giovedì 16 ottobre 2025

Teatro La Fenice. Confermata la disdetta degli abbonamenti per protesta contro la nomina di B.V. ( da Il Gazzettino.it)

 

Fenice, annunciato mancato rinnovo degli abbonamenti. L'appello dei lavoratori: «Non voltate le spalle al teatro, è di chi lo fa vivere e di chi lo frequenta»

Al centro della contestazione, non solo il nome della Venezi, ma soprattutto il metodo della scelta, ritenuto poco trasparente e privo di un confronto interno

Fenice, annunciato mancato rinnovo degli abbonamenti. L'appello dei lavoratori: «Non voltate le spalle al teatro, è di chi lo fa vivere e di chi lo frequenta»

 ​La prima dell'opera Wozzeck di Alban Berg, attesa per oggi, venerdì 17 ottobre al Teatro La Fenice, non andrà in scena. Lo spettacolo, che avrebbe chiuso la Stagione Lirica 2024-2025, è stato cancellato a causa di uno sciopero proclamato dalle rappresentanze sindacali delle maestranze, in segno di protesta contro la nomina di Beatrice Venezi a futura direttrice musicale  a partire dall'autunno 2026.

Al centro della contestazione, non solo il nome della designata, ma soprattutto il metodo della scelta, ritenuto poco trasparente e privo di un confronto interno.

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Una decisione che ha sollevato perplessità sul profilo artistico della direttrice e sul percorso adottato dal sovrintendente Nicola Colabianchi.

La richiesta

Ma se la protesta porta alla sospensione dello spettacolo, non intende però rompere il legame con il pubblico. Anzi, è proprio a spettatori e abbonati che si rivolge un messaggio accorato della Rsu del Teatro La Fenice: «Non smettete di sostenerci. Continuate a venire a teatro, rinnovate gli abbonamenti. La vostra vicinanza è il nostro vero motore».

Nei giorni scorsi molti spettatori hanno manifestato pubblicamente solidarietà con i lavoratori e alcuni hanno persino annunciato l'intenzione di non rinnovare l'abbonamento in segno di protesta contro la nomina di Venezi. Un gesto forte, accolto con gratitudine ma anche preoccupazione dai dipendenti del teatro. «Comprendiamo chi sceglie di esprimersi anche così - scrivono i rappresentanti sindacali - ma il nostro appello è chiaro: non voltate le spalle alla Fenice. Il teatro è di chi lo fa vivere, ogni giorno, ma anche di chi lo sostiene, lo ama e lo frequenta».

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