lunedì 13 ottobre 2025

Medio Oriente. Meloni al 'tavolo della pace' per ricoscostruire Gaza ( da Quotidiano.Net, di Elena Polidori)

 

Meloni unica donna al tavolo della pace: “Daremo un contributo a ricostruire Gaza”








 Un rapporto solido, che forse solo lei può davvero vantare e che viene certificato da un gesto, una carezza sulla mano, sguardi che si incrociano e s’intendono nelmomento storico di una “giornata storica”, come aveva già avuto modo di definirla la premier Giorgia Meloni poco prima di atterrare all’aeroporto egiziano di Sharm el Sheikh. Ad esaltare il ruolo ’forte’ della premier è stato l’amico Donald Trump, che l’ha accolta sul palco prima scherzando, “chi è questa donna?” poi, appunto, accarezzandole la mano, lei unica presenza femminile nel ritratto dei capi di Stato e di governo. “È un’ottima governante, sta facendo un buon lavoro. È una giovane e bellissima donna e una politica di grande successo: in Italia la rispettano molto”.

Dunque, il rapporto tra Meloni e Trump che ha portato la premier a prendere parte alla cerimonia di firma del Piano di pace per il Medio Oriente. “Una giornata storica, sono fiera che l’Italia ci sia”, ha commentato Meloni, ma “è un percorso molto lungo, noi oggi abbiamo una prima fase ma è un’occasione che non si vedeva da tantissimi anni per una pace giusta e duratura, un lavoro lungo che si basa sul progetto dei due Stati. L’Italia è qui per dire che c’è ed è pronta a fare la sua parte nella ricostruzione”. Poi, a margine dell’incontro con gli altri leader, Meloni ha annunciato che “quando ci saranno le condizioni riconosceremo la Palestina. L’Italia sta già pensando a tutto quello che potrà fare e lo faremo perché questa non è una giornata che chiude, è una giornata che apre una nuova fase. Una fase delicata ma che ci può dare grandi soddisfazioni”. E ancora: “Si apre una nuova fase: consolidare il cessate il fuoco e dare piena attuazione all’accordo per costruire un futuro di pace e stabilità duratura. L’Italia continuerà a sostenere con convinzione questo percorso, nella consapevolezza che la pace si costruisce con i fatti, non con le parole”.

La premier è decisa a far sì che l’Italia dia un contributo importante. Sotto un duplice fronte: quello umanitario e della ricostruzione e, qualora dovesse servire, quello militare. Sul primo, l’attività è già intensa: è allo studio un ‘paper’ sul contributo che l’Italia potrà dare, che intanto si sta concentrando sul rafforzamento dell’operazione Food for Gaza (raccogliendo derrate alimentari con la collaborazione di Coldiretti, Confagricoltura e Confcooperative) e su quello sanitario (Roma avrebbe già dato la disponibilità ad aprire ospedali a Gaza). Mentre per quanto riguarda la ricostruzione non è escluso che possano essere coinvolti colossi come Webuild.

Poi c’è il fronte militare, con la possibilità di contribuire con l’Esercito a un’eventuale missione interforze. Meloni ha poi avuto un bilaterale con l’egiziano al-Sisi ma alla fine il pensiero è stato per l’amico presidente Usa: la fine delle ostilità a Gaza “è un grande successo di Donald Trump – ha concluso Meloni – e anche gli auguriamo di raggiungerne altri, a cominciare dall’Ucraina”.

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