venerdì 10 ottobre 2025

FdI candida la crema della crema del partito, come quell'Alessandro Draghi in Toscana, una sorta di Vannacci meloniano ( da Onen, di Fosca Bincher)

Fratelli d’Italia a Firenze fa un brutto scherzo a Giorgia Meloni. Il suo comizio finale per le regionali sotto lo striscione: «Vota Draghi»

meloni draghi
meloni draghi
La premier in San Lorenzo insieme a Matteo Salvini e Antonio 
Tajani per il candidato governatore Alessandro Tomasi. Ma 
campeggia la pubblicità elettorale in forma sintetica del 
candidato meloniano che ha lo stesso cognome di superMario

I fotografi presenti a San Lorenzo nel cuore di Firenze per l’ultimo comizio elettorale del

 centrodestra non si sono fatti scappare il clic. In cima a un palazzo della piazza sopra il

 palco dove stava per iniziare il suo comizio Giorgia Meloni svettava uno striscione elettorale

 che ha strappato più di un sorriso: «Vota Draghi», con il simbolo di Fratelli di Italia in cui

 è inserito il cognome della premier e quello del candidato governatore del centro destra,

 Alessandro Tomasi. «Vota Draghi» naturalmente non si riferiva all’ex premier italiano 

superMario che ha sicuramente ambizioni diverse da quella di diventare consigliere 

regionale della Toscana. Lo spot spingeva infatti la candidatura di un consigliere comunale

 di Firenze, Alessandro Draghi, per cui quella eventuale elezione rappresenterebbe un 

bel salto di qualità anche sotto il profilo economico. A Firenze è noto, ma chi veniva da

 fuori per un po’ è restato interdetto davanti a quel «Vota Draghi».

Alessandro Draghi

Il Draghi locale è una sorta di Vannacci meloniano con

 slogan tutti contro gli immigrati

Alessandro Draghi è terzo nella lista di Fratelli di Italia nel collegio di Firenze 1, e dal 2019

 è consigliere comunale di Firenze, eletto due volte, l’ultima l’anno scorso. 

È vicepresidente vicario del consiglio comunale, e ha costruito la sua battaglia politica

 quasi solo sui temi della immigrazione e sulla presenza dei campi rom. Come programma

 sembrerebbe perfino più leghista di rito vannacciano che meloniano. E anche nella 

campagna elettorale appena chiusa ha cavalcato quasi solo quei temi. I suoi slogan sono

 «Basta stranieri che vengono a curarsi in Toscana a spese nostre!», «Prima i toscani» 

e «Sicurezza e remigrazione», che sarebbe poi l’espulsione degli stranieri irregolari 

sul modello adottato in Usa da Donald Trump

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