Roma, 10 ottobre 2025 – "Stiamo lavorando con la Russia per far riunire i bambini ucraini con i loro genitori". Ha esordito così la first lady Melania Trump nel suo annunciato discorso alla nazione, sottolineando che otto bambini sono stati riuniti con le loro famiglie.
"Mi auguro che la pace ci sia presto" fra la Russia e l'Ucraina, "iniziando con i bambini", ha continuato sottolineando di essere impegnata ad aiutare i bambini finiti nella guerra fra Russia e Ucraina.
La first lady ha rivelato di avere instaurato un "rapporto diretto" con il presidente russo per organizzare il ritorno in Ucraina dei bambini sequestrati dai russi durante il conflitto.
Il documentario ‘Melania’
Che Melania avrebbe tenuto un discorso alla nazione è stato annunciato sull’account ufficiale sui social della first lady, senza che venisse anticipato l'argomento.
Ieri c’era stato un altro annuncio, quello dell'imminente uscita del documentario "Melania", prodotto da Amazon Mgs Studios. "Melania" racconta la vita della first lady nei venti giorni che anticipano il ritorno di Trump alla Casa Bianca da presidente. Il film uscirà in sedici sale americane il 30 gennaio 2026 e verrà accompagnato da una miniserie in tre puntate che verrà trasmessa in streaming su Prime Video.
Il regista è Brett Ratner, al ritorno sul set dopo il caso di aggressione sessuale di cui venne accusato nel 2017. Dopo la denuncia di una serie di donne, la Warner Bros chiuse ogni rapporto con Ratner.
I precedenti discorsi delle first lady
Quello del discorso alla nazione da parte della first lady è un evento inusuale ma non raro. Eleanor Roosevelt si rivolse al Paese in uno storico discorso radiofonico il 7 dicembre 1941 dopo l'attacco giapponese alla base americana di Pearl Harbor. Il messaggio, che venne lanciato il giorno prima dell'intervento al Congresso del presidente, Franklin D. Roosevelt, cominciò con un appello agli americani a mantenere la fede nell'America: "Non potete sfuggire all'ansia. Non potete sfuggire alla stretta della paura del vostro cuore. E tuttavia vi chiedo di mantenere la vostra fede. Il presidente vi darà i fatti, ma ricordate gli uomini delle nostre forze armate, questa notte".
Quello di Jacqueline Kennedy, nel '63, dopo l'attentato a Dallas in cui era stato ucciso il marito, John Fitzgerald Kennedy, fu una dichiarazione alla nazione attraverso stampa e tv, e trasmessa dai tre principali network televisivi. "Voglio che tutti - disse - lo ricordiate per come era: pieno di speranza e di coraggio". Nell'87 la first lady Nancy Reagan inviò un messaggio alla nazione, trasmesso da Nbc, Cbs e Abc, per lanciare l'allarme sull'abuso di droghe, una piaga che stava devastando il Paese. "Il nostro compito - disse - è aiutare i nostri figli a dire no e dare loro l'amore e il sostegno di cui hanno bisogno". Il discorso venne trasmesso in prima serata, dalla East Room della Casa Bianca. Quello di Laura Bush, nel 2001, fu invece un messaggio radiofonico in difesa dei diritti delle donne afgane sotto i Talebani. "La battaglia contro il terrorismo - spiegò - è anche a battaglia per i diritti e la dignita' delle donne". Nel 2014 Michelle Obama lanciò un messaggio televisivo dopo il rapimento di 276 studentesse nigeriane da parte del gruppo estremista Boko Haram. Anche in questo caso il tema fu quello della solidarietà internazionale e i diritti delle donne. "Come milioni di persone in tutto il mondo - disse - mio marito e io siamo indignati e sconvolti". Jill Biden non ha mai fatto discorsi ufficiali alla nazione, ma nei quattro anni alla Casa Bianca ha trasmesso una serie di videomessaggi: uno riguardò l'emergenza della pandemia da Covid, un'altra fu un messaggio rivolto agli insegnanti d'America, lei che aveva scelto di continuare a insegnare anche da first lady, fino al discorso fatto dopo l'assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021 da parte dei sostenitori di Donald Trump, decisi a bloccare la proclamazione dell'elezione del marito a presidente degli Stati Uniti.

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