mercoledì 28 aprile 2021

Teatro Petruzzelli. Questa compagnia di giro di critici nei ruoli di 'presentatori' o 'intervistatori', la conosciamo bene

 Ieri il violoncellista Michele Marco Rossi, ci ha voluto segnalare via mail il secondo concerto del ciclo 'Aus Italien', organizzato dal Teatro Petruzzelli di Bari co il proposito di far conoscere con otto 'istantanee' altrettanti compositori di oggi,  concerto del quale lui era violoncello solista, diffuso con  diretta streaming.

 Il secondo concerto del ciclo era dedicato a Ivan Fedele, musicista di origini pugliesi,  molto noto, insegnante di composizione all'Accademia di Santa Cecilia, da dove una ben nota consorteria, l'ha catapultato in Laguna, come direttore della 'Biennale Musica'.

Ad inaugurare la serie di concerti  'Aus Italiaen'  era stato Salvatore Sciarrino, le cui musiche ha diretto Marco Angius - suo interprete e studioso riconosciuto - dopo  una conversazione con il musicista ad opera di Fiorella Sassanelli, pianista, studiosa della musica di oggi, che immaginiamo sia stata scelta dallo stesso Sciarrino. Che ci dichiarò di essere rimasto molto sodisfatto della serata, con particolare riferimento, s'intende, all'orchestra del Petruzzelli.

 E' della compagnia di giro dei 'presentatori', esclusa la Sassanelli, che si allarga o contrae a seconda della bisogna, che vogliamo riferirvi , dichiarando di conoscerli bene, e dei quali ovviamente conosciamo altrettanto bene le regole 'd'ingaggio'.

 Li conosciamo bene, perchè nella loro scelta da parte di direttori artistici di istituzioni e festival, vale il principio: 'dimmi dove scrivi'... 

Insomma di questa compagnia fanno parte critici musicali attivi su quotidiani e in radio - non sottovalutiamo la radio dove il conduttore  non viene controllato per eventuali favoritismi  in cambio di compensi, la quale cosa vale anche per coloro che scrivono su giornali.

 I nomi non serve farli, perchè ben noti:  si tratta dei critici che i lettori della musica sui giornali o gli ascoltatori di Radio Tre leggono o ascoltano quasi quotidianamente.

 Perchè loro, quasi sempre loro, e solo loro? Per la semplice ragione che chi li invita, pagandoli  naturalmente, per presentare un'opera o un concerto, conta sulla quasi certezza che in cambio riceverà qualche riga sui rispettivi giornali o un brandello di trasmissione in  radio. Nessun mistero. Si tratta di un patto, tacito, ma rispettato.

 Conosciamo bene questa tecnica, perché anche noi abbiamo fatto parte di una simile compagnia di giro negli anni soprattutto in cui dirigevamo Piano Time. Ci invitavano in giurie di concorsi, ad  intervistare noti musicisti in pubblico, a seguire rassegne o singoli concerti.  Naturalmente pagandoci, perchè non facevamo altro che il nostro mestiere per il quale era giusto pretendere un compenso.

 Solo che questi inviti si sono diradati fin quasi a finire, quando abbiamo chiarito, con i fatti che, pagandoci, chi ci invitava non poteva esigere che scrivessimo sulla nostra rivista ciò che loro volevano o avrebbero voluto.

 Il fatto che questa compagnia che gira oggi per teatri associazioni concertistiche e festival resiste da parecchi anni ci fa capire che  l'invitante e l'invitato sono reciprocamente soddisfatti, i primi per i  compensi non  esosi ( noi all'epoca, rinunciammo ad un invito prestigioso perchè non ci vollero dare quel che chiedevamo, e che non era certo una miseria, ma come si sa la qualità si paga!) ed i secondi perchè vanno in giro godendo dell'ospitalità e di un cachet  (che auguriamo loro non sia comunque una elemosina!)  più o meno adeguato ( ma in tempo di magra, tutto fa brodo!), scrivono bene senza problemi e si assicurano il ritorno.

 Ricordiamo a questo proposito, anche due casi molto particolari, che ci costrinsero a  rispondere  offesi.

 Al momento dei saluti,  mentre noi ringraziavamo  per l'invito e la ospitalità, due  organizzatori, che ricordiamo molto bene, ci chiesero: quando le dobbiamo dottore, per il disturbo - chiese uno, ed un  altro: abbiamo previsto una diaria per lei di tot lire... Inutile dire che ritenevamo sia la prima che la seconda richiesta, un' autentica offesa. Non rispondemmo, come si meritavano, in malo modo con le parole, ma con l'espressione offesa del viso sì;  ringraziammo, dicendo che a noi bastava l'invito e l'ospitalità e andammo via.

In uno di questi due casi scrivemmo male del festival pianistico ( ospitato in una delle più belle isole del nostro paese) come meritava. Naturalmente non ci invitarono più per le edizioni successive, dopo averci dichiarato la sorpresa, negativa, per quello che avevamo scritto.

 E' chiaro, dunque, come vanno queste cose. Ed è altrettanto chiaro che mai una riga negativa  hanno mai scritto, nè una parola di  critica espresso i componenti della attuale compagnia, se sono regolarmente, stagione dopo stagione, invitati a presentare questa o quella  manifestazione.

 Noi che abbiamo fatto parte in tempi passati di simili compagnie, siamo orgogliosi di vantare  indipendenza di giudizio nei confronti di chi ci invitava, anche compensandoci, perché nessun compenso poteva valere la svendita del nostro giudizio critico. 

 E la giustificazione spesso addotta, per mettersi a posto la coscienza, e cioè che  si va a presentare e poi  si scrive bene, solo  di quelle manifestazioni la cui qualità è certa non  regge, anche perché prima di andarci e di vedere e ascoltare nessuno può sapere cosa accadrà. E' strano che sempre e tutto vada bene. A meno che non si venga pagati perchè lo sia, comunque.


  

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