lunedì 22 settembre 2025

Meoni al Colosseo per pasticcini 'elettorali', ospite di 'zia Mara' a 'Domenica in' (da La Repubblica). Si vede che ha raccolto l'invito di Formigli a rivolgersi per qualunque esigenza alla 'sua' tv, Rai ( P.A.)

 


Il Colosseo a fare da sfondo, una grande tavolata per mettere in scena il pranzo della domenica, attovagliati Paolo Bonolis e Sabrina Ferilli. Ma soprattutto, un’ospite esclusiva: la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, pronta eccezionalmente a rispondere alle domande da studio, sì, ma su nonni e pasterelle.

La puntata di Domenica In con la premier in collegamento accende le proteste dell’opposizione. “Giorgia Meloni – attacca la segretaria Pd Elly Schlein – continua a rifiutarsi di venire in Parlamento a spiegare cosa farà l’Italia rispetto al riconoscimento dello Stato di Palestina e alle sanzioni per il governo israeliano. Però continua a trovare il tempo di confezionare spot elettorali sul servizio pubblico. Oggi ci spiega su RaiUno, la ammiraglia della sua TeleMeloni, quali pranzi e quali pasticcini preferisce mangiare la domenica”.

In un momento tra i più delicati per la politica estera, insiste la leader dem: “Il tutto mentre Canada, Regno Unito e Australia annunciano il riconoscimento dello Stato di Palestina e si aggiungono ai tanti altri Stati che provano a dare il loro contributo per porre fine all’occupazione illegale di Gaza e ai crimini del governo di Netanyahu”.

Rincarano i parlamentari Pd in commissione Vigilanza: “Nemmeno ai tempi di Berlusconi la Rai si è prostrata così spudoratamente alle volontà di un presidente del Consiglio”, commentano in una nota. “Oggi Telemeloni ha raggiunto l'apice con il collegamento di Domenica in”.

Per i dem, “lo spottone della Rai è ancora più grave perché sono mesi che Giorgia Meloni sfugge a qualsiasi confronto parlamentare” mentre “il mondo sta bruciando, da Gaza a Kiev, ma i cittadini italiani possono ascoltare il proprio presidente del Consiglio che discetta solo di cucina e di altre bagatelle dal megafono di una trasmissione Rai”. Per poi concludere: “Questa è la rappresentazione del brutto clima che si vive in Rai e nel Paese”.

Indignazione condivisa dal Movimento 5 Stelle, per voce della stessa presidente della Commissione di Vigilanza Rai Barbara Floridia: “È veramente triste vedere in Rai, in una trasmissione molto seguita un'intervista alla premier Giorgia Meloni, mentre in alcune regioni si va al voto”.

"La sua maggioranza – aggiunge – ha bloccato la Commissione di Vigilanza, impedendo ogni controllo parlamentare così lei, impunita, può farsi intervistare a Domenica In sui pranzi della domenica. Una presenza inopportuna e fuori luogo".

Concetto rilanciato dai parlamentari 5 Stelle in commissione di Vigilanza in una nota: “La Rai ha toccato il fondo. A Domenica In, Mara Venier ha pensato bene di confezionare un'intervista a Giorgia Meloni sulle sue abitudini culinarie della domenica, come se fosse la zia simpatica del palazzo accanto”.

“Un'operazione indecente, - continuano - pagata con i soldi del servizio pubblico, che ormai non è più servizio ma strumento di regime”. Tanto più nella situazione di stallo che attanaglia viale Mazzini: “La presidente del Consiglio, che ha fatto bloccare la commissione di Vigilanza ai suoi adepti, non trova nemmeno il coraggio di spiegare perché impedisce al Parlamento di esercitare il suo ruolo di controllo. E intanto occupa ogni spazio utile: siamo arrivati agli show della domenica pomeriggio, dove invece di rispondere delle sue scelte politiche ci racconta del pollo al forno”.

Secondo i 5 Stelle della Commissione di Vigilanza Rai, “è il segno che Meloni non ha più alcun pudore a trasformare la Rai nella sua vetrina personale. E la domanda è inevitabile: qual è il prossimo passo? Arianna Meloni ospite fissa a raccontarci le fatiche di una carriera tutta in salita, dovendo "faticosamente" scalare un partito di cui la sorella è leader? Non siamo più davanti a Tele Meloni, qui siamo dentro a un vero e proprio Teleregime. E finché la commissione di Vigilanza resta bloccata, questo abuso di potere continuerà senza freni".

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