Prima l’avviso, poi i fatti. La lettera che nei giorni scorsi girava tra i più «fedeli» del Teatro La Fenice di Venezia per annunciare la disdetta dell’abbonamento nel caso in cui fosse stata confermata la nomina di Beatrice Venezi a direttrice musicale dell’ente lirico, si è riempita di un lungo elenco di n 143 firme, incluse quelle del celebre saggista e cartografo Piero Falchetta, dell’ellenista Pietro Cingano, dell’economista Carlo Giupponi e dell’architetto Domenico Luciani, già direttore della Fondazione Benetton Studi Ricerche.
La protesta
Segno che parte del pubblico più affezionato è disposto a metterci la faccia e a rompere il legame con il Teatro qualora non venisse rispettato quanto chiesto dai professori e professoresse dell’Orchestra, ovvero la revoca di Venezi, considerata dalle maestranze non all’altezza della situazione. Sabato la Rsu della Fenice ha inviato una nota facendo riferimento a quanto detto dal sindaco Luigi Brugnaro e riportato nel Corriere del Veneto lo scorso venerdì. Il primo cittadino, che mercoledì incontrerà le Rsu e la direzione per tentare di riappacificare le due parti, aveva difeso il sovrintendente Nicola Colabianchi, accusato dalle maestranze di aver nominato Venezi all’improvviso dopo aver assicurato loro che la scelta del ruolo sarebbe stata presa più avanti.
Brugnaro e l'incontro con l'Rsu
«Colabianchi — aveva detto il sindaco — ha ammesso le pressioni da Roma per la nomina come è normale che succeda, ma è molto raro che un sovrintendente chieda scusa ai lavoratori della modalità con cui è avvenuta la nomina come invece ha fatto lui». Ora la Rsu vuole vederci chiaro: «Abbiamo letto con attenzione sulle pagine del Corriere le ultime dichiarazioni riguardo le modalità di nomina del nuovo direttore musicale che introducono elementi nuovi rispetto a quanto dichiarato in precedenza — hanno scritto — Saremo lieti di ascoltare dalla direzione del Teatro questi nuovi aspetti nell’incontro già previsto la prossima settimana». Fino a oggi infatti Colabianchi aveva spiegato di aver deciso di accelerare la nomina di Venezi — che risultava tra una presunta rosa di papabili — perché stavano iniziando a circolare troppi rumors che associavano il suo nome alla sua appartenenza politica, vicino al governo, dando per scontato — come poi è avvenuto — la sua nomina a Venezia.
Le frasi false
Le maestranze fin da subito avevano dimostrato perplessità, rimproverando Colabianchi di aver ottenuto l’effetto opposto. La nota ribadisce inoltre che le affermazioni di Gabriele Venezi, padre della direttrice, sulla contestazione da parte dell’Orchestra al maestro Myung-Whun Chung, sono false. «Il maestro Chung — si legge nella nota della Rsu — è stimato e apprezzato da tutte le maestranze per la sua altissima professionalità e per il contributo artistico dato negli anni al nostro Teatro».
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