questa misura produrrà diminuzione dell’offerta e aumento dei prezzi con meno possibilità per le famiglie di fare vacanze, oltre al rischio concreto di un nero – spiega il presidente dell’Associazione italiana Gestori affitti brevi Marco Celani –. E nel lungo periodo registreremo la diminuzione del valore delle nostre case: in Italia ci sono 9,6 milioni di abitazioni vuote e la ricchezza delle famiglie è in gran parte concentrata negli asset immobiliari. Se il valore delle case cala, il problema diventa strutturale per l’intera economia del Paese”.

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