Definito “inattuale” da critici e colleghi che lo accusavano di far musica fuori dal proprio tempo, durante la vita Nino Rota conobbe un grande successo di pubblico, e a pochi decenni dalla sua scomparsa (1979) è il compositore italiano più eseguito al mondo dopo Giacomo Puccini.
Dinko Fabris e Michela Grossi hanno curato il volume Prove d’orchestra. Nino Rota e la sua musica da concerto (Cafagna, 2025) e venerdì 10 ottobre lo presentano insieme a Valentina Pagni alle 18, nell’ambito del ciclo Parlando di Musica.
La raccolta di saggi che compongono il libro, arricchita da un’ampia Bibliografia ragionata, è un contributo unico nel vasto panorama di testi fin qui dedicati a Nino Rota, ed è il frutto di un lavoro di grande approfondimento dei due studiosi.
Dinko Fabris è professore di Musicologia all’Università della Basilicata e dal 2022 professore ordinario di Early Music Performance nei corsi dottorali della University of Leiden in Olanda, oltre che autore di numerosi saggi e libri in varie lingue.
Michela Grossi è docente di Strumenti e metodi della ricerca bibliografica presso il Conservatorio di Pescara ed ha recentemente vinto il dottorato di ricerca nazionale in Artistic research on musical heritage in Biblioteconomia e Bibliografia musicale.
L’incontro
è arricchito dai contributi musicali di Matilde
Giorgis (allieva
di Francesca Piccioni) che con la collaborazione pianistica di Silvia
Da Boit offre
all’ascolto Intermezzo
per viola e pianoforte,
dedicato a Piero Farulli dal compositore milanese.
Il
tenore Xingyu
Cao della
classe di Damiana Pinti canta l’aria Come
un picciol fior d’april da Il
cappello di paglia di Firenze ed
infine la pianista Marina
Pellegrino,
già allieva del corso di perfezionamento di Andrea Lucchesini, suona
pagine rotiane dai 15
Preludi e
dai 7
Pezzi difficili per bambini.
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