Dante, D’Annunzio, Duse e Zandonai: la genesi di un capolavoro
Opera intensa e liricamente vibrante, Francesca da Rimini è tratta dalla tragedia di Gabriele D’Annunzio, ispirata al celebre episodio dantesco del V Canto dell’Inferno, una delle pagine più celebri della letteratura italiana che continua ancora oggi ad attrarre generazioni di lettori. Racconta l’amore proibito e travolgente tra Paolo e Francesca: un amore che sfida la legge, che si nutre di desiderio e colpa, che si consuma nel rosso della passione e del sangue. Un altro amore segna la nascita moderna di Francesca: quello, ardente e complesso, tra Eleonora Duse e Gabriele D’Annunzio. Per il poeta la “Divina” è la musa che alimenta la tragedia; lei, a sua volta, penetra il personaggio dantesco con un’interpretazione superba. Nel gennaio 1902, pochi mesi dopo il debutto romano al Teatro Costanzi, lo spettacolo approda a Torino: una tappa che testimonia l’apertura del Regio alla prosa, in anni di curiosità e sperimentazione dei linguaggi della scena.
Sono gli anni in cui Arturo Toscanini collabora con l’Orchestra del Regio, il Teatro ospita le prime di Manon Lescaut (1893) e La bohème (1896) di Puccini e, nel 1906, la prima italiana di Salome diretta da Richard Strauss. L’ultima grande prima assoluta del Regio antico è proprio Francesca da Rimini di Zandonai e D’Annunzio, nel 1914 poco prima della chiusura per la Prima guerra mondiale.
Il testo preserva il gusto estetizzante della poesia di D’Annunzio e si traduce in una partitura dal linguaggio armonico avanzato, in cui parola e canto si fondono in un unico flusso espressivo. Gli arcaismi dannunziani trovano il loro corrispettivo musicale nei raffinati “falsi storici” di Zandonai e nell’inserimento di strumenti dal sapore antico, che arricchiscono una scrittura moderna e sofisticata. Sia che ci si avvicini all’opera come oggetto culturale, come estimatori di Dante o di D’Annunzio, o semplicemente mossi dal fascino di una grande storia d’amore, Francesca da Rimini resta un capolavoro tutto da riscoprire.
I protagonisti
A dare voce a Francesca sarà il soprano Barno Ismatullaeva, rivelazione al Regio con Madama Butterfly nel 2023, alla quale si alternerà Ekaterina Sannikova (14 e 23). Paolo avrà il timbro inconfondibile di Roberto Alagna, e per le recite del 19, 21 e 23 il ruolo sarà affidato a Marcelo Puente; la parte di Gianciotto vedrà protagonista George Gagnidze, con Simone Piazzola nelle recite del 14 e 23. Accanto a loro un cast di rilievo che riunisce artisti affermati e giovani talenti: Valentina Boi (Samaritana), Devid Cecconi (Ostasio), Matteo Mezzaro (Malatestino), Valentina Mastrangelo (Biancofiore), Albina Tonkikh (Garsenda), Martina Myskohlid (Altichiara), Sofia Koberidze (Donella), Silvia Beltrami (Smaragdi), Enzo Peroni (Ser Toldo), Janusz Nosek (Il giullare), Daniel Umbelino (Il balestriere) ed Eduardo Martínez (Il torrigiano). Tonkikh, Myskohlid, Umbelino e Martínez, insieme a Tyler Zimmerman sono i componenti del Regio Ensemble per questa Stagione. A firmare l’allestimento sono Alberto Beltrame per le scene, Elena Beccaro per i costumi, Marta Negrini per la coreografia e Marco Alba per le luci. Collaborano inoltre Paolo Vettori (assistente alla regia), Giulia Turconi (assistente alle scene) ed Emilia Zagnoli (assistente ai costumi).
Conferenza-concerto
Francesca da Rimini sarà presentata mercoledì 1 ottobre alle ore 18 al Piccolo Regio Puccini, nel primo appuntamento delle Conferenze-concerto, il format di presentazione delle opere al pubblico, che unisce la musica e il canto al racconto dei protagonisti. L’incontro è condotto dalla giornalista Susanna Franchi in conversazione con Andrea Battistoni e Andrea Bernard. Ingresso libero.
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