Haendel-Scarlatti, Mozart-Clementi, Liszt-Thalberg... e ci fermiamo qui per la serie di duelli su palcoscenico, davanti al pubblico, di celebri musicisti. A quelli abbiamo pensato leggendo il titolo dello spettacolo di Baricco.
Baricco, invece, pur intitolando il suo ultimo spettacolo, ieri a Roma all'Auditorium, per il Festival Romaeuropa: 'Novecento: il Duello', ha economizzato al massimo lo sforzo creativo, ricorrendo per una volta ancora, dopo un film e i tanti spettacoli teatrali che vi si sono ispirati, al suo romanzo più fortunato, che è degli anni Novanta, e si intitola: 'Novecento, un pianista sull'oceano'.
In Palcoscenico c'era solo lui, non i duellanti; più tardi Bollani che faceva ora l'uno ora l'altro protagonista del duello, con l'appendice di Enrico Rava nel finale.
E, allora, il duello? Baricco-Omero l0'ha raccontato, ha rileggendo le pagine del suo romanzo relative al duello/sfida fra Novecento e Jelly Roll Morton sulla nave Virginian, dopo che al celebre jazzista era giunta voce che c'era un pianista più bravo di lui.
Nel racconto ha potuto valersi della 'spalla' - che spalla!- Bollani, dalla ben nota acrobatica e complessa personalità di musicista, che ha fatto prima Novecento e poi Morton ed ancora Novecento, dopo che Morton gli ha chiesto, chiamandolo spregiativamente: 'marinaio', di suonare qualcosa di più eclatante/difficile per dimostrare la sua bravura. Esattamente come si fa con chi, presentandosi ad un concorso pianistico suonando Schubert o Mozart, musicisti che i grandi pianisti suonano solitamente all'apice della maturità anagrafica e musicale, viene richiesto di suonare Liszt, quello più funambolico: facci vedere cosa sai fare!
Bollani non lo spaventa quasi nulla. Lo conosciamo bene e lo conosce bene anche il grande pubblico che per mesi lo vede in tv con la sua compagna attrice, Cenni, passare da Mozart ad una canzone, al jazz, alla musica popolare.
Quando Baricco si accorge che il racconto dell'incontro/scontro di Novecento con Morton, pur intervallato da esecuzioni, è troppo breve per uno spettacolo, allora corre a spiegare, prima della narrazione vera e propria come nacque Novecento, il romanzo, e come è giunto a questo spettacolo, il primo nel quale ha previsto la presenza del pianoforte, causa Bollani. E poi anche la tromba di Enrico Rava. Già perchè nel romanzo la storia di Novecento viene narrata da un trombettista che per un lungo periodo lavora sul Virginian, suonando, e fa amicizia con Novecento: E così la durata - con l'aggiunta di un bis - raggiunge quella più o meno canonica.
Se non fosse per l'amore che il pubblico dimostra a Baricco da sempre, sia con i suoi romanzi che quando è in palcoscenico o in tv, anche se non fa nulla, e per la presenza istrionica di Bollani, lo spettacolo ospitato da Romaeuropa non avrebbe alcunché di interessante. Quantomeno in rapporto a quello della passata stagione: 'Atene contro Melo', che aveva una idea forte, un racconto appassionante della grande civiltà greca, con quell'esercito di violoncellisti che ad un certo punto trasformano i loro violoncelli in una 'testuggine' romana, imprevedibile, di grande effetto ed efficacia, annacquato da Baricco allo scopo di allungare lo spettacolo, con una 'morale', scontata e lagnosa.
La Sala Santa Cecilia, oltre 2500 posti, era piena, la quale cosa non cessa di sorprenderci, ma procurandoci allo stesso tempo un piacere immenso.
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