Fedele, gli è fedele. Che ormai sembra essere il tratto principale per fare parte dell’entourage di Donald Trump. E ieri, il presidente degli Stati Uniti ha ripagato la lealtà dell’avvocata ed ex reginetta di bellezza Lindsey Halligan, 35 anni, mettendola in un ruolo importante dell’amministrazione giudiziaria americana, al posto dell’epurato — infedele secondo «The Donald» — Erik Siebert.
L’annuncio, come sempre, lo ha fatto dal suo social Truth: «È un onore per me nominare Lindsey Halligan come procuratrice degli Stati Uniti per il distretto orientale della Virginia. Lindsey è una avvocata forte, intelligente e leale, che ha lavorato con me anche nella vittoriosa lotta contro la strumentalizzazione del nostro sistema giudiziario da parte del corrotto Joe Biden». Trump assicura che Lindsey «è temeraria e avrà la determinazione per essere assolutamente eccezionale».
Una nomina a sorpresa, visto il curriculum di Halligan che non annovera alcuna esperienza nel ruolo per cui è stata scelta, essendosi sempre occupata di questioni assicurative.
L’avvocata è entrata nell’orbita trumpiana dopo aver fatto parte del team legale che ha rappresentato il presidente a seguito della perquisizione avvenuta nel suo resort di Mar-a-Lago, in Florida, quando si cercavano i documenti classificati. Halligan ha anche lavorato alla causa intentata da Trump contro la Cnn, che lo ha paragonato a Hitler.
Più di recente, è stata in prima linea per rimuovere quella che l’amministrazione sostiene essere «l’ideologia impropria» della Smithsonian Institution, una fondazione privata ma finanziata con fondi federali. Trump ha dato 120 giorni per cancellare nei musei nazionali le «ideologie e culture corrosive, ripristinando verità e buon senso nel racconto della storia americana». Semplice: rimuovere i riferimenti al razzismo. Detto fatto. In un’intervista, l’avvocata ha commentato: «Ciò che ho notato visitando il museo Smithsonian è un’enfasi eccessiva sulla schiavitù. È stata sicuramente una cosa orrenda, ma non si parla in modo onesto, se non si dà anche speranza».
Cresciuta in Colorado, ha studiato politica e giornalismo. Ha partecipato due volte a Miss Colorado: nel 2009 è arrivata seconda e nel 2010 terza. Ha detto: «Lo sport e i concorsi di bellezza mi hanno insegnato a gestire lo stress: sul palco, o alla Casa Bianca».

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