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venerdì 13 ottobre 2017

E' un paese normale quello in cui gli studenti devono scendere in piazza per domandare SCUOLE SICURE?

Le due parole d'ordine dei numerosi cortei, ieri,  degli studenti italiani erano: vogliamo scuole sicure e  l'alternanza scuola-lavoro è un imbroglio. E sia per l'una che per l'altra richiesta avevano ragione.

Cominciamo dalla richiesta riguardante la sicurezza delle scuole, dove incidenti ogni tanto si verificano, e fra i tanti , quello del crollo di una parte del tetto dell'ANTICO Liceo Virgilio di Roma, in via Giulia,  che per poco non procurava una strage, non è che l'utlimo.

Ha sorpreso anche noi la inconsistente dichiarazione della ministra Fedeli: faremo sentire la nostra - SUA - voce al governo per avere fondi per la manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici scolastici. E' chiaro quel che ha detto? Non ha detto ecco subito dei fondi per la manutenzione, almeno quella straordinaria, come nel caso del Liceo Virgilio. No. Farà sentire la sua voce: vox clamantis in deserto' all'indirizzo di sordi!

Tante volte si è parlato in Italia - anche durante l'ultimo governo Renzi - dello stanziamento di fondi, consistenti, per la messa a norma e in sicurezza degli edifici scolastici ( quasi sempre dopo incidenti più o meno gravi). Nei quali ogni giorno i nostri giovani, ragazzi ed anche i bambini passano molte ore, ignari dei rischi che corrono.

Sarebbe stato opportuno che il piano di messa a norma e in sicurezza degli edifici scolastici venisse  attuato durante i mesi estivi, già due anni fa. Perchè non è accaduto? Forse c'entra anche l'abolizione delle Province cui competeva la responsabilità degli edifici scolastici e la loro manutenzione? Forse non hanno avuto più fondi a disposizione? Il fatto è che siamo sempre al punto di partenza, e i lavori in tutta Italia, per dare agli studenti scuole almeno decenti, oltre che sicure naturalmente, non si avviano ancora.

Quale che sia la causa, onde evitare ancora disastri e gravi incidenti, occorre mettere mano  al piano di manutenzione e messa in sicurezza degli edifici scolastici, senza attendere un minuto in più.
Anche perchè non è educativo per un ragazzo ed un giovane entrare ogni giorno, lasciando la propria abitazione, spesso confortevole, per la durata delle ore scolastiche, in edifici che mettono tristezza forse anche angoscia, oltre che pericolosi.

Noi che abbiamo insegnato per tutta la nostra vita lavorativa - dal 1972 al 2013 ininterrottamente - possiamo attestare che in quasi tutti i casi abbiamo frequentato edifici  per lo più inadatti, adibiti provvisoriamente a scuole, e nella maggioranza dei casi, sporchi, 'sgarrupati', qualche volta anche fatiscenti, come se fossero stati la notte prima  visitati da vandali o ladri. Non stiamo esagerando. E spesso ci siamo chiesti: come facevano quegli studenti ad essere normali, come si poteva loro insegnare a rispettare  aule e suppellettili, se  le aule  erano sporche, vergognosamente sporche, ed imbrattate - e le suppellettili  sembravano  quelle di un paese in guerra?

Un breve elenco delle numerose scuole nelle quali abbiamo insegnato. A Roma, sia il Liceo 'Castelnuovo' che l'Istituto tecnico 'Fermi' erano allocati in edifici in disarmo. Vecchi, sporchi, come in procinto di essere abbattuti. In particolare, del Castelnuovo ricordiamo ancora i vistosi buchi sulle pareti divisorie delle classi e sulle porte delle aule, alcune delle quali con una scritta, solo quella spiritosa: FORO ITALICO; per il resto non c'era che da angosciarsi.  Il Fermi, dove ci siamo recati recentemente, giaceva  ancora nelle stesse penose condizioni di quarantant'anni fa! Del Liceo De Sanctis,  in via dell'Acqua traversa a Roma, ricordiamo solo che  era ospitato , provvisoriamente in una palazzina non nata per ospitare una scuola, non ricordiamo altro, se non che quel Liceo, era assediato da fascisti  anche pericolosi: il  notissimo picchiatore Procopio, ad esempio; e che vi insegnava il prof. Signorelli: un incubo!
A poca distanza dal Castelnuovo, abbiamo insegnato in un altro Liceo, indicato solo con un numero progressivo XXII ospitato in un prefabbricato, liceo 'sperimentale' la cui sperimentazione  è durata anni e forse decenni; di quell'esperienza ricordiamo solo  la bravura, in blocco, del corpo docente.

Poi siamo passati ad insegnare nei Conservatori di Roma, Perugia, Firenze, L'Aquila.
 Nessuno di questi istituti musicali aveva una sede idonea, decente. In quasi tutti, ancora oggi ospitati in edifici storici,  l' ultima manutenzione datava forse ad una ventina d'anni prima. Uno schifo, una v vergogna, locali deprimenti! Non sappiamo se in alcuni di essi le cose sono migliorate. A Roma certamente no! A Firenze non sappiamo; a Perugia , invece, dove siamo tornati una decina di anni fa, abbiamo constatato un miracolo: l'edificio era stato  restaurato così bene che  non credevamo ai nostri occhi:la biblioteca sembrava addirittura un salotto, invitante allo studio; merito della direzione di Giuliano Silveri.
 Il paradosso   a L'Aquila, dove abbiamo insegnato per molto tempo, ma dove solo negli ultimi cinque anni avevamo a disposizione un edificio idoneo, costruito ex novo dopo il terremoto, in pochi  mesi ( il terremoto era stato in aprile del 2009, in estate è cominciata la costruzione, il nuovo edificio - provvisorio ancora oggi - inaugurato per le vacanze natalizie,  alla presenza di Riccardo Muti e di Salvo Nastasi, oltre che del Commissario Bertolaso e dell'allora prefetto Gabrielli). Senza terremoto e senza l'impegno dell'allora direttore, Bruno Carioti, per ottenere una sede nuova in tempi brevi, gli studenti starebbero  ancora in una sede storica di grande prestigio ( nel Convento, adiacente alla basilica di Collemaggio), ma certo non nata per ospitare una scuola di musica.

Dunque, tirando le somme, della decina di scuole in cui abbiamo insegnato, gli edifici idonei erano soltanto un paio. Hanno ragione o no gli studenti per protestare?

mercoledì 29 giugno 2016

Al quotidiano 'Il Messaggero' spieghiamo chi è la 'Compositrice di danza'.

Ci deve essere un  numero diretto riservato fra il Consiglio di Stato ed alcuni suoi ricorrenti, come nel caso travagliatissimo della direzione dell'Accademia Nazionale di Danza di Roma, al cui vertice, dopo l'uscita di Margherita Parrilla - sulla cui gestione, lunghissima, qualche ombra è stata gettata - viene inviato dal Ministero, come commissario straordinario Bruno Carioti, direttore per 15 anni del Conservatorio dell'Aquila, nonchè presidente della Conferenza dei direttori dei Conservatori italiani.
 Alla fine del Commissariamento vengono indette le elezioni per la nomina del nuovo direttore.
 E qui si pose il primo problema : quali requisiti deve avere il direttore o direttrice dell'Accademia?
 La legge istitutiva dell'Accademia del 1948  dice espressamente che il direttore ( la legge dice: la direttrice): deve essere un 'compositore ('compositrice', scrive la legge) di danza' di riconosciuto valore. Un successivo regolamento ministeriale del 1999, che  annovera l'Accademia fra gli Istituti di livello universitario,  stabilisce che nella nomina del direttore, l'Accademia può dotarsi di propri criteri. Carioti commissario, in ossequio a tale regolamento ministeriale, stabilisce un regolamento per l'elezione del nuovo direttore, regolamento che ovviamente viene anche vistato dal Ministero competente.
Dal voto viene fuori che Carioti ha riscosso la maggioranza assoluta dei votanti. Il candidato escluso, Joseph Fontano, fa appello alla Legge del 1948 per sostenere che Carioti non ha i requisiti richiesti. Fa sospendere la nomina di Carioti, il ministero nomina un  commissario, e al termine del commissariamento, è costretto a nominare Carioti, vista anche la sentenza del TAR in suo favore. Fontano attende anche il pronunciamento del Consiglio di Stato che sarebbe arrivato solo in queste ultime ore e comunicato al diretto interessato (Fontano) ancora per via ufficiosa, attraverso quella linea telefonica diretta e segretissima. A Carioti non è giunta fino a questo momento nessuna comunicazione ufficiale del  Ministero al riguardo, come scrive Il messaggero. E noi ci auguriamo che la sentenza per la quale Carioti fu poi insediato dal Ministero  detti legge, altrimenti ci troveremmo  di fronte ad un nuovo giro di danze, che recherebbe problemi all'Accademia.
 Ciò che però ci interessa spiegare oggi ai lettori del nostro blog è che quanto scritto dal Messaggero, a proposito dei requisiti richiesti a chi aspira alla carica di direttore dell'Accademia, in base alla Legge del 1948 ( ma non è superata di fatto dal regolamento ministeriale del 1999?), è frutto di assoluta ignoranza.
Scrive l'articolista che il candidato a direttore deve essere 'compositore' o  'scenografo'  Non è la prima volta che leggiamo della confusione, per intollerabile 'ignoranza', fra 'coreografo' e 'scenografo'. Ma qui l'articolista non capisce neppure che 'compositore di danza' vuol dire semplicemente 'autore di coreografia', più brevemente 'coreografo'  e non compositore 'di musica' e 'scenografo'.

sabato 7 maggio 2016

Conservatorio 'Casella' dell'Aquila: è successo un fatto strano

Da non credere.  Si sono attivate nel Conservatorio aquilano - a noi tanto caro ed indimenticato, anche perché vi abbiamo insegnato per un quarto di secolo - le procedure per l'elezione del nuovo direttore per il prossimo triennio, dopo che il mandato dell'attuale, iniziato alla fine del 2013, sta volgendo al termine.
Finalmente, è giunta l'ora - ci siamo detti, per ragioni lunghe da spiegare. Eravamo in attesa di questo momento, per tornare, almeno per qualche ora, nel  'nostro' Conservatorio, ma nel quale non abbiamo più messo piede, dopo la pensione, per non imbatterci con l'attuale capo d'istituto, la cui elezione noi  avversammo, ma inutilmente, in tutti i modi, esclusivamente per ragioni professionali.

Per rinfrescare la memoria. Appena insediatosi, mentre noi eravamo già fuori,  l'attuale direttore pensò di farci pagare cara quella nostra opposizione, che non aveva avuto né molto seguito né successo, con un'azione ignobile e meschina, accanendosi non direttamente  contro di noi  che ormai eravamo in pensione, ma contro la rivista Music@ che noi avevamo inventato, diretto per sette anni consecutivi, e portato al successo,  riconosciuto da tutto il mondo musicale, primo (ed unico) esperimento di una rivista - che non fosse il solito giornalino interno -  nata in seno ad un Conservatorio. Decise di non far stampare l'ultimo numero  già chiuso e inviato in tipografia che, ovviamente, si apriva con un saluto ai lettori, nel quale scrivevamo espressamente che comunque non avremmo  diretto la rivista, neanche da esterno, con l'attuale direzione del Conservatorio. Lui pensò di non farla stampare, nonostante contenesse contributi di gran pregio. Era la sua vendetta, a misura della sua statura di musicista e di direttore di un istituto di formazione. Ma questo è un capitolo chiuso.

Il fatto strano, che è di questi giorni, è relativo alle operazioni preliminari alla nuova tornata di votazioni per l'elezione del suo successore. E la prima operazione è quella della designazione dei candidati idonei.
Viene  formato il 'Comitato dei garanti' che deve sovrintendere a tutte le operazioni di voto, alla loro correttezza, e proprio ieri il Presidente di tale comitato ( che, nella precedente tornata di votazioni,  venne a noi affidato, e, perciò, toccò a noi,  proclamare la sua  elezione - sorte crudele!), ha reso noto l'elenco dei candidati eleggibili. Non un elenco lungo e neppure un elenco corto, ma un elenco con un solo nome, quello dell'attuale direttore che si ricandida. Nessun contendente, nessun oppositore, neppure uno che non condivida la linea dell'attuale direttore che sarà, di conseguenza, rieletto per acclamazione per la seconda, ma ultima volta. Una terza di seguito  non si dà.
 A memoria nostra in nessun altro Conservatorio italiano è mai accaduta una cosa simile, roba da regime nordcoreano, dove però i dissidenti o gli oppositori, quei pochissimi, si fanno avanti, rischiando di fare una  brutta fine, ma si fanno avanti. Mentre al Conservatorio dell'Aquila, manca il coraggio di manifestarlo, il dissenso,  che certamente ci sarà - ma che si ha paura di manifestare alla luce del sole. Oppure a  L'Aquila, e solo all'Aquila,  il dissenso non esiste?
 E noi dovremo aspettare  ancora tre anni, salvo imprevisti,  per tornare  nel Conservatorio che  fu anche 'nostro' e che continuiamo a sentire tale. Ma tre anni passano presto!


              La vera storia dell'attuale direttore del Conservatorio Casella dell'Aquila
                   quando dichiarò guerra a Music@, bimestrale edito dal suo istituto


Riproduciamo qui di seguito alcuni documenti che illustrano ai lettori del nostro blog il percorso compiuto dall’attuale direzione del Conservatorio dell'Aquila per giungere alla decisione di non pubblicare l’ultimo numero di Music@ affidato alla mia direzione, chiuso in redazione a fine ottobre  2013 e, da metà novembre 2013, già pronto per essere inviato in tipografia. Senza ragioni, e cambiando idea più d’una volta, come attestano inequivocabilmente gli estratti  dei verbali dei Consigli Accademici, nei quali venne affrontata la questione 'Music@/Acquafredda'. 
Una lettera, infine, dettata esclusivamente da galateo istituzionale, inviatami dall'allora Presidente del Conservatorio, dott. Tordera, nella quale mi si ringrazia per il lavoro svolto come insegnante e direttore di Music@, senza, però, una sola parola di scuse o un accenno di spiegazione sul divieto di pubblicazione come sul tentativo di denuncia nei miei confronti,  effettuato dal direttore presso la stazione dei carabinieri dell'Aquila,  con la seguente motivazione: per aver io ‘molestato via mail’ i professori del Conservatorio Casella, inviando loro, con posta elettronica, informazioni di questa, ancora oscura, vicenda. (P.A.)

Alla cortese att.ne del Direttore
del Consiglio di Amministrazione
del Consiglio Accademico del Conservatorio Casella
e p.c. del prof. Giandomenico Piermarini

OGGETTO: MUSIC@
Entro il 31 ottobre, data del mio ultimo giorno di servizio in questo Conservatorio, essendo in pensione dal 1 novembre, avrò raccolto tutti gli articoli per il prossimo numero di Music@ ( n.36: gennaio-febbraio 2014), commissionati, con notevole
anticipo, ai vari autori, interni ed esterni al Conservatorio, per rispettare le scadenze imposte dalla periodicità bimestrale di Music@, e dalle lavorazioni consuete della medesima ( corredo redazionale, impaginazione, stampa, allestimento, spedizione). Con il quale si conclude anche il parallelo incarico alla Tipografia che ne stampa ogni anno 5 numeri ( marzo, maggio, luglio, novembre, gennaio) e che sarà l’ultimo della mia gestione, secondo la lettera di incarico del 4 aprile c. a.. Recherà naturalmente, nella gerenza, il nome del nuovo direttore del Conservatorio, al quale come mio
editore, mostrerò l’indice degli argomenti trattati e, se me lo chiederà, anche i singoli contenuti - come del resto ho sempre fatto in tutti questi anni con l’attuale direttore, per ragioni di correttezza professionale - pur nella mia  riconosciuta autonomia
di direttore di una testata giornalistica. Perciò non intendo accampare nessun diritto su Music@ - benchè possa, a buon diritto, considerare in toto una mia creatura - per il futuro.
La ragione di questa mia è la diffusione di voci riguardanti una possibile traumatica interruzione della mia direzione, assolutamente fuori luogo e non necessaria, quando non è mia intenzione restare, né chiedere di restare, come del resto so essere intenzione del nuovo direttore non chiedermi di continuare.
C’è, infine, una ragione di opportunità. Alla fine della gestione di un organo di stampa, il direttore del medesimo avverte i lettori del cambiamento di direzione - senza fare naturalmente apprezzamenti, valutazioni e previsioni di nessun genere - e ringrazia tutti coloro che hanno collaborato negli otto anni di uscita, sempre regolare, di MUSIC@, anche nei tragici mesi seguiti al terremoto, e che hanno imposto MUSIC@ all’attenzione del mondo musicale e delle istituzioni che in più occasioni hanno espresso lusinghieri apprezzamenti nei confronti di Music@ e, di riflesso, del nostro Conservatorio, unico in Italia a farsi promotore di una simile iniziativa editoriale. Diversamente, non osservandosi tale norma di correttezza nell’avvicendamento professionale, mi sentirò costretto ad avvertire personalmente gran parte dei destinatari di MUSIC@ - COME POI HO FATTO ! - dell’avvicendamento traumatico, assolutamente inutile, alla direzione della rivista, in disprezzo delle più elementari norme di civile comportamento.
Il nuovo corso della rivista potrà così prepararsi a dovere, avendo il tempo necessario per ogni adempimento, compresi quelli di legge. Con tanti auguri sinceri da parte mia, consapevole che qualunque esperienza lavorativa come ha un inizio ha anche una fine e che la successiva gestione di MUSIC@, sempre che la si voglia continuare, potrebbe essere ancora migliore della precedente.
Roma, 16.10.2013. Prot. N. 5974/8P
                                                                                                      Pietro Acquafredda

(N.B. Il consiglio accademico (CA) ed il consiglio di amministrazione (CdA) danno via libera alla richiesta di concludere la mia direzione di Music@, con il n. 36 della serie, senza inutili traumi).


                             Consiglio Accademico dell’11.11.2013. Verbale

“Per quanto riguarda l’ultimo numero della rivista Music@ il CA decide di mettere sulla seconda di copertina il concorso Maurizio Pratola, sulla terza di copertina Fatti di Musica e lasciare la pubblicità della rivista sulla quarta di copertina”.

(N.B. Dunque l’ultimo numero di Music@ affidato alla mia direzione, si stampa)

                           Consiglio Accademico del 26.11.2013. Verbale

“Punto 3. Rivista Music@ Si legge l’editoriale del numero in uscita e ne nasce un’approfondita discussione tra tutti i presenti al termine della quale il CA delibera di eliminare la dicitura “L’unica” dalla quarta di copertina e di pubblicare il materiale già individuato nella altre pagine di copertina.
Il CA stabilirà nelle prossime riunioni se e come continuare la pubblicazione ma nell’immediato suggerisce al Direttore di acquisire un parere legale per verificare possibili rischi di azioni legali ed eventuali responsabilità del Conservatorio per i contenuti del numero in uscita. Nel caso in cui, per la ragione succitata, non fosse opportuno pubblicare tale numero il CA propone di inviare quale pubblicazione alternativa il dépliant già pronto sull’offerta formativa del Conservatorio.
Il Direttore chiede inoltre ai Consiglieri di cominciare a pensare in che modo portare eventualmente avanti la pubblicazione della rivista, sia nell’organizzazione (ipotizzando la presenza di un direttore responsabile e di un comitato di redazione),
sia nel taglio dei contenuti specifici”.
(N.B. Si discute ‘approfonditamente’ dell’editoriale di saluto del direttore, alla fine di tale discussione si decide di togliere l’aggettivo ‘L’unica’ dalla pagina pubblicitaria della rivista medesima apposta sulla IV di copertina.
Dunque si pubblica, salvo che un parere legale, da richiedersi, non faccia emergere eventuali ‘responsabilità del conservatorio per i contenuti del numero in uscita’. Naturalmente non c’è contenuto della rivista che faccia ipotizzare una qualche responsabilità del conservatorio, trattandosi di un numero 'speciale', perchè conclusivo di una gestione, risultato di natura esclusivamente 'musicologica'.)

                           Consiglio Accademico del 9.12 2013.Verbale

“Punto 3 Rivista Music@. Come già approvato nel PGA la rivista Musica continuerà la sua uscita, ma saranno ridefiniti l’organigramma e le linee di indirizzo editoriale. Inoltre, avendo il prof. Acquafredda concluso il suo incarico il 31 ottobre 2013, oltre ad aver cessato il servizio per raggiunti limiti di età, per l’AA
2013-14 si dovrà prima conferire un nuovo incarico ad un altro docente in servizio. Il Direttore informa il Consiglio che, nelle more, sentito il Presidente, sentiti pure il Direttore Amministrativo e alcuni pareri legali esterni, si è deciso di non pubblicare il numero di gennaio/febbraio quale comunque proposto dal prof. Acquafredda. I proff. Lopes e Tufano si esprimono a favore della pubblicazione ritenendo comunque impropria qualunque richiesta al CA di votazione sull'argomento. Il Direttore chiede al CA di esprimersi sulla sua decisione. Il CA la sostiene a maggioranza. Il direttore comunica che é all’ordine del giorno nel prossimo CdA la nomina del nuovo Direttore responsabile, dopodiche si procederà alla costituzione di un comitato di redazione per il quale si farà un bando interno.

(N.B. ‘Music@, come proposta dal prof. Acquafredda, che ha concluso il suo incarico il 31 ottobre 2013, non si pubblica’, a seguito della cessazione del servizio, per raggiunti limiti di età del direttore, nella medesima data.
Nei due consigli precedenti, la cessazione dal servizio del direttore, quale appiglio legale, non era mai comparsa fra le eventuali cause della pubblicazione o meno di Music@).

Egregio M° Pietro Acquafredda,
“A nome del Direttore, dei docenti e mio personale, La ringrazio per il prezioso lavoro svolto, quale docente di ruolo, nella realizzazione della prestigiosa rivista Music@, che ha ricevuto plauso ed apprezzamenti nel corso degli anni.
Apprendo con dispiacere che dal 01.11.2013 la S.V. è stata collocata a riposo, causando una grave carenza all’istituzione, ormai connotata dalla periodica pubblicazione della nostra rivista, conosciuta presso tutti i Conservatori italiani.
Al fine di proseguire l’iniziativa, il Consiglio di Amministrazione, nella seduta dell’11.12.2013, ha deliberato all’unanimità, di affidare ad un docente interno a tempo indeterminato l’incarico di Direttore responsabile della rivista, nell’intento di continuare a perseguire i risultati acquisiti durante la Sua supervisione.
Dopo aver letto con attenzione le sue considerazioni formulate nella lettera del 10.12.2013, ritengo che, nel rispetto delle determinazioni e delle competenze degli organi accademici, il Presidente ed il Consiglio di Amministrazione debbano perseguire obiettivi e programmi delineati dal Consiglio Accademico nell’ambito della ricerca, formazione, sperimentazione e produzione artistica.
Intendo, pertanto, rassicurarla sulla corretta e puntuale applicazione delle disposizioni normative e regolamentari che disciplinano l’autonomia delle istituzioni di Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica.
Nel manifestarLe la mia gratitudine, inoltro a Lei e ai Suoi cari i migliori auguri per un sereno Natale.
L’Aquila, 16.12.2013. Prot. N.7954/8P
                                                                   Il Presidente del CdA dott. Rinaldo Tordera

Egregio Presidente,
la ringrazio per le belle parole che ha voluto rivolgermi, a conclusione del mio impegno di direttore di Music@, il bimestrale che ho inventato e diretto – ‘supervisionato’, come Lei scrive, è concetto improprio! - per otto anni.
Mi duole soltanto dover constatare come la sua lettera non contenga il minimo accenno di spiegazione per il divieto di pubblicazione dell’ultimo numero affidato alla mia direzione, nonostante che alla fine di ottobre e nelle settimane successive gli organi dirigenziali del Conservatorio si fossero pronunciati per la
sua pubblicazione, come era naturale, ovvio e civile attendersi.
Come pure mi duole non avervi trovato neanche una parola di scuse per l’ingiustificabile iniziativa, assunta sempre dal direttore del Conservatorio, di recarsi presso la stazione dei carabinieri dell’Aquila, con l’intenzione di sporgere denuncia per aver io recato ‘molestia via mail’ ai docenti del Conservatorio che m’ero premurato di informare su quanto di anomalo stava accadendo.
Mi creda, capisco il suo imbarazzo.
Ora le chiedo soltanto che Music@ , VIETATA nella versione cartacea, appaia almeno , nella versione elettronica, sul sito del Conservatorio, senza alcuna spesa per l’Istituto. L’offesa alla cultura ed alla civiltà dei rapporti potrebbe apparire meno grave. Cordiali saluti.@
Roma, 7.1.2014

                                                                                                   Pietro Acquafredda

Naturalmente il direttore del Conservatorio aquilano, l'attuale, il  cosiddetto Consiglio Accademico ed il CdA non diedero corso, come da me richiesto espressamente, neanche alla pubblicazione  in rete del n. 36 della rivista che avevano , SCIAGURATAMENTE, deciso di non far stampare in tipografia. Il direttore ed i professori di un Istituto di Alta Formazione fecero la guerra ad una raccolta di saggi di musicologia.

Music@, bimestrale di musica edito dal Conservatorio dell'Aquila, allora diretto da Bruno Carioti, iniziò le sue pubblicazioni nel 2006, proseguendo ininterrottamente fino al 2013. L'ultimo  numero ( n.36, gennaio-marzo 2014), affidato alla nostra direzione, presto lo pubblicheremo su questo blog, a beneficio dei  nostri  affezionati e colti lettori. Intanto...( P.A.)

                                        Editoriale di 'Commiato' su  MUSIC@ VIETATA

Con il numero 36 (gennaio-febbraio 2014) lascio la direzione di Music@, bimestrale edito dal Conservatorio ‘Casella’ dell’Aquila, dopo 37 numeri per complessive 1850 pagine dense, ricche, stimolanti. La mia uscita dal giornale, che ho inventato e diretto per otto anni, coincide con l’avvicendamento alla direzione del Conservatorio, perché non sono un direttore per tutti i direttori.
Al termine di questa esperienza, a tratti faticosa per la tragedia del terremoto aquilano, ma sempre e comunque esaltante, ringrazio tutti i collaboratori, illustri, che hanno aderito alle mie richieste con slancio e senza porre mai condizioni, facendo diventare Music@ una delle più belle riviste musicali; e, se non la più bella in assoluto, la più libera, originale e critica. Ringrazio, naturalmente, anche tutti i nostri fedeli lettori che non ci hanno fatto mancare, in molte occasioni, il loro sincero apprezzamento.
Ringrazio, poi, il direttore uscente m. Bruno Carioti che ha sostenuto la rivista dal primo numero (maggio 2006, n.zero) che pensavamo dovesse restare unico, e che, invece, è stato il primo della lunga serie. Ringrazio, infine, più di tutti, gli studenti del nostro Conservatorio - intitolato ad un geniale innovatore, come
fu a suo modo ‘Alfredo Casella’- ai quali era principalmente rivolto il laboratorio di studio e pratica della comunicazione musicale rappresentato da Music@, e che hanno lavorato con entusiasmo ed impegno. Gli studenti, voglio ringraziarli anche per gli straordinari anni di vita professionale che con loro ho vissuto. Music@ forse mi mancherà un pò, ma gli studenti mi mancheranno certamente molto. Non credo di dover ringraziare nessun altro, a causa di Music@; a pensarci bene, forse dovrei ringraziare, un po’, anche me stesso(P.A.)

                                                     Hanno scritto per Music@:
Hans Landesmann, Salvatore Sciarrino, Enrico Pieranunzi, Pierfranco Moliterni, Rinaldo Alessan-
drini, Pierluigi Petrobelli, Enrico Fubini, Elio Battaglia, Erik Battaglia, Quirino Principe, Giorgio Bat-
tistelli, Emma Dante, Fausto Razzi,Franco Marcoaldi, Michelangelo Lupone, Nicola Sani, Maurizio
Pratola, Andrea Bacchetti, Alessandro Mastropietro, Giorgio Barberio Corsetti, Franco Ferrarotti,
Paolo Cavallone, Azio Corghi, Filippo Del Corno, Lorenzo Ferrero, Valerio Festi, Riccardo Panfili,
Marco Stroppa, Letizia Michielon, Marco Vallora, Stefania Gianni, Sabina Colonna Preti, Franco
Chieco, Marco Della Sciucca, Attilio Lolini, Luca Aversano, Nicola Piovani, Francesco Filidei, Giorgio Manusardi, Roberto Prosseda, Marcello Bufalini, Ferdinando Pinto, Andrea Coen, Umberto Padroni,
Valerij Voskobojnikov, Vincenzo Raffaele Segreto, Luigi Corbani, Riccardo Risaliti, Alessandro Sbordoni, Alessandro Politi, Linda Selmin, Roberta Vacca, Alessandra Carlotta Pellegrini, Alessandro Valenti, Elisabetta Castiglioni, Antonio Latanza, Dario Della Porta, Silvia Lanzalone, Vittorio Emiliani, Marco Tutino,
Lucia Bonifaci, Nando Dalla Chiesa, Giorgio Bruno Civello, Piero Rattalino, Daniela Petracchi, San-
dro Bergamo, Federico Agostinelli, Raffaele Pozzi, Carlo Crivelli, Sveva Antonini, Paolo Furlani,
Luigi Berlinguer, Alessandro Di Profio, Carlo Fontana, Roberto Grossi, Stéphane Lissner, Walter
Vergnano, Franco Punzi, Paolo Maluberti, Luca Francesconi, Enrico Dindo, Sante Fornasier, Al-
berto Triola, Sergio Perticaroli, Francesco Giambrone, Francesco Ernani, Cristina Ferrari, Luigi Piz-
zaleo, Renzo Giuliani, Giorgio Nottoli, Bruno Tosi, Roberto Pagano, Andrea Lucchesini, Nicola
Scardicchio, Nicola Bernardini, Alfonso Borrone, Andrea Corazziari, Antonio Doro, Francesco
Zimei, Ciro Longobardi, Italo Vescovo, Alvise Vidolin, Nicola Verzina, Walter Tortoreto, David
Aprea, Emanuele Marconi, Francolina del Gelso, Francesco Papa, Pierangiolo Pierantonio, Marga-
ret Fisher, Lorenzo Arruga, Mariella Devia, Mario Messinis, Stefano Baia Curioni, Dario Martinelli,
Alvaro Lopes Ferreira, Gianni Borgna, Giulia Veneziano, Alan David Baumann, Barbara Zanchi, An-
gelo Bozzolino, Ilaria Borletti Buitoni, Georges Bloch, Silvia Umile, Angelo Fabbrini, Sergio Ren-
dine, Mario Torta, Sylvano Bussotti, Sergio Prodigo, Rita Marcotulli, Franco Carlo Ricci, Nicoletta
Polla-Mattiot, Dario Cusani, Ennio Morricone, Franco Piersanti, Marco Murara, Roberto Antonelli,
Roberto Rea, Raffaele Pellegrino, Claudio di Massimantonio, Giustino Parisse, Luciano Bologna,
Gisella Belgeri, Jan Liesegang, Frauke Gerstenberg, Joachim Bluher, Antonio Pappano, Marcello
Panni, Giuseppe Pennisi, Andrea Quarta, Maria Giovanna Sanjust, Ulrike Brand, Philip Gossett,
Dario Lo Cicero, Claudio Santori, Francesco Micheli, Andrea de Carlo, Roberto Calabretto, Hans
Kung, Claudio Strinati, Marco Veneziani, Salvatore Dell’Atti, Carlo Pedini, Adriana De Serio, Maria
Laura Martorana, Piero Mioli, Claudia Caneva, Alessio Gabriele, Franco Rossi, Roberto Jovino,
Carlo Ventura, Antonio Florio, Francesco Lotoro, Dinko Fabris, Fabio Babiloni, Sandro Marrocu,
Alessandro Macchia, Annibale Cogliano, Giovanni Iudica, Luca Bragalini, Anna Maria Bonsante,
Falvio Menardi Noguera, Giovanni Valentini, Cristiano Chiarot. E Leporello.

                        Per il Laboratorio di “Tecniche della Comunicazione”:
Enrica Di Bastiano, Maria Laura Martorana, Annalisa Tiberti, Valentina Baldassarre, Chiara Bian-
chetti, Daniela Scacchi, Katia Di Michele, Luca Di Bernardo, Luigi Poggiogalle, Patrizia Fasano,
Rosa Fanale, Francesca Boccacci, Giancarlo Giannangeli, Fabrizio Mancinelli, Grazia Distefano,
Carlo Laurenzi, Roberta Bellucci, Giovanni Di Giacomo, Giulia Mariti, Valeria Blasetti, Silvia Canna-
rozzo, Diana Pettinelli, Fabiana Simonetti, Tamara Manganaro, Elisabetta Guarnieri, Paola Pinto,
Luigina Battisti, Andrea De Santis, Paola Canfora, Concetta Cucchiarelli.

                                         Music@ ha ritrovato e ripubblicato:
Gian Francesco Malipiero, Alfredo Casella, Alberto Savinio, Guido M. Gatti, Luigi Dallapiccola,
Alessandro Longo, Arturo Benedetti Michelangeli, Alberto Moravia, Paolo Bordoni, Harvey Sachs,
Vincenzo Vitale, Giorgio Pressburger, Ugo Buzzolan, Beniamino Dal Fabbro, Mario Bortolotto, Kar-
lheinz Stockhausen, Roman Vlad, Giorgio Vidusso, Dacia Maraini, Giorgio Montefoschi, Franco
Donatoni, Tito Aprea, Carl Dahlhaus, Pierre Boulez, Adriano Guarnieri, Marco Tutino, Carlo Pedini,
Gianmario Borio, Stefano Ragni, Francesco Balilla Pratella, Giorgio Gualerzi, Loredana Lipperini,
Alberto Salvagnini, Domenico De’ Paoli, Vieri Tosatti, Maria Grazia Teodori, Franco Mannino, Char-
les Rosen, Edoardo Sanguineti, Vittorio Taviani, Bruno Cagli, Ernesto Esposito, Benedetto XVI,
Charlie Chaplin, Karlheinz Stockhausen, Richard e Cosima Wagner, Giovanni Sgambati, Sofia Gu-
baidulina, Vittoria Ottolenghi, Sergio Trombetta, Benjamin Britten, Elio Vittorini, Giuseppe Verdi,
Gabriele d’Annunzio, Vladimir Ashkenazy, Boris Pasternak, Pino Zac.

                                                               Interviste:
Luciano Pavarotti, Fausto Melotti, Valery Gergiev, Mstislav Rostropovic, Gustavo Dudamel, Diego
Matheuz, Carlo Grante, Fausto Razzi, Pierre Boulez, Antonio Pappano, Riccardo Muti, Luciano
Berio, Peppino Di Giugno, Josè Antonio Abreu, Nuria Schoenberg Nono, Karheinz Stockhausen,
Fabrizio De Andrè, Carmelo Bene, Federico Fellini.

                                                                E inoltre:
-Gli Allievi del Corso di grafica dell’Accademia di Belle Arti - L’Aquila,
per il progetto grafico;
-Barbara Pre, per l’impaginazione;
-Alessio Gabriele, per la versione online.

                                               Musica di Music@ ha pubblicato:

Fausto Razzi. Tre pezzi didattici per il Conservatorio Casella (1970).

lunedì 25 maggio 2015

Bruno Carioti ha vinto il ricorso al TAR, dopo la sua elezione a direttore dell'Accademia nazionale di danza di Roma e la sospensione della nomina da parte del Ministero.

Ora l'attendiamo al varco la ministra 'cuor di leonessa', Giannini - appaiata spesso ad una sua predecessora per via della finale di cognome; solo per questo? - che dopo l'elezione plebiscitaria di Bruno Carioti a direttore dell'Accademia di danza di Roma, avendo il candidato sconfitto fatto ricorso al TAR, non ha  ritenuto di dover ratificare la nomina di Carioti, come sarebbe stato più giusto fare, e l'ha sospesa  in attesa di sentenza del TAR ( a seguito della quale, forse, se contraria a Carioti, gli avrebbe potuto sospendere il mandato di direttore) ed ha spedito all'Accademia una Commissaria che viene da una Accademia di belle arti, ma che sicuramente stava nelle grazie del ministro.
 Alla base del ricorso al TAR del professore sconfitto ( un  coreografo o ballerino) respinto dal tribunale amministrativo del Lazio, stava proprio il fatto che Carioti non fosse nè coreografo nè ballerino, bensì musicista - come se la musica venisse da un pianeta di un altro sistema dell'universo, e non fosse assai bene imparentato con quello della danza, e come se - anche questo la ministra non ha tenuto in considerazione, forse sempre per quella assonanza di cognome? - non avesse avuto l'esperienza coronata da successo e gradimento di tutta l'Accademia  per l' anno di commissariamento, dopo il periodo assai travagliato degli ultimi anni della Parrilla, e come, infine, se non fosse già stato direttore di un istituto musicale per molti anni e pure presidente della conferenza dei direttori dei Conservatori di musica italiani.
 Tutto questo e l'elezione a larghissima maggioranza non sono bastati per far decidere la ministra , 'cuor di leonessa', che  ora però non può tergiversare ed attendere ancora che dal cielo giunga nel suo cuor di leonessa il vento  della decisione divina.
 Carioti è stato eletto direttore, il TAR non ha ritenuto impedimento alla sua elezione il fatto che egli non fosse un coreografo o ballerino - come era naturale attendersi - e adesso Giannini deve ratificare la sua nomina.   Lo faccia e presto ( giacchè il TAR ordina in calce alla sentenza che sia 'immediatamente eseguita dalla autorità amministrativa') altrimenti saremmo costretti a pensare che il paragone con la sua predecessora Gelmini sia d'obbligo  e non solo per ragioni di rima.

martedì 6 gennaio 2015

ANCORA SULL'ACCADEMIA DI DANZA DI ROMA.Stefania Giannini, ministro 'cuor di leone'.

Giannini ed il direttore generale dell'AFAM, Mancini, decidono di non decidere sull'Accademia Nazionale di Danza di Roma, confermando l'idea di 'coraggiosi' che si aveva dei due nel mondo scolastico.
Mentre a Palazzo Chigi, in riunione con Renzi, la Giannini discute dei massimi sistemi scolastici, annunciando una riforma di portata epocale, quando si tratta di assumere decisioni in linea con tanto coraggio teorico, la Giannini, stremata per lo sforzo del lavoro sulla riforma, decide di non decidere. Nella  penosa vicenda, da noi già segnalata su questo blog, relativa all'Accademia di Danza - dove l'elezione, a larghissima maggioranza, a direttore del commissario m. Bruno Carioti,  è stata contestata da un insegnante dell'Accademia, votato da pochi intimi, che ricorre al TAR , il quale deciderà non prima di aprile -   il ministro Giannini, invece che confermare, vista l'ottima  gestione del 2014, a commissario il m. Carioti, in attesa che il TAR decida sul ricorso, per non scontentare Forza Italia che, evidentemente,  ha appetiti sull'Accademia di Danza anzi sulla Fondazione, la cassaforte che fa gola ai politici che  vorrebbero invece farci credere che sono interessati alle sorti della formazione dei ballerini in Italia, pur essa da ricommissariare,  lo mette da parte in attesa di conferirgli un nuovo incarico magari al Ministero, e nomina commissario la prof. Cassese, fino a luglio prossimo ( una durata anomala, di soli sei mesi, forse perchè anche il ministro crede che Carioti dovrà essere nominato direttore, perchè eletto regolarmente dalla stragrande maggioranza degli insegnanti), la commissaria dell'Accademia di Belle Arti dell'Aquila.
Ora anche la Giannini dovrebbe capire che se  qualcuno ha osato contestare la nomina di Carioti, perchè estraneo al mondo della danza, ma comunque attivo in quello contiguo della musica,  e che comunque ha fatto tornare alla normalità della sua attività di formazione l'Accademia, che senso ha mettere a capo, seppure per un semestre, dell'Accademia di danza in continua ebollizione a causa di tali vicende,  un commissario che ha retto una Accademia di Belle Arti che  dista dal mondo della danza quanto la terra dalla luna?
Ma forse  questo la Giannini non lo capisce,  come non lo capisce neppure il suo direttore generale AFAM, Mancini, anch'egli imprestato dall'Università e dunque ancor più estraneo al mondo dell'Istruzione artistica, la cosiddetta AFAM, della quale è stato messo a capo non si sa per quali competenze o meriti, oltre quelli politici.
 E così mentre si discute della riforma della scuola, definita da Renzi 'epocale', l'Accademia di Danza per l'irresponsabilità del Ministero, rischia di andare a rotoli.

domenica 21 dicembre 2014

L'Accademia Nazionale di Danza attende una soluzione dal ministro. Subito

Volete sapere in che situazione è tuttora l'Accademia Nazionale di Danza di Roma? Gli studenti sono in rivolta e i professori pure, ad eccezione di Fontano. Il quale  è tranquillo,  e che non è riuscito a capire che la presenza di Carioti in questo anno di commissariamento ha giovato all'Accademia, riportando una certa regolarità di svolgimento dell'attività didattica; e, badando solo a sé stesso - nonostante che dall'urna il suo nome sia uscito decisamente sconfitto, giacché Carioti ha avuto 66 voti su 88 votanti e lui  una manciata solo di voti, oltre il suo ovviamente - ha presentato ricorso al TAR. Nessuno o quasi dei professori l'ha votato e lui per vendetta danneggia indirettamente l'Accademia stessa, quando dovrebbe rendersi conto della situazione, incassare la sconfitta e fare al meglio il suo lavoro di coreografo o ballerino, insomma quello che è.
 Invece no, se ne  fotte dell'Accademia - ma gli studenti non sono fessi e hanno capito il suo gioco.
 Ora l'Accademia è nella situazione che ha un commissario scaduto, Carioti, e non  prorogato; un direttore eletto regolarmente con un voto plebiscitario, Carioti,  ma la cui nomina  non è stata ratificata dal ministero, e dunque senza capo.
E il Ministero? Dovrebbe, secondo logica, provvedere alla ratifica della nomina, o a prorogare il commissariamento, con Carioti commissario, voluto in Accademia, da tutti. Gli unici che non lo vogliono sono Fontano e, a questo punto vien da pensare che non lo vogliano neanche Giannini e Mancini. Perché? Semplicemente perché prestano ascolto a quei politici - miserabili, senz'ombra di dubbio, per fortuna che sono pochi, anzi pochissimi - che oggi fingono di interessarsi alle sorti dell'Accademia di Danza semplicemente perché  all'Accademia è affiancata una Fondazione, anch'essa commissariata, meglio da commissariare. Perché tanti appetiti? Perché la Fondazione è la cassaforte dell'Accademia. Ecco svelato il mistero. Ed il Ministero vuole nominare un nuovo commissario unico per l'Accademia e la Fondazione.
 Da qualche giorno  lo sta cercando un commissario, ma non lo trova, perché lo cerca  fra coloro che nell'istruzione artistica, l'AFAM, non hanno mai messo nè il piede nè il naso e perciò più che risol verli potranno solo creare altri problemi  nella scuola sull'Aventino.
 Ma Giannini e Mancini, che dovrebbero avere a cuore principalmente la sorte degli studenti ed il funzionamento della scuola,  pensano ad altro.

giovedì 18 dicembre 2014

Accademia di danza a Roma. Giannini, il ministro, e Mancini, il capo dipartimento AFAM, si chiamano fuori, mentre studenti e professori protestano duramente.

Il caso dell'Accademia di Danza di Roma ha dell'inverosimile, e né il ministro né il capo dipartimento AFAM intendono dare una risposta alle proteste ed agli appelli sacrosanti di studenti e professori che reclamano un capo d'istituto, specie dopo  regolari elezioni che hanno visto eletto il m. Carioti.
 E' accaduto - lo abbiamo scritto alcuni giorni fa - che dopo l'uscita della Parrilla, per gravi irregolarità all'esame della magistratura,  il ministero ha nominato commissario il m. Bruno Carioti, già direttore del Conservatorio dell'Aquila e Presidente della Conferenza dei direttori dei Conservatori italiani. Terminato l'anno di commissariamento, durante il quale la pace sembrava essere tornata in Accademia, il Ministero sollecita il commissario ad indire le elezioni per la nomina del nuovo direttore. Il Commissario stila un regolamento, sulla scorta di quanto si fa nelle altre accademie (ma anche perchè non ve ne era uno, essendo la Parrilla nominata  'a vita' dal ministro Berlinguer suo accanito sostenitore un tempo), ed indice le elezioni, dalle quali egli risulta eletto direttore, per libera scelta della gran parte dei professori dell'Istituto, con un plebiscito di voti. Ma c'è un professore, uscito sconfitto dalle elezioni, avendo ottenuto un pugno di voti, che  fa ricorso al TAR per invalidare l'elezione di Carioti. Motivo: Carioti non è nè un coreografo, nè un ballerino, come secondo lui dovrebbe essere il direttore dell'Accademia di danza.
Il Ministro Giannini - e con Lei il capo dipartimento  dell'Istruzione artistica, prof. Mancini - decide di non decidere e di non intervenire, in attesa che il TAR o qualche altro  tribunale amministrativo, di quelli le cui sentenze spesse volte fanno rizzare i capelli, si pronunci, il che - si sa già - non ci sarà prima di aprile. E da qui fino ad aprile? Il Ministro tace e fa spallucce,  mentre gli studenti ed i professori senza più un capo della scuola, protestano e manifestano.
 Ora, un ministro che si rispetti,  in una simile situazione per non danneggiare l'istituto e gli allievi, assume una decisione prendendosi  la responsabilità - è il ministro, mica il primo arrivato.
Cosa fare? Il Ministro potrebbe con decreto convalidare la nomina di Carioti e rimandare alla prossima tornata di elezioni, fra tre anni, la redazione di uno statuto e regolamento, nel quale comunque  l'eccezione presentata dal prof. Fontano - ci pare che si chiami così - non può essere recepita, altrimenti dovremmo tornare a femmine con femmine, maschi con maschi, ballerini con ballerini,  e via dicendo.
Il Ministro non può lasciare un istituto così prestigioso - ma il discorso vale anche per l'ultima scuola del paese - senza capo. Oppure, se non se la sente, prolunghi il commissariamento di Carioti, fino alla sentenza, per la quale verosimilmente  ci sarà anche un appello ecc... e si finirà fra un anno almeno, a dio piacendo. Nel frattempo decida, è suo compito e dovere.  Ha capito Giannini?
 E Mancini quando ha chiesto formalmente a Carioti di indire le elezioni, e Carioti gli ha fatto presente che non esisteva in Istituto un Consiglio accademico in grado di redigere un nuovo regolamento,  e perciò ne ha redatto uno provvisorio sulla base di altri da lui redatti nelle precedenti responsabilità direttive, perchè non ha avuto nulla da dire,  ed ha avallato il regolamento  redatto da Carioti? Non può ora, ad elezioni avvenute regolarmente, chiamarsi fuori. La storia si ripete, soprattutto quando chi comanda  ha natura di coniglio.

sabato 6 dicembre 2014

L'Accademia di danza di Roma nel pallone. E Giannini, il ministro, che fa?

La storia è nota. Dopo l'uscita di scena di Margherita Parrilla, direttrice per qualche secolo dell'Accademia romana, a seguito di irregolarità riscontrate, il Ministero ha nominato Bruno Carioti, già direttore del Conservatorio dell'Aquila e presidente della Conferenza dei direttori dei Conservatori, commissario dell'Accademia.  Carioti ha lavorato bene per un anno riportando la normalità in Accademia.
 Al termine dell'anno da commissario, viene sollecitato dal ministero ad indire le elezioni per il nuovo direttore. Carioti stila un regolamento, giacché non ne esisteva uno;  si fanno le elezioni ed egli, a seguito ed in virtù della  sua gestione da tutti apprezzata, viene eletto a larghissima maggioranza direttore dell'Accademia.
  La legge vuole che il Ministro prenda atto dei  risultati dell'elezione e ratifichi la nomina. In questo caso non è accaduto, perchè un professore battuto sonoramente, ma di professione ballerino, ha contestato quella elezione, avanzando che Carioti non è un ballerino nè un coreografo, dunque non può dirigere l'Accademia di Danza. E non contento della contestazione ha fatto ricorso al TAR, opponendo la medesima motivazione. Il TAR che naturalmente non ha un molto da fare, ha accettato il ricorso ed ha fissato l'udienza al prossimo 4 aprile, cioè fra cinque mesi. Nel frattempo?
 Nel frattempo  Carioti non è più commissario, essendo scaduto l'anno del commissariamento, ma non è ancora, dal punto di vista formale, direttore, perchè il Ministro ha preso in considerazione il ricorso del ballerino contestatore, per quel cavillo, e ha bloccato la nomina. Dunque, ad oggi, sebbene eletto a stragrande maggioranza, Carioti non è ancora direttore e l'Accademia non ha più il commissario e non ancora il direttore. Che fa allora l'Accademia da qui ad aprile? Ecco dove il ministro dorme.
 L'Accademia, a stragrande maggioranza, le chiede di intervenire per  risolvere questa anacronistica situazione, perché non può restare senza guida ancora per cinque mesi.
Perché il ministro o il capo dipartimento dell'AFAM, attraverso decreto, non chiariscono che la contestazione del ballerino non eletto non ha senso? E che la funzione di dirigente di una Accademia di danza può essere ricoperta onorevolmente ed efficacemente anche da un musicista, come del resto , meritoriamente, ha fatto Carioti in quest'anno di commissariamento e che non si può pensare che i ballerini devono essere amministrati  soltanto da ballerini, i musicisti  solo da musicisti, i politici da ladri a maneggioni, pardon, c'è sfuggito, come molti casi stanno dimostrando che accade?
 Per ora anche il Ministero, come il TAR, se la prende comoda.

giovedì 23 ottobre 2014

Bruno Carioti direttore Accademia Nazionale di Danza

Bruno Carioti già commissario dell'Accademia Nazionale di Danza, unico in Italia in tale settore e di rinomanza internazionale, è stato eletto direttore della stessa Accademia a larghissima maggioranza. Inviato dal Ministero dopo l'uscita di scena tumultuosa dell'ex direttrice Margherita Parrilla, sul cui operato  vennero segnalate molte ombre, alla scadenza del suo mandato annuale di Commissario- durante il quale sembra sia riuscito a risistemare l'Accademia che era in preda a profonde di crisi e on solo di nervi - viene eletto direttore, quasi per acclamazione, ottenendo 61 voti su 82. Dunque  3/4 degli aventi diritto al voto lo hanno scelto come direttore.
Naturalmente, qualcuno che si era candidato e che è stato bocciato clamorosamente dal voto dei colleghi, si  è risentito ed minaccia ricorso, con la seguente motivazione speciosa ed irragionevole: Carioti è un musicista, non è un coreografo, e dunque non può dirigere una Accademia di danza, come aveva, giustamente, diretto per un lungo periodo il Conservatorio dell'Aquila e presieduto la Conferenza dei direttori dei Conservatori italiani durante  tutto il periodo della sua direzione aquilana, dimostrando capacità manageriale e di coordinamento,  e di fatto eletto a consigliere privilegiato del Ministero e del direttore generale dell'AFAM del periodo Bruno  Civello, da poco sostituito, per sopraggiunti limiti di età. Il quale direttore, da non dimenticare,  guidando il Conservatorio aquilano anche nel difficilissimo periodo post terremoto, quando il Conservatorio non aveva più una sede e rischiava di scomparire, è riuscito ad ottenere - unica istituzione scolastica aquilana - una nuova sede per il Conservatorio, costruita in due mesi esatti, che, per quanto provvisoria, è stata finora la sede più idonea fra quelle che hanno in passato, per 40 anni, ospitato il Conservatorio Casella.
 Il ricorso del coreografo che ambiva a diventare direttore dell'Accademia si baserebbe sull'antico  desueto principio ' femmine con le femmine, maschi con i maschi, direttori italiani dirigono la musica italiana, quelli tedeschi la musica tedesca; chi non è coreografo o ballerino, ma semplice musicista - come se la musica e la danza fossero territori lontanissimi ecc... - non può dirigere un istituto di danza...
 Al quale ricorso gli stessi insegnanti dell'Accademia  hanno già risposto con la votazione appena eseguita che pur riguardando il futuro non è che la promozione a pieni voti della gestione commissariale dell'Accademia, in un periodo di gravissime tensioni.

domenica 15 dicembre 2013

Lascio la direzione di Music@ con il numero di gennaio/febbraio 2014. un saluto


Con il numero 36 (gennaio-febbraio 2014) lascio la direzione di Music@, bimestrale edito dal Conservatorio ‘Casella’ dell’Aquila, dopo 37 numeri per complessive 1850 pagine dense, ricche, stimolanti. La mia uscita dal giornale, che ho inventato e diretto per otto anni, coincide con l’avvicendamento alla direzione del Conservatorio, perché non sono un direttore per tutti i direttori.
Al termine di questa esperienza, a tratti faticosa per la tragedia del terremoto aquilano, ma sempre e comunque esaltante, ringrazio tutti i collaboratori, illustri, che hanno aderito alle mie richieste con slancio e senza porre mai condizioni, facendo diventare Music@ una delle più belle riviste musicali; e, se non la più bella in assoluto, la più libera, originale e critica. Ringrazio, naturalmente, anche tutti i nostri fedeli lettori che non ci hanno fatto mancare, in molte occasioni, il loro sincero apprezzamento.
Ringrazio, poi, il direttore uscente m. Bruno Carioti che ha sostenuto la rivista dal primo numero (maggio 2006, n.zero) che pensavamo dovesse restare unico, e che, invece, è stato il primo della lunga serie. Ringrazio, infine, più di tutti, gli studenti del nostro Conservatorio - intitolato ad un geniale innovatore, come
fu a suo modo ‘Alfredo Casella’- ai quali era principalmente rivolto il laboratorio di studio e pratica della comunicazione musicale rappresentato da Music@, e che hanno lavorato con entusiasmo ed impegno. Gli studenti, voglio ringraziarli anche per gli straordinari anni di vita professionale che con loro ho vissuto. Music@ forse mi mancherà un pò, ma gli studenti mi mancheranno certamente molto. Non credo di dover ringraziare nessun altro, a causa di Music@; a pensarci bene, forse dovrei ringraziare, un po’, anche me stesso.
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                                              Hanno scritto per Music@:
Hans Landesmann, Salvatore Sciarrino, Enrico Pieranunzi, Pierfranco Moliterni, Rinaldo Alessan-
drini, Pierluigi Petrobelli, Enrico Fubini, Elio Battaglia, Erik Battaglia, Quirino Principe, Giorgio Bat-
tistelli, Emma Dante, Fausto Razzi,Franco Marcoaldi, Michelangelo Lupone, Nicola Sani, Maurizio
Pratola, Andrea Bacchetti, Alessandro Mastropietro, Giorgio Barberio Corsetti, Franco Ferrarotti,
Paolo Cavallone, Azio Corghi, Filippo Del Corno, Lorenzo Ferrero, Valerio Festi, Riccardo Panfili,
Marco Stroppa, Letizia Michielon, Marco Vallora, Stefania Gianni, Sabina Colonna Preti, Franco
Chieco, Marco Della Sciucca, Attilio Lolini, Luca Aversano, Nicola Piovani, Francesco Filidei, Giorgio Manusardi, Roberto Prosseda, Marcello Bufalini, Ferdinando Pinto, Andrea Coen, Umberto Padroni,
Valerij Voskobojnikov, Vincenzo Raffaele Segreto, Luigi Corbani, Riccardo Risaliti, Alessandro Sbordoni, Alessandro Politi, Linda Selmin, Roberta Vacca, Alessandra Carlotta Pellegrini, Alessandro Valenti, Elisabetta Castiglioni, Antonio Latanza, Dario Della Porta, Silvia Lanzalone, Vittorio Emiliani, Marco Tutino,
Lucia Bonifaci, Nando Dalla Chiesa, Giorgio Bruno Civello, Piero Rattalino, Daniela Petracchi, San-
dro Bergamo, Federico Agostinelli, Raffaele Pozzi, Carlo Crivelli, Sveva Antonini, Paolo Furlani,
Luigi Berlinguer, Alessandro Di Profio, Carlo Fontana, Roberto Grossi, Stéphane Lissner, Walter
Vergnano, Franco Punzi, Paolo Maluberti, Luca Francesconi, Enrico Dindo, Sante Fornasier, Al-
berto Triola, Sergio Perticaroli, Francesco Giambrone, Francesco Ernani, Cristina Ferrari, Luigi Piz-
zaleo, Renzo Giuliani, Giorgio Nottoli, Bruno Tosi, Roberto Pagano, Andrea Lucchesini, Nicola
Scardicchio, Nicola Bernardini, Alfonso Borrone, Andrea Corazziari, Antonio Doro, Francesco
Zimei, Ciro Longobardi, Italo Vescovo, Alvise Vidolin, Nicola Verzina, Walter Tortoreto, David
Aprea, Emanuele Marconi, Francolina del Gelso, Francesco Papa, Pierangiolo Pierantonio, Marga-
ret Fisher, Lorenzo Arruga, Mariella Devia, Mario Messinis, Stefano Baia Curioni, Dario Martinelli,
Alvaro Lopes Ferreira, Gianni Borgna, Giulia Veneziano, Alan David Baumann, Barbara Zanchi, An-
gelo Bozzolino, Ilaria Borletti Buitoni, Georges Bloch, Silvia Umile, Angelo Fabbrini, Sergio Ren-
dine, Mario Torta, Sylvano Bussotti, Sergio Prodigo, Rita Marcotulli, Franco Carlo Ricci, Nicoletta
Polla-Mattiot, Dario Cusani, Ennio Morricone, Franco Piersanti, Marco Murara, Roberto Antonelli,
Roberto Rea, Raffaele Pellegrino, Claudio di Massimantonio, Giustino Parisse, Luciano Bologna,
Gisella Belgeri, Jan Liesegang, Frauke Gerstenberg, Joachim Bluher, Antonio Pappano, Marcello
Panni, Giuseppe Pennisi, Andrea Quarta, Maria Giovanna Sanjust, Ulrike Brand, Philip Gossett,
Dario Lo Cicero, Claudio Santori, Francesco Micheli, Andrea de Carlo, Roberto Calabretto, Hans
Kung, Claudio Strinati, Marco Veneziani, Salvatore Dell’Atti, Carlo Pedini, Adriana De Serio, Maria
Laura Martorana, Piero Mioli, Claudia Caneva, Alessio Gabriele, Franco Rossi, Roberto Jovino,
Carlo Ventura, Antonio Florio, Francesco Lotoro, Dinko Fabris, Fabio Babiloni, Sandro Marrocu,
Alessandro Macchia, Annibale Cogliano, Giovanni Iudica, Luca Bragalini, Anna Maria Bonsante,
Falvio Menardi Noguera, Giovanni Valentini, Cristiano Chiarot. E Leporello.

                   Per il Laboratorio di “Tecniche della Comunicazione”:
Enrica Di Bastiano, Maria Laura Martorana, Annalisa Tiberti, Valentina Baldassarre, Chiara Bian-
chetti, Daniela Scacchi, Katia Di Michele, Luca Di Bernardo, Luigi Poggiogalle, Patrizia Fasano,
Rosa Fanale, Francesca Boccacci, Giancarlo Giannangeli, Fabrizio Mancinelli, Grazia Distefano,
Carlo Laurenzi, Roberta Bellucci, Giovanni Di Giacomo, Giulia Mariti, Valeria Blasetti, Silvia Canna-
rozzo, Diana Pettinelli, Fabiana Simonetti, Tamara Manganaro, Elisabetta Guarnieri, Paola Pinto,
Luigina Battisti, Andrea De Santis, Paola Canfora, Concetta Cucchiarelli.

                                 Music@ ha ritrovato e ripubblicato:
Gian Francesco Malipiero, Alfredo Casella, Alberto Savinio, Guido M. Gatti, Luigi Dallapiccola,
Alessandro Longo, Arturo Benedetti Michelangeli, Alberto Moravia, Paolo Bordoni, Harvey Sachs,
Vincenzo Vitale, Giorgio Pressburger, Ugo Buzzolan, Beniamino Dal Fabbro, Mario Bortolotto, Kar-
lheinz Stockhausen, Roman Vlad, Giorgio Vidusso, Dacia Maraini, Giorgio Montefoschi, Franco
Donatoni, Tito Aprea, Carl Dahlhaus, Pierre Boulez, Adriano Guarnieri, Marco Tutino, Carlo Pedini,
Gianmario Borio, Stefano Ragni, Francesco Balilla Pratella, Giorgio Gualerzi, Loredana Lipperini,
Alberto Salvagnini, Domenico De’ Paoli, Vieri Tosatti, Maria Grazia Teodori, Franco Mannino, Char-
les Rosen, Edoardo Sanguineti, Vittorio Taviani, Bruno Cagli, Ernesto Esposito, Benedetto XVI,
Charlie Chaplin, Karlheinz Stockhausen, Richard e Cosima Wagner, Giovanni Sgambati, Sofia Gu-
baidulina, Vittoria Ottolenghi, Sergio Trombetta, Benjamin Britten, Elio Vittorini, Giuseppe Verdi,
Gabriele d’Annunzio, Vladimir Ashkenazy, Boris Pasternak, Pino Zac.

                                                               Interviste:
Luciano Pavarotti, Fausto Melotti, Valery Gergiev, Mstislav Rostropovic, Gustavo Dudamel, Diego
Matheuz, Carlo Grante, Fausto Razzi, Pierre Boulez, Antonio Pappano, Riccardo Muti, Luciano
Berio, Peppino Di Giugno, Josè Antonio Abreu, Nuria Schoenberg Nono, Karheinz Stockhausen,
Fabrizio De Andrè, Carmelo Bene, Federico Fellini.

                                                                E inoltre:
-Gli Allievi del Corso di grafica dell’Accademia di Belle Arti - L’Aquila,
per il progetto grafico;
-Barbara Pre, per l’impaginazione;
-Alessio Gabriele, per la versione online.

                                               Musica di Music@ ha pubblicato:
Fausto Razzi. Tre pezzi didattici per il Conservatorio Casella (1970).