Trump minaccia nuove sanzioni alla Russia, Mosca promette che è pronta a lavorare con tutti per la cessazione del conflitto, ma dice anche che non si fermerà, l’Unione europea è certa che la guerra andrà avanti ancora a lungo. A 48 ore dal maxi-attacco aereo contro il Paese invaso, la conclusione del conflitto sembra più lontana che mai. Il presidente Trump ha detto di non essere contento di come si sta comportando il Cremlino e ha annunciato che nei prossimi giorni parlerà, per l’ennesima volta, con Vladimir Putin. Ma atti concreti all’orizzonte ancora non se ne vedono. A meno che l’Europa non collabori.
Sanzioni per costringere Putin a trattare
Il segretario all’Energia Usa, Chris Wright, ha detto chiaramente che potrebbero arrivare sanzioni più severe nei confronti di Mosca se la Ue la smettesse di acquistare completamente il gas russo. Affermazioni destinate a fomentare polemiche per due motivi. Il primo è che il gas russo viene acquistato soprattutto da due Paesi, Slovacchia e Ungheria, considerati quinte colonne della Russia in Europa, ma che sono anche in ottimi legami con gli Usa. Il secondo è che probabilmente, a quel punto, Washington cercherebbe di proporre come alternativa il gas liquefatto americano.
Nelle prossime ore, una delegazione dell’Ue sarà negli Stati Uniti per fare il punto su una nuova serie di sanzioni e di misure per costringere Putin a trattare con l’Ucraina. Stando a fonti vicine alla Commissione, Bruxelles ha intenzione di proporre misure contro altre banche e società energetiche russe, forse anche lo scambio di cryptovalute.
Cremlino: “Nessuna sanzione ci farà cambiare posizione”
Domani, nel Regno Unito, si terrà il gruppo di contatto per la difesa dell’Ucraina, a cui parteciperà anche il segretario generale della Nato, Mark Rutte. Mosca, come sempre, non mostra particolare preoccupazione e continua con il suo ‘doppio binario’ dove, se da una parte si dice pronta al dialogo, dall’altra non arretra di un millimetro dal raggiungimento dei suoi obiettivi. Il ministro degli Esteri, Sergei Lavrov, ha affermato che Mosca “è pronta a lavorare onestamente con tutti”. Ma il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha fatto sapere che “nessuna sanzione potrà costringere la Federazione Russa a cambiare la sua posizione coerente”.
Merz: "Il piano di conquista dello zar è solo all’inizio”
Le notizie che arrivano sono preoccupanti e dimostrano che la Piazza Rossa è determinata ad andare avanti fino a quando non si cercherà di fermarla in modo concreto. Mosca avrebbe schierato 700mila soldati, soprattutto sulle pianure del Donbass.
Secondo l’intelligence ucraina, poi, Mosca sarebbe pronta a produrre fino a 2.700 droni Shaed, i micidiali velivoli senza pilota iraniani, al mese da lanciare su Kiev. Una sorta di attacco finale, con il rischio che le mire di Putin non si limitino all’Ucraina.
Il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, ha detto molto chiaramente che il piano di conquista dello ‘zar’ è "solo all’inizio”, aggiungendo che gli attacchi ibridi stanno aumentando progressivamente.


Nessun commento:
Posta un commento