lunedì 29 maggio 2023

Michele Serra, nella sua ultima serata su Rai TRe, a 'Che tempo che fa', saluta

 Michele Serra  inizia la puntata tracciando la sua personale "storia politica della Rai" con una sorta di editoriale. Si chiede Serra di che partito fossero "Topo Gigio, il Quartetto Cetra, Tognazzi e Vianello erano uno di sinistra e uno di destra? E per avvicinarsi ai giorni nostri di che partito sono Amadeus, Fiorello, Mara Venier, Vespa lo ha messo Cavour quindi è della destra storica?". Per il giornalista e scrittore, "è un discorso cretino, perché è difficile spiegare con la politica una storia che solo in parte lo è. Il lavoro delle persone per fortuna è più forte, nessuno si è mai chiesto in passato se Topo Gigio fosse di destra o di sinistra ma ora invece tutti si chiederebbero a che partito apparterrebbe".

E al "ministro della cultura Gennaro Sangiuliano che qui ha detto che alla Rai ci sono gli stalinisti, ci chiediamo quanto sia stato per lui difficile sopravvivere quando era direttore del Tg2, lo tenevano chiuso in una segreta?". Per Serra "c'è un brutto clima con la tendenza ad incasellare tutto e tutti, costretti a sentirsi in debito con qualcuno. In Rai sono molte di più le persone che fanno da sole. Se fossi un intellettuale di destra sarei preoccupato, direbbero che sono salito sul carro del vincitore, che non arrivo perché sono bravo ma per la mia appartenenza politica. E' giunto il tempo di una riflessione - conclude Serra -  la Rai è dello stato non dei partiti, l'atmosfera rimarrà tossica ora ed è grave perché ci lavora anche tanta gente per bene".


P.S.

 Sangiuliano, che proprio a Che tempo che fa, poco dopo il suo passaggio da direttore del TG2 a Ministro della cultura, aveva denunciato che in Rai girano troppi colbacchi, avrà il coraggio di dire, ora che  Meloni ha conquistato la Rai, che per i corridoi e nelle stanze si vedono molti, troppi FEZ neri?  (Pietro Acquafredda)

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