domenica 20 settembre 2026

Tetto al numero di studenti stranieri nelle classi in Italia ( da Il Messaggero, di Giuliano Pani) .Gli studenti stranieri che superano il tetto stabilito, Meloni che fa? li butta, li occulta, forma classi 'ghetto', li rimpatria? ( P.A.)

 Tetto al numero di studenti stranieri nelle classi, divieto di burqa e niqab a scuola e obbligo di imparare l’italiano per i genitori degli alunni stranieri con gravi problemi di inserimento. Ma anche un ritorno alla scuola del merito, della valutazione e delle regole, contro quella cultura del «tutti promossi» che, secondo Giorgia Meloni, ha finito soprattutto per penalizzare chi aveva meno possibilità. È sulla scuola che la presidente del Consiglio concentra una parte significativa del suo intervento a Fenix, la festa di Gioventù nazionale, annunciando un nuovo provvedimento che «sta per arrivare» in Consiglio dei ministri.

Un intervento nel quale le misure che il governo si prepara a mettere nero su bianco si intrecciano con una critica più generale al modello educativo degli ultimi decenni e con un giudizio molto netto sull'eredità del Sessantotto. Per Meloni proprio lì affondano alcune delle radici di una scuola che avrebbe progressivamente confuso uguaglianza e livellamento, rinunciando a valutare gli studenti e finendo così, sostiene la premier, per aumentare anziché ridurre le disuguaglianze.

Il tetto agli stranieri nelle classi

La novità politicamente più rilevante riguarda la composizione delle classi. Meloni ha annunciato che il governo intende introdurre per legge un numero massimo di studenti stranieri per classe, anche se nel suo intervento non ha indicato quale sarà la percentuale fissata dal provvedimento. La premier lega direttamente la misura all'integrazione. «Non esiste che in una classe italiana a sentirsi in un angolo siano bambini italiani perché sono diventati la minoranza», ha detto dal palco di Fenix. Secondo Meloni, definire una situazione di questo tipo come integrazione sarebbe «un'altra menzogna».

L'obiettivo dichiarato è evitare concentrazioni troppo elevate di studenti stranieri all'interno delle singole classi e favorire l'apprendimento della lingua. Il tema, tuttavia, pone immediatamente un problema pratico, soprattutto nelle aree dove la presenza di famiglie straniere è particolarmente elevata.

Antonello Giannelli, presidente dell'Associazione nazionale presidi, ha definito la questione «fondata e condivisibile» dal punto di vista didattico, sottolineando però la difficoltà di tradurla in una regola applicabile. Le scuole dell'infanzia e le primarie, infatti, accolgono soprattutto gli studenti residenti nel territorio circostante: se in un quartiere la presenza di famiglie straniere è molto alta, rispettare rigidamente un tetto potrebbe richiedere di distribuire gli studenti in istituti più lontani.

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