Chiariamo subito: per Mazzi si intende l'ex sanremese Gianmarco catapultato al Collegio romano ( Ministero della Cultura) per coprire la profonda ignoranza dei ministri sulla musica e sulle fondazioni lirico sinfoniche. E, tutto sommato, Sanremo, il festival intendiamo, sempre musica è.
Per Fratelle si intendono le sorelle Meloni, Giorgia e Arianna, 'luce e guida' di Fratelli d'Italia ( come cantava l'inno dell'azione cattolica, del Papa), nessuna delle quali è entrata mai in un teatro italiano (scusate, Giorgia l'ha fatto al braccio di Giambruno all'indomani della sua ascesa a Palazzo Chigi, partecipando alla inaugurazione della stagione alla Scala) ma che mettono bocca su ogni nomina in detto settore, e Giuli e Mazzi agli ordini!, eseguono.
Mazzi esecutore fedelissimo è diventato il loro ideologo musicale e comandante in capo di tutte le forze in campo: noi che abbiamo vinto ci prendiamo tutto, perchè i soldi ve li diamo noi e dunque comandiamo.
I soldi li darebbe il Duo delle Fratelle e Mazzi sottoscrive, fingendo di ignorare che i soldi sono degli italiani i quali vogliono che tutti quelli assegnati alle varie istituzioni, comprese quelle culturali e di spettacolo vengano ben amministrati da persone idonee per comprovate professionalità e storia personale.
Che cosa fa l'esecutore Mazzi, agli ordini di Giuli e questi delle Fratelle. Esautora di fatto tutti i vertici delle Fondazioni lirico sinfoniche, il comparto più importante del settore, nominandoli e dunque rendendoli suoi, e delle Fratelle, vassalli.
Lo ha fatto alla Scala, sostenendo Ortombina alla sovrintendenza; poi a Palermo, dove ha accettato a malincuore la riconferma di Betta ma gli ha messo a fianco il direttore Casellati, di materna notorietà; ha sostenuto alla Fenice Colabianchi ( sulla cresta dell'onda nera dai tempi dell'MSI ad oggi), contando sull'appoggio di Brugnaro che spera sempre di ottenere finanziamenti per la sua città, e poi ha bissato con la nomina di B.V. per togliersela di torno al Ministero e per dimostrare per l'ennesima volta obbedienza e riconoscenza alle Fratelle; e poi ancor a Napoli con Macciardi, dove, in netto contrasto con il sindaco Manfredi, gli è riuscito il colpo grosso di avere al suo fianco De Luca e lo stesso Macciardi che è presidente dell'ANFOLS, cioè dell'Associazione Nazionale che riunisce tutte le Fondazioni Lirico Sinfoniche.
E potremmo anche aggiungere il Caso della Fondazione bolognese. e, forse, tragicamente, fra breve, anche il Petruzzelli di Bari. Ma forse, se si va a scavare, si potrebbe scoprire che Mazzi& Fratelle hanno messo bocca anche a Genova e Cagliari, amministrate dalla sinistra. Perchè Mazzi riesce ad imporre i propri candidati, anche nelle città governate dalla sinistra, quasi certamente promettendo un occhio di riguardo materializzato in favori, cioè finanziamenti aggiuntivi oltre quello che si chiamava una volta FUS - come si è udito annunciare dal palco nelle piazze, alla vigilia delle recenti tornate elettorali da ministri e dalla stessa Premier: se vinceremo vi daremo soldi per questo e quello... ( in un celebre comizio di Sangiuliano, allora ministro, si ascolta proprio questo vergognoso ricatto!).
Tutto questo spiega perchè sia l'Anfols che l'Agis ( non abbiamo parlato di Giambrone, presidente, solo perchè tante altre volte lo, l'assenso del Ministero). non abbiano fatto sentire la loro voce sul Caso Fenice, di cui da settimane si parla, mentre l'ha fatto un Comitato nazionale delle Fondazioni Lirico Sinfoniche che riunisce i dipendenti delle Fondazioni ( mentre l'Anfols riunisce i vertici) che hanno chiesto al Governo rispetto per il lavoro culturale, e la fine della sua ingerenza nelle nomine.
Intanto a Venezia, dove alle dimissioni di B.V. si domandano anche quelle del sovrintendente Colabianchi, la parola d'ordine di Roma è 'Boia chi molla!
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