venerdì 7 novembre 2014

Riccardo Muti sente il bisogno di smentire l'amico giornalista Bruno Vespa. Perchè non ha lasciato correre?

Perchè l'ha fatto? Solo perchè non gli va di comparire in un libro intitolato ai voltagabbana, quale il direttore non si considera e non consente a nessuno di considerarlo tale, neanche ad un amico?
 Fatto sta che dopo la pubblicazione, in anteprima, del capitolo che lo riguarda su Il messaggero, Riccardo Muti ha chiamato Rita Sala per  correggere punto per punto quanto dichiarato dall'amico giornalista Bruno Vespa.
 Innanzitutto precisa che lui la promessa di venire a Roma la fece addirittura nel 2006 a Veltroni che lo supplicava perchè venisse a risollevare le sorti del teatro romano - però poi  l'assunzione dell'incarico è venuta  anni dopo - almeno tre , se non quattro - e quando Veltroni non era più sindaco, sostituito da Alemanno. Forse Muti non vuole essere associato alla cattiva gestione del teatro, retto da Catello De Martino, espressione di Alemanno? E noi aggiungiamo: retto anche da Vlad che lui ha voluto.
E' possibile che Muti non sapesse nulla di ciò che accadeva in Sovrintendenza negli anni in cui è stato direttore onorario a vita del teatro? Che non si sia mai posto il problema di domandare al sovrintendente come stavano a soldi?  E che si sia trovato all'improvviso nel mezzo della tempesta, anche se non l'ha toccato formalmente?Certo avrebbe potuto fregarsene, del resto lui dirigeva non amministrava. però..però...
 Vogliamo poi parlare della esatta dicitura del suo incarico, che rasenta  la barzelletta? 'direttore onorario  a vita', ancor prima di arrivarci, quando tale incarico onorifico si dà a direttori che hanno trascorso una vita in una istituzione, al momento di lasciare l'incarico stabile? Una premonizione che  non poteva durare?
 Noi non vogliamo difendere Vespa dalle accuse di Muti, perché siamo amici di Vespa, nè gettare la croce addosso a Muti, al quale ci lega una grande stima ed una qualche frequentazione e simpatia. Però ci teniamo a precisare.
   1. La mattina del 18 agosto 2009, noi incontrammo in una piazza di Salisburgo Bruno Vespa, che tra breve si sarebbe recato a casa di Muti, ad Anif, con Alemanno, e la sera prima aveva  assistito, assieme ad Alemanno, ad un'opera (o concerto) da lui diretta. Lo salutammo, ci confermò l'appuntamento. Ma a quel momento nulla era stato ancora definito, neanche il suo approdo definitivo all'Opera di Roma, figurarsi la modalità. Dunque quel suo incarico di direttore onorario a vita era ancora di là da venire. E questo lo ricordiamo perfettamente. Vespa ed Alemanno lo incontravano per ottenere da lui il sì definitivo: Vespa ha raccontato, in altra occasione, quell'incontro, e Muti allora non ebbe nulla da contestare.
   2. Il settembre di quello stesso anno, a pochi mesi dal terremoto, Muti, finita la sua trasferta a Salisburgo, venne all'Aquila per restarci una settimana  allo scopo di incoraggiare i musicisti colpiti dalla grave sciagura.  Lo seguimmo nel corso di tutte le prove e ne apprezzammo il gesto e la dedizione, come poi scrivemmo e gli riconosciamo tuttora. Lo intervistammo per Capital  e quella  stessa intervista, in versione più lunga, pubblicammo poi su Music@, il bimestrale che dirigevamo.
 Nel corso di quell'intervista venne, ovviamente, fuori il discorso riguardante la sua presenza al Teatro dell'Opera - chi non si fida vada a leggere quell'intervista o su Capital o su Music@. Ricordiamo parola per parola ciò che ci disse, senza bisogno di  andare a rileggere le interviste pubblicate. Muti contava, a quell'epoca, di assumere un incarico all'Opera di Roma,  ma un incarico di peso, non certo  'onorario a vita'. E ci espose sommariamente la sua strategia: avrebbe coinvolto i più grandi musicisti e registi, suoi amici,  come aveva già fatto con il festival di sua moglie, Cristina, 'Ravenna Festival' per sollevare le sorti dell'Opera di Roma - queste testualmente le sue parole. La formalizzazione dell'incarico è senz'altro successiva; e su di essa non parlammo affatto, ma ne scrivemmo al momento opportuno,cioè a decisione avvenuta, successivamente,  ridendoci sopra; e la pensiamo ancora così.
3. Naturalmente delle affermazioni che Vespa mette in bocca a Muti non possiamo dire nulla perché  non eravamo mai  presenti agli incontri di cui riferisce, però è davvero sorprendente che Muti abbia deciso di contraddire su tutta la linea il racconto del suo amico Vespa, nel periodo in cui era all'Opera, anche in qualità di vice presidente del teatro.
 Per questo ed anche altro, la sua rettifica ampia e dettagliata non riusciamo a giustificarla del tutto, come non capiamo perché abbia deciso di rompere con Bruno Vespa. Quale  grave torto può avergli fatto Vespa, per indurlo ad una reazione così forte, senza attendere neanche un minuto?


P.S. Sul n.21 di Music@( gennaio-febbraio 2011) in un nostro 'foglio d'album' intitolato Muti: il gran rifiuto' tornavamo sull'incarico di Muti a Roma, sulla sua 'marcia indietro', come esattamenete la definì in occasione di una conferenza stampa ad inizio di stagione. Vale la pena di  leggerlo, sul sito : www.consaq.it.

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