venerdì 10 ottobre 2025

La ricetta di Giuli per risolvere il caos alla Fenice dopo la nomina CONTESTATISSIMA, e perciò da RITIRARE, di B.V: mettiamole al fianco un direttore 'di sostegno' ( da Open, di Fosca Bincher). Nostro Commento

 IL PIANO B PER LA VENEZI – IL MINISTRO DELLA CULTURA, ALESSANDRO GIULI, HA LA SOLUZIONE AL CAOS PER LA SCELTA DI PIAZZARE LA “BACCHETTA NERA” ALLA FENICE DI VENEZIA: NOMINARE UNA SECONDA FIGURA DI MEDIAZIONE, UN DIRETTORE ARTISTICO, SCELTO INSIEME ALL’ORCHESTRA, DA AFFIANCARE ALLA GIOVANE BEATRICE. IL NOME NON È ANCORA STATO INDIVIDUATO, MA IL TEMPO NON MANCA: L’INCARICO DELLA VENEZI INIZIERÀ INFATTI NEL 2026…

Estratto dell’articolo di Fosca Bincher per www.open.online

 

beatrice venezi

Nei capannelli a Montecitorio fra gli eletti di Fratelli di Italia si è certi di una soluzione per il caso di Beatrice Venezi, in grado di fare rientrare le polemiche degli orchestrali e degli abbonati contro la nomina a direttore musicale (la Venezi non vuole che si usi “direttrice”) della Fenice di Venezia.

 

Vero che c’era il gradimento del principale partito della maggioranza su quella nomina e nessuno vuole una clamorosa marcia indietro, ma da quelle parti non si sprecano complimenti per come il sovrintendente alla Fenice, Nicola Colabianchi, ha gestito la pratica. Anzi.

 

BEATRICE VENEZI CON IL PADRE GABRIELE








A provare a togliergli le castagne dal fuoco è arrivato un piano elaborato al ministero della Cultura, guidato da Alessandro Giuli. Un piano già concordato con la Venezi, che lo ha accettato, e che prevede la nomina di una seconda figura di mediazione – un direttore artistico della Fenice – scelto dal sovrintendente insieme all’orchestra, che avrebbe così una figura di riferimento in grado di fare rientrare le proteste sulla Venezi. Il direttore artistico non è ancora stato individuato, ma il tempo non manca: l’incarico della Venezi inizierà infatti nel 2026 e terminerà nel 2030. […]



Commento di Pietro Acquafredda

 Non meriterebbe commento alcuno, perchè semplicemente vergognoso, anzi ridicolo, se non si trattasse di un caso delicato. La Destra di Meloni non  consiglia alla sua beniamina direttrice d'orchestra, SCARSA, ma ormai a tutti gli effetti, 'DI REGIME', di ritirarsi autonomamente, prima che vi debba essere costretta per non paralizzare un intero teatro fra i più noti ed apprezzati al mondo;  e di fare altrettanto al Sovrintendente Colabianchi, ubbidiente ai diktat del comune partito; no, pensa di affiancarle  un direttore che sappia il fatto suo per sopperire alla riconosciuta, ed ora anche attestata perfino dai suoi sostenitori, sua inadeguatezza a svolgere il lavoro di direttore musicale del teatro veneziano. E l'idea sembra essere venuta a quella mente geniale, ma persona senza vergogna, di Alessandro Giuli, il ministro della cultura che dice di aver sottoposto il piano alla direttrice e di averne da Lei ricevuto il via libera .

Lui come anche le sue due generalesse, le Fratelle Meloni, non si rendono conto di quello che propongono. Attestano che B.V. non è all'altezza dell'incarico che il loro servo fedele Colabianchi le avrebbe affidato per ordine ricevuto direttamente da Palazzo Chigi, ed invece di consigliarla a lasciar perdere, uscendone dignitosamente, al fine di mantenere la poltrona occupata inventano una toppa  peggiore del buco - come si dice. Neanche l'avv.Bongiorno ha consigliato la V., che a Lei si è rivolta per difendere la sua 'onorabilità' finita sotto i piedi per sua responsabilità e colpa, a lasciar perdere. No, dimissioni no, sarebbe dar ragione ai comunisti - secondo Mollicone e quel sottosegretario ai trasporti, orgoglioso del suo diploma da perito agrario, ai quali nella difesa della poveretta si è unito anche il patron dell'Harry's Bar, Cipriani.!

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