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venerdì 11 agosto 2017

Viene dallo spazio il nuovo amministratore delegato di Zetema, Remo Tagliacozzo

La sindaca Raggi è andato a cercarlo nello  spazio, dove un tempo brillavano anche le cinque stelle del movimento, la cui luce oggi appare notevolmente spenta,  il nuovo amministratore delegato di Zetema

Zetema, partecipata del Comune di Roma, gestisce le  manifestazione culturali e i musei capitolini; è stata retta per decenni dal dott. Ruberti, figlio dell'ex ministro, che aveva una carica importante anche a Civita, di cui è presidente Gianni Letta; e l'una e l'altra - Civita e Zetema_ hanno avuto in dotazione l'affare cultura, non sappiamo se traendone le due, uguali benefici. Ma forse sì.

 Arrivati in Campidoglio i Cinquestelle, la Raggi e il suo assessore alla 'ricrescita culturale', Luca Bergamo, hanno voluto rimescolare le carte delle partecipate. Per dare un svolta - hanno detto -senonché la svolta in diverse partecipate è stata finora disastrosa, mentre per Zetema, occorre attendere.

Al bando per trovare i nuovo vertici di Zetema, hanno partecipato quasi 500 aspiranti, e se qualcuno sul quale Bergamo aveva messo gli occhi, non aveva partecipato, come nel caso dell'ex ministro Giovanni Maria Flick, Bergamo l'ha invitato ad inviare il suo curriculum; come certamente deve essere anche accaduto con la prof. Simonetta Lux,  che ha insegnato arte alla Sapienza per decenni, anch'ella bellamente in pensione,  e che non riusciamo a capire, senza sollecitazione, come avrebbe potuto pensare di iniziare una nuova attività, di carattere anche amministrativo.  Che è poi la stessa ragione avanzata da Flick per rifiutare la presidenza della partecipata, che è andata invece ad un' altra docente, di economia, la prof. Francesca Jacobone;  e Simonetta Lux fa parte del CdA a tre.

Amministratore delegato è stato nominato  l'ing. Remo Tagliacozzo, il cui cognome rimanda forse alla terra delle sue origini, ma non  al  campo nel quale ha esercitato la sua professione, che è quello delle ricerche aerospaziali. La cui scelta è avvenuta perchè negli anni passati, girando per lo stesso spazio sia l'ing. Tagliacozzo che i vertici dei Cinquestelle, hanno fatto conoscenza, i secondi hanno apprezzato le capacità dell' ing. e perciò alla bisogna l'hanno richiamato a terra, facendolo atterrare, e infilato nel laboratorio, non più aerospaziale, di Zetema.  Dal quale, circumnavigando lo 'spazio cultura' del Comune, dovrà guidarne la navicella, facendo di tutto perchè non vada in avaria.


lunedì 7 agosto 2017

Luca Bergamo, assessore alla 'ricrescita culturale' dopo l'estate romana, promette anche un autunno romano. Che succede a Zetema?

Luca Bergamo, assessore nel gabinetto Raggi ed anche vicesindaco, battezzato dall'altro ieri, oltre che assessore alla 'ricrescita culturale',  anche assessore alla 'ricrescita stagionale', ha voluto stupire i suoi detrattori di professione, che già un volta ha messo ko, a Capodanno: mentre tutti nel mondo festeggiavano a mezzanotte, lui ha festeggiato, a Roma, le prime ore del nuovo anno, popolando ponti e piazze di passeggiatori ubriachi in uscita da veglioni e cene luculliane in casa di amici. Quei ponti con l'acqua sottostante facevano agli occhi degli attraversatori, lo stesso effetto che fa andare sul ponte di su una nave, ubriachi, di notte, in un mare in tempesta.

Lo hanno criticato per l'Estate romana che non è più quella di una volta - le lamentele di chi è vecchio di anni e vecchio 'dentro' - e lui ha risposto spargendola, anzi 'spalmandola', come si preferisce dire oggi, su tutto il territorio comunale.
Perchè costringere chi abita in periferia a venire in centro per ascoltare musica, vedere uno spettacolo di teatro, o godersi un film all'aria aperta, seduti comodamente in piazza?  Meglio assegnare ad ognuno dei municipi una somma per organizzare qualsivoglia manifestazione; senza censure, né esami preventivi. E così finalmente, merito di quel furbastro di Bergamo, per una volta gli abitanti del centro si sono riversati a vedere le belle periferie romane, risanate dalla giunta del suo sindaco. E non il contrario.

 E siccome il progetto ha soddisfatto sia Bergamo che i cittadini delle periferie, ora si fa il bis da metà ottobre a fine dicembre, con l'Autunno romano destinando a questa 'rivoluzione artistica dal basso'  la somma di 500.000 Euro che l'assessore aveva tenuto in serbo, ben occultata, nelle casse capitoline.

Intanto procede l'esame delle candidature per la presidenza di Zétema, per vent'anni nelle mani del dott. Ruberti, figlio dell'ex rettore della Minerva ed ex ministro, la partecipata comunale che organizza manifestazioni culturali e gestisce i musei della Capitale.
Non contenti, evidentemente, dei candidati presentatisi, il sindaco ha invitato il prof Flick ( ex ministro ed ex presidente della Consulta) a mandare un suo curriculum. Flick ( che non è figlio di... ma si presenta in prima persona), divertito, ha dichiarato che ha inviato un currriculum  che arriva fino ad una quindicina di anni fa, e che non sa veramente cosa sia ZEtema. E quando poi gli hanno chiesto se si sottoporrà ad  un esame, come fanno tutti i candidati, davanti alla Raggi ed a Bergamo, ha fatto spallucce: a settantacinque anni, ancora esami? Semmai a Raggi e Bergamo l'esame glielo faccio io!

martedì 23 maggio 2017

Attratti dal palcoscenico sul Palatino, per l'opera rock ' Divo Nerone', ai più è sfuggita la cena nelle vicinanze nella Notte dei Musei

L'indignazione per la mega struttura sul Palatino che ospiterà, fra qualche giorno la prima del centinaio di recite circa dell'opera rock 'Divo Nerone', non accenna a diminuire. L'autorizzazione è stata concessa dal sovrintendente  Prosperetti ( sì proprio lui, che fece coprire le statue in Campidoglio per non offendere la sensibilità del presidente iraniano in visita a Roma) che non  crede di dover fare 'mea culpa', viste le polemiche e critiche che ha suscitato e suscita ancora in chi non si capacita che quel luogo sia stato concesso, praticamente per FINI COMMERCIALI  ad una società  del nord con fondi, prevalentemente, della Regione Lazio. Su questo  tutto regolare?

Solo a qualcuno non è sfuggito che mentre divampava la polemica, nello stesso sito, praticamente all'ombra di quel palco  megagalattico, nella 'Notte dei Musei', quando non era consentito l'accesso ai Fori perchè NON SONO ILLUMINATI - ecco forse da dove deriva l'interesse di Chicco Testa per i Fori: forse  ha pronto un progetto per la sua illuminazione, magari con sponsor accluso - una zona era illuminata per lo svolgimento di un 'evento' da spavento - è il caso di dire - ma con fini benefici, organizzato da 'Castelli e dimore storiche' e rivolto prevalentemente ad un nutrito gruppo di benefattori americani i quali in cambio di soldi per la finalità benefica, avevano ottenuto la chiusura del Foro, avendo anche acquistato tutti i biglietti possibili per l'ingresso e per uno spettacolo in programma.

E come ciò non bastasse - ancora un evento privato in un luogo pubblico, anzi arcipubblico per le ragioni che tante volte abbiamo espresso - c'era anche un ricco buffet- non sappiamo se anche dei tavoli- come fosse  un banale ristorante,  affidato ad un catering che ha una storia di passi falsi lunghissima e di una fortuna altrettanto lunga: la 'Relais Le Jardin', di proprietà della famiglia Ottaviani, gestita da Stefano Ottaviani sposato a Marina Letta, figlia di Gianni, sputata sua madre Maddalena.

Ma ciò che infastidisce ancora di più per questo assurdo  'ristorante' del Foro, è che  il Foro come moltissimi altri siti archeologici e musei italiani sono gestiti da Civita - di cui è presidente Gianni Letta - e segretario generale Ruberti, figlio dell'ex ministro, il quale è presidente  di Zétema, la società del Comune, partecipata anche da Civita. Ogni volta che si becca un potente o qualcuno della sua famiglia con le mani nella marmellata, ci si trova di fronte ad un dedalo di società con tentacoli ovunque.

Possibile che  nessuno - o quasi - si sia scandalizzato per questa cena a cielo aperto sotto la casa di Nerone, servita da un catering che sbaraglia  sempre tutti gli altri concorrenti per la sua aggiudicazione?  Delle fortune della società 'Realis Le Jardin' negli ultimi anni - Gianni Letta naturalmente non c'entra, lui non si vede e non si sente, ma è ovunque e dà una mano alla famiglia! - sono piene le cronache; basta andare in rete e  ogni curiosità sarà soddisfatta . Ma in rete si legge anche, notizia degli ultimi mesi, che   nell'elenco dei 'PANAMA PAPERS' - società nei paradisi fiscali per sfuggire al fisco italiano - compare anche il nome degli Ottaviani.


P.S. 
Sergio Rizzo oggi sulla 'romana' del Corriere è tornato a parlare delle stranezze dell'evento opera rock 'Divo Nerone', finanziato per la quasi totalità dalla Regione Lazio e prodotto da una società che è riuscita a mettere insieme un gruppetto di premi 'oscar', ma che come attività principale cerca giovani artisti - pittori- da lanciare sul mercato. ed ora fa il grande salto. La società ha come dominus un ex capo dei giovani Forza Italia, Cristian Casella ( in coppia con Jacopo capanna), mentre un altro Cristian, ma Carrara di cognome, di professione compositore, che è a capo della Commissione cultura della Regione lazio, e che , da quando ha questa carica politica le esecuzioni e commissioni di sue opere fioccano - per  pura coincidenza - potrebbe aver dato il suo benestare all'operazione che  è partita da una idea di Migliaccio, l'autore di tante canzoni compresa 'nel blu dipinto di blu' ed affidata per la realizzazione a suo figlio. Una bella famiglia imprenditoriale.