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sabato 12 agosto 2017

Aiutare Raggi si deve o non si deve? E senza aiutare Raggi si può, comunque, aiutare Roma? Intanto la Montanari aiuti i romani a togliere dalle strade montagne di rifiuti

Oggi, dopo un anno abbondante di governo della città la giunta grillina guidata da Raggi non ha più scuse. Perfino De Masi che nei mesi passati aveva fatto credito - forse un pò interessato, anche se lui non lo ammette e replica: sono uno studioso! - a Virginia Raggi ed alla sua amministrazione, a dir il vero: alla nuova generazione politica incarnata dai grillini, ha gettato la spugna e ha dato alla Raggi, insieme  alla sua giunta, dell'incapace. Ha ammesso però, bisogna ricordarlo, che Roma neppure un triumvirato formato dai più grandi politici della storia riuscirebbe ad amministrarla come si vorrebbe e dovrebbe. Ma i grillini romani non sono capaci neanche di far fronte alla normale amministrazione che vuol dire: tener pulita la città, far funzionare i mezzi pubblici ed il trasporto in genere, curare la viabilità e il verde cittadino, e poi tappare le buche. E perciò più d'uno, senza voler male a quei poveri cristi sulla cui testa  è caduta la tegola dell'amministrazione capitolina, non potendo lottare per cancellare l'impossibile ha cominciato a sparare a zero sull'amministrazione.  E già che l'amministrazione ogni momento presta il fianco a critiche.

Invece, di più recente formazione, s'è costituito un fronte romano di coloro che sostengono che basta con le critiche, rimbocchiamoci le  maniche e diamoci da fare. La fila del fronte l'ha aperto il produttore Procacci,  che ha invitato tutti a darsi da fare per Roma; ma poi, non riuscendo più a tenersi il rospo dentro, è sbottato: basta con questa città sporca, con i trasporti sgarrupati e via dicendo. Dimenticando che aveva appena detto: basta criticare!

Secondo della fila, l'ex ministro Giovani Maria Flick, al quale la sindaca e Bergamo, suo vice, avrebbero voluto affidare la presidenza di Zetema, visti i recenti interessi della giunta per la cultura che, a quel che si sa, a Zetema e Civita negli anni ha dato da mangiare. Flick ha detto di no, perchè non se la sente, alla sua età, di cominciare a fare l'amministratore. Raggi e Bergamo hanno insistito e lo hanno cooptato nel 'Board cultura' che da ottobre dovrebbe costituire il motore vivo della rinascita cittadina. Quanto ad annunci e posticipi i grillini non li frega nessuno, neanche Renzi che in fatto di annunci ha meritato un premio internazionale.
C'è stato chi ha mosso qualche critica, velata, a Flick che dà una mano ai grillini, perchè andrebbero lasciati cuocere nella loro inesperienza ed improvvisazione e annegare nella loro incapacità. Flick ha risposto che li ha trovati gentili, sia la Raggi che Bergamo, e che non c'è nessun male a dar loro una mano per risollevare Roma (non i Cinquestelle).

 Terzo nella fila dei fiancheggiatori  dei grillini, anzi di Roma, non richiesti, l'architetto Fuksas, oggi dalle pagine di Repubblica, in un lungo articolo intervista di Merlo. Anche Fuksas è lì che aspetta una chiamata per dar consigli  su come risanare Roma, renderla più bella, più vivibile. Ci vuole fegato per offrirsi ad una sindaca che il giorno dell'inaugurazione della 'Nuvola' all'Eur, nel suo discorso ufficiale, di fronte ad una platea sconvolta dalle sue parole,  non ha fatto che gettare fango sull'impresa, e qualche schizzo  anche in faccia all'architetto. Ciò nonostante, anche Fuksas gira pagina, si scorda del passato, e vuole - vorrebbe - far parte forse dello stesso 'Board Cultura', per il quale è stato appena ingaggiato Flick, che comincerà ad essere attivo in autunno, ma che forse servirà solo a coprire le vergogna della giunta che, se non ha fatto nulla in un anno e più, impossibile faccia miracoli tempestivi, a seguito della costituzione del Board 'grandi firme'.

Ultimissime dal pianeta 'monnezza'.
C'è rimasta solo la Montanari, assessore capitolina alla monnezza - non alla sua 'rimozione'! - a  non sapere che la monnezza esiste e persiste , si vede e si sente anche. Se ne sono accorti anche i gabbiani che sempre più frequenti, in  volo, lasciano il mare e  si vedono planare  nelle strade, come feroci avvoltoi, a dare una mano all'assessora che, chiusa in casa, non vede - come si sospetta - la monnezza. E che, per il suo spirito animalista, non vuole togliere il pane dal becco degli amati, candidi gabbiani.

venerdì 11 agosto 2017

Viene dallo spazio il nuovo amministratore delegato di Zetema, Remo Tagliacozzo

La sindaca Raggi è andato a cercarlo nello  spazio, dove un tempo brillavano anche le cinque stelle del movimento, la cui luce oggi appare notevolmente spenta,  il nuovo amministratore delegato di Zetema

Zetema, partecipata del Comune di Roma, gestisce le  manifestazione culturali e i musei capitolini; è stata retta per decenni dal dott. Ruberti, figlio dell'ex ministro, che aveva una carica importante anche a Civita, di cui è presidente Gianni Letta; e l'una e l'altra - Civita e Zetema_ hanno avuto in dotazione l'affare cultura, non sappiamo se traendone le due, uguali benefici. Ma forse sì.

 Arrivati in Campidoglio i Cinquestelle, la Raggi e il suo assessore alla 'ricrescita culturale', Luca Bergamo, hanno voluto rimescolare le carte delle partecipate. Per dare un svolta - hanno detto -senonché la svolta in diverse partecipate è stata finora disastrosa, mentre per Zetema, occorre attendere.

Al bando per trovare i nuovo vertici di Zetema, hanno partecipato quasi 500 aspiranti, e se qualcuno sul quale Bergamo aveva messo gli occhi, non aveva partecipato, come nel caso dell'ex ministro Giovanni Maria Flick, Bergamo l'ha invitato ad inviare il suo curriculum; come certamente deve essere anche accaduto con la prof. Simonetta Lux,  che ha insegnato arte alla Sapienza per decenni, anch'ella bellamente in pensione,  e che non riusciamo a capire, senza sollecitazione, come avrebbe potuto pensare di iniziare una nuova attività, di carattere anche amministrativo.  Che è poi la stessa ragione avanzata da Flick per rifiutare la presidenza della partecipata, che è andata invece ad un' altra docente, di economia, la prof. Francesca Jacobone;  e Simonetta Lux fa parte del CdA a tre.

Amministratore delegato è stato nominato  l'ing. Remo Tagliacozzo, il cui cognome rimanda forse alla terra delle sue origini, ma non  al  campo nel quale ha esercitato la sua professione, che è quello delle ricerche aerospaziali. La cui scelta è avvenuta perchè negli anni passati, girando per lo stesso spazio sia l'ing. Tagliacozzo che i vertici dei Cinquestelle, hanno fatto conoscenza, i secondi hanno apprezzato le capacità dell' ing. e perciò alla bisogna l'hanno richiamato a terra, facendolo atterrare, e infilato nel laboratorio, non più aerospaziale, di Zetema.  Dal quale, circumnavigando lo 'spazio cultura' del Comune, dovrà guidarne la navicella, facendo di tutto perchè non vada in avaria.


lunedì 7 agosto 2017

Luca Bergamo, assessore alla 'ricrescita culturale' dopo l'estate romana, promette anche un autunno romano. Che succede a Zetema?

Luca Bergamo, assessore nel gabinetto Raggi ed anche vicesindaco, battezzato dall'altro ieri, oltre che assessore alla 'ricrescita culturale',  anche assessore alla 'ricrescita stagionale', ha voluto stupire i suoi detrattori di professione, che già un volta ha messo ko, a Capodanno: mentre tutti nel mondo festeggiavano a mezzanotte, lui ha festeggiato, a Roma, le prime ore del nuovo anno, popolando ponti e piazze di passeggiatori ubriachi in uscita da veglioni e cene luculliane in casa di amici. Quei ponti con l'acqua sottostante facevano agli occhi degli attraversatori, lo stesso effetto che fa andare sul ponte di su una nave, ubriachi, di notte, in un mare in tempesta.

Lo hanno criticato per l'Estate romana che non è più quella di una volta - le lamentele di chi è vecchio di anni e vecchio 'dentro' - e lui ha risposto spargendola, anzi 'spalmandola', come si preferisce dire oggi, su tutto il territorio comunale.
Perchè costringere chi abita in periferia a venire in centro per ascoltare musica, vedere uno spettacolo di teatro, o godersi un film all'aria aperta, seduti comodamente in piazza?  Meglio assegnare ad ognuno dei municipi una somma per organizzare qualsivoglia manifestazione; senza censure, né esami preventivi. E così finalmente, merito di quel furbastro di Bergamo, per una volta gli abitanti del centro si sono riversati a vedere le belle periferie romane, risanate dalla giunta del suo sindaco. E non il contrario.

 E siccome il progetto ha soddisfatto sia Bergamo che i cittadini delle periferie, ora si fa il bis da metà ottobre a fine dicembre, con l'Autunno romano destinando a questa 'rivoluzione artistica dal basso'  la somma di 500.000 Euro che l'assessore aveva tenuto in serbo, ben occultata, nelle casse capitoline.

Intanto procede l'esame delle candidature per la presidenza di Zétema, per vent'anni nelle mani del dott. Ruberti, figlio dell'ex rettore della Minerva ed ex ministro, la partecipata comunale che organizza manifestazioni culturali e gestisce i musei della Capitale.
Non contenti, evidentemente, dei candidati presentatisi, il sindaco ha invitato il prof Flick ( ex ministro ed ex presidente della Consulta) a mandare un suo curriculum. Flick ( che non è figlio di... ma si presenta in prima persona), divertito, ha dichiarato che ha inviato un currriculum  che arriva fino ad una quindicina di anni fa, e che non sa veramente cosa sia ZEtema. E quando poi gli hanno chiesto se si sottoporrà ad  un esame, come fanno tutti i candidati, davanti alla Raggi ed a Bergamo, ha fatto spallucce: a settantacinque anni, ancora esami? Semmai a Raggi e Bergamo l'esame glielo faccio io!

martedì 23 maggio 2017

Attratti dal palcoscenico sul Palatino, per l'opera rock ' Divo Nerone', ai più è sfuggita la cena nelle vicinanze nella Notte dei Musei

L'indignazione per la mega struttura sul Palatino che ospiterà, fra qualche giorno la prima del centinaio di recite circa dell'opera rock 'Divo Nerone', non accenna a diminuire. L'autorizzazione è stata concessa dal sovrintendente  Prosperetti ( sì proprio lui, che fece coprire le statue in Campidoglio per non offendere la sensibilità del presidente iraniano in visita a Roma) che non  crede di dover fare 'mea culpa', viste le polemiche e critiche che ha suscitato e suscita ancora in chi non si capacita che quel luogo sia stato concesso, praticamente per FINI COMMERCIALI  ad una società  del nord con fondi, prevalentemente, della Regione Lazio. Su questo  tutto regolare?

Solo a qualcuno non è sfuggito che mentre divampava la polemica, nello stesso sito, praticamente all'ombra di quel palco  megagalattico, nella 'Notte dei Musei', quando non era consentito l'accesso ai Fori perchè NON SONO ILLUMINATI - ecco forse da dove deriva l'interesse di Chicco Testa per i Fori: forse  ha pronto un progetto per la sua illuminazione, magari con sponsor accluso - una zona era illuminata per lo svolgimento di un 'evento' da spavento - è il caso di dire - ma con fini benefici, organizzato da 'Castelli e dimore storiche' e rivolto prevalentemente ad un nutrito gruppo di benefattori americani i quali in cambio di soldi per la finalità benefica, avevano ottenuto la chiusura del Foro, avendo anche acquistato tutti i biglietti possibili per l'ingresso e per uno spettacolo in programma.

E come ciò non bastasse - ancora un evento privato in un luogo pubblico, anzi arcipubblico per le ragioni che tante volte abbiamo espresso - c'era anche un ricco buffet- non sappiamo se anche dei tavoli- come fosse  un banale ristorante,  affidato ad un catering che ha una storia di passi falsi lunghissima e di una fortuna altrettanto lunga: la 'Relais Le Jardin', di proprietà della famiglia Ottaviani, gestita da Stefano Ottaviani sposato a Marina Letta, figlia di Gianni, sputata sua madre Maddalena.

Ma ciò che infastidisce ancora di più per questo assurdo  'ristorante' del Foro, è che  il Foro come moltissimi altri siti archeologici e musei italiani sono gestiti da Civita - di cui è presidente Gianni Letta - e segretario generale Ruberti, figlio dell'ex ministro, il quale è presidente  di Zétema, la società del Comune, partecipata anche da Civita. Ogni volta che si becca un potente o qualcuno della sua famiglia con le mani nella marmellata, ci si trova di fronte ad un dedalo di società con tentacoli ovunque.

Possibile che  nessuno - o quasi - si sia scandalizzato per questa cena a cielo aperto sotto la casa di Nerone, servita da un catering che sbaraglia  sempre tutti gli altri concorrenti per la sua aggiudicazione?  Delle fortune della società 'Realis Le Jardin' negli ultimi anni - Gianni Letta naturalmente non c'entra, lui non si vede e non si sente, ma è ovunque e dà una mano alla famiglia! - sono piene le cronache; basta andare in rete e  ogni curiosità sarà soddisfatta . Ma in rete si legge anche, notizia degli ultimi mesi, che   nell'elenco dei 'PANAMA PAPERS' - società nei paradisi fiscali per sfuggire al fisco italiano - compare anche il nome degli Ottaviani.


P.S. 
Sergio Rizzo oggi sulla 'romana' del Corriere è tornato a parlare delle stranezze dell'evento opera rock 'Divo Nerone', finanziato per la quasi totalità dalla Regione Lazio e prodotto da una società che è riuscita a mettere insieme un gruppetto di premi 'oscar', ma che come attività principale cerca giovani artisti - pittori- da lanciare sul mercato. ed ora fa il grande salto. La società ha come dominus un ex capo dei giovani Forza Italia, Cristian Casella ( in coppia con Jacopo capanna), mentre un altro Cristian, ma Carrara di cognome, di professione compositore, che è a capo della Commissione cultura della Regione lazio, e che , da quando ha questa carica politica le esecuzioni e commissioni di sue opere fioccano - per  pura coincidenza - potrebbe aver dato il suo benestare all'operazione che  è partita da una idea di Migliaccio, l'autore di tante canzoni compresa 'nel blu dipinto di blu' ed affidata per la realizzazione a suo figlio. Una bella famiglia imprenditoriale.

venerdì 1 luglio 2016

Virginia Raggi datti una mossa, Roma non può aspettare, sta affondando

Se dobbiamo giudicare la giornata dal mattino, Virginia Raggi, a quasi due settimane dalla sua elezione a sindaca romana, non fa ben sperare. Non ha ancora la lista dei suoi assessori, su di essi pesano gli ordini ed i veti incrociati dei vari esponenti del cosiddetto 'direttorio' del suo movimento, che probabilmente decide sopra la sua testa e  che ora si riunisce addirittura in Campidoglio, senza dirci però quale sala utilizzi se quella consigliare o quella conciliabolare.
 A ben guardare non  sta facendo una bella figura, dimostrando già dai primi passi che avrebbero dovuto far capire a tutti che iniziava una nuova era per la gestione di Roma, che questa nuova gestione è più vecchia delle altre, delle quali ripete secondo copione la distribuzione in base ai vari manuali 'cencelli', degli incarichi, e la indecisione su questioni non  marginali, mentre Roma continua ad affogare nelle varie emergenze, prima fra tutte quella dei rifiuti che sembra di ora in ora diventare drammatica.
 Insomma pare che nella prevista seduta del consiglio fissata per il 7 luglio la Raggi non rivelerà la lista dei suoi assessori, semplicemente perché non l'ha definita ( non riesce a definirla, non gliela fanno ancora definire?non sa definirla, per inesperienza?) mentre i sindaci delle altre grandi città interessate dal ballottaggio, l'hanno fatto da tempo. L'avevano, sicuramente, già pronta ancor prima della loro elezione, mentre la Raggi, con quel suo fare decisionista attende istruzioni dal movimento (dai vari reggenti del direttorio)  dimostrando di non potersi o non sapersi muovere.
 La prova del Campidoglio sarà decisiva per le sorti future del Movimento al quale si  accredita la vittoria alle prossime elezioni politiche che potrebbero arrivare anche prima del 2018.  Con queste avvisaglie, non ne saremmo così sicuri.
 Ieri ha preso parte alla presentazione della stagione del Teatro di Roma (Argentina) nel corso della quale ha detto  che vuole portare la cultura al centro ed alla porta di tutti- speriamo non con la stessa flemma con la quale sta muovendo i primi passi. Poi ha detto di suo figlio che è andato all'Opera ed è tornato entusiasta, e, forse, a seguito di questo racconto si è materializzato all'Argentina Fuortes che poi ha incontrato brevemente, assieme a Sinibaldi la nuova inquilina del Campidoglio che li ha evidentemente rassicurati. Mentre forse qualche testa dovrà cadere, come ad esempio quella dell'amministratore di Zetema ( il cui compenso l'anno scorso è stato poco sotto i 200.000 Euro) oggi in società con Civita, che gestisce - a detta di molti malamente, la pensa così anche Montanari che farà parte del team che affiancherà l'assessore Bergamo, uno dei pochissimi già noti dell giunta Raggi - molte attività relative a musei, mostre, eventi culturali e di spettacolo della Capitale e non solo, avendo ridotto l'attività culturale ad un 'merchandising' eccessivo.
Ora la Raggi deve muoversi, non si addice alla città il suo passo lento, lentissimo, qui occorre correre e i suoi anni giovanili glielo consentirebbero, oltre tutto. Dunque che aspetta?

lunedì 2 febbraio 2015

Movimenti franosi nel territorio della cultura romana. Marino,Marinelli, Croppi, Freccero

Marinelli, l'assessore alla cultura capitolino, manda anche in periferia quelle star - le chiamano così anche quando durano il passaggio di un  giorno all'orizzonte - che le periferie già si godono davanti agli schermi televisivi. Mai che si pensi ad altro. Meno male, verrebbe da dire, quando si sente lo stesso assessore con l'accompagnamento 'dal basso' del sindaco Marino, che vorrebbe portare anche lo spettacolo alto e l'opera in periferia - come hanno dichiarato qualche settimana fa, senza dirci per quale ragione, oltre quella di pagare agli artisti implicati  qualche indennità di trasferta, per arrotondare gli stipendi che, dai recenti accordi all'Opera di Roma, sono stati  ritoccati al basso.
 Vogliono apparire ad ogni costo missionari della cultura, evangelizzatori verdiani o rossiniani, senza che nessuno glielo abbia chiesto, e forse anche senza che  ve ne sia bisogno, impegnandovi forti somme che naturalmente devono togliere ad altri settori. Come è puntualmente accaduto nelle medesime settimane degli annunci 'pro periferie', quando hanno fatto cadere la loro mannaia sulle biblioteche che non servono a nessuno oltre che a mettere un pò di sale in zucca ai cittadini, e su Zétema, che loro stessi hanno creato affidandole il compito di 'strumento' di realizzazione dei loro progetti culturali e di spettacolo. Si taglia al centro per dare alle periferie. Ignorando o facendo finta di ignorare che i problemi delle periferie non si risolvono portandovi degli strilloni e delle storie patetiche del melodramma che forse interessano a pochi, mentre interessano a tutti gli abitanti delle periferie che si risolva il problema del degrado urbano  che sempre più di frequente emerge, nonostante la vigilanza assoluta del potere , complici i mezzi di informazione amici, dei campi nomadi   e delle case di accoglienze per stranieri. Questi sono i  problemi che Marino e la Marinelli devono risolvere, e che non si risolvono portandovi lo spettacolo che abbiamo detto.
 Sempre in tema di spettacolo,  azzeramento dei vertici della Festa del Cinema di Roma; accade quasi ogni anno, più di frequente dei cambi di colore al vertici del Campidoglio.  Ora tutti fuori. Per la presidenza si fa il nome di Croppi, Bettini non è in lizza, e per la direzione artistica quello di Freccero che nelle ultime settimane è candidato a tutto, perché - come si deduce dalle sue partecipazioni giornaliere ad ogni tipo di trasmissione - sa di tutto e può fare anche tutto, perfino il Presidente della repubblica, se non ci fosse stato quell'usurpatore di Mattarella, complice Renzi.
 A proposito, infine, del Presidente della repubblica, abbiamo scoperto, leggendo i giornali questi giorni, che nello staff del Quirinale, esiste anche un consigliere 'per la cultura'. Auguriamo al Presidente che gli dia buoni consigli ammesso che abbia a chiederglieli. E, quanto meno, che intervenga in detti settore,  almeno quanto ha fatto il suo predecessore Napolitano che, per la CULTURA si è speso tante volte,  più di qualunque suo altro predecessore, con forza e convinzione, anche se non possiamo dire con altrettanti risultati concreti, visto che in Italia domina la convinzione che 'con la cultura non si mangia' - che non è vera - mentre  più vero è che 'la cultura se la stanno mangiando'.