Le due parole d'ordine dei numerosi cortei, ieri, degli studenti italiani erano: vogliamo scuole sicure e l'alternanza scuola-lavoro è un imbroglio. E sia per l'una che per l'altra richiesta avevano ragione.
Cominciamo dalla richiesta riguardante la sicurezza delle scuole, dove incidenti ogni tanto si verificano, e fra i tanti , quello del crollo di una parte del tetto dell'ANTICO Liceo Virgilio di Roma, in via Giulia, che per poco non procurava una strage, non è che l'utlimo.
Ha sorpreso anche noi la inconsistente dichiarazione della ministra Fedeli: faremo sentire la nostra - SUA - voce al governo per avere fondi per la manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici scolastici. E' chiaro quel che ha detto? Non ha detto ecco subito dei fondi per la manutenzione, almeno quella straordinaria, come nel caso del Liceo Virgilio. No. Farà sentire la sua voce: vox clamantis in deserto' all'indirizzo di sordi!
Tante volte si è parlato in Italia - anche durante l'ultimo governo Renzi - dello stanziamento di fondi, consistenti, per la messa a norma e in sicurezza degli edifici scolastici ( quasi sempre dopo incidenti più o meno gravi). Nei quali ogni giorno i nostri giovani, ragazzi ed anche i bambini passano molte ore, ignari dei rischi che corrono.
Sarebbe stato opportuno che il piano di messa a norma e in sicurezza degli edifici scolastici venisse attuato durante i mesi estivi, già due anni fa. Perchè non è accaduto? Forse c'entra anche l'abolizione delle Province cui competeva la responsabilità degli edifici scolastici e la loro manutenzione? Forse non hanno avuto più fondi a disposizione? Il fatto è che siamo sempre al punto di partenza, e i lavori in tutta Italia, per dare agli studenti scuole almeno decenti, oltre che sicure naturalmente, non si avviano ancora.
Quale che sia la causa, onde evitare ancora disastri e gravi incidenti, occorre mettere mano al piano di manutenzione e messa in sicurezza degli edifici scolastici, senza attendere un minuto in più.
Anche perchè non è educativo per un ragazzo ed un giovane entrare ogni giorno, lasciando la propria abitazione, spesso confortevole, per la durata delle ore scolastiche, in edifici che mettono tristezza forse anche angoscia, oltre che pericolosi.
Noi che abbiamo insegnato per tutta la nostra vita lavorativa - dal 1972 al 2013 ininterrottamente - possiamo attestare che in quasi tutti i casi abbiamo frequentato edifici per lo più inadatti, adibiti provvisoriamente a scuole, e nella maggioranza dei casi, sporchi, 'sgarrupati', qualche volta anche fatiscenti, come se fossero stati la notte prima visitati da vandali o ladri. Non stiamo esagerando. E spesso ci siamo chiesti: come facevano quegli studenti ad essere normali, come si poteva loro insegnare a rispettare aule e suppellettili, se le aule erano sporche, vergognosamente sporche, ed imbrattate - e le suppellettili sembravano quelle di un paese in guerra?
Un breve elenco delle numerose scuole nelle quali abbiamo insegnato. A Roma, sia il Liceo 'Castelnuovo' che l'Istituto tecnico 'Fermi' erano allocati in edifici in disarmo. Vecchi, sporchi, come in procinto di essere abbattuti. In particolare, del Castelnuovo ricordiamo ancora i vistosi buchi sulle pareti divisorie delle classi e sulle porte delle aule, alcune delle quali con una scritta, solo quella spiritosa: FORO ITALICO; per il resto non c'era che da angosciarsi. Il Fermi, dove ci siamo recati recentemente, giaceva ancora nelle stesse penose condizioni di quarantant'anni fa! Del Liceo De Sanctis, in via dell'Acqua traversa a Roma, ricordiamo solo che era ospitato , provvisoriamente in una palazzina non nata per ospitare una scuola, non ricordiamo altro, se non che quel Liceo, era assediato da fascisti anche pericolosi: il notissimo picchiatore Procopio, ad esempio; e che vi insegnava il prof. Signorelli: un incubo!
A poca distanza dal Castelnuovo, abbiamo insegnato in un altro Liceo, indicato solo con un numero progressivo XXII ospitato in un prefabbricato, liceo 'sperimentale' la cui sperimentazione è durata anni e forse decenni; di quell'esperienza ricordiamo solo la bravura, in blocco, del corpo docente.
Poi siamo passati ad insegnare nei Conservatori di Roma, Perugia, Firenze, L'Aquila.
Nessuno di questi istituti musicali aveva una sede idonea, decente. In quasi tutti, ancora oggi ospitati in edifici storici, l' ultima manutenzione datava forse ad una ventina d'anni prima. Uno schifo, una v vergogna, locali deprimenti! Non sappiamo se in alcuni di essi le cose sono migliorate. A Roma certamente no! A Firenze non sappiamo; a Perugia , invece, dove siamo tornati una decina di anni fa, abbiamo constatato un miracolo: l'edificio era stato restaurato così bene che non credevamo ai nostri occhi:la biblioteca sembrava addirittura un salotto, invitante allo studio; merito della direzione di Giuliano Silveri.
Il paradosso a L'Aquila, dove abbiamo insegnato per molto tempo, ma dove solo negli ultimi cinque anni avevamo a disposizione un edificio idoneo, costruito ex novo dopo il terremoto, in pochi mesi ( il terremoto era stato in aprile del 2009, in estate è cominciata la costruzione, il nuovo edificio - provvisorio ancora oggi - inaugurato per le vacanze natalizie, alla presenza di Riccardo Muti e di Salvo Nastasi, oltre che del Commissario Bertolaso e dell'allora prefetto Gabrielli). Senza terremoto e senza l'impegno dell'allora direttore, Bruno Carioti, per ottenere una sede nuova in tempi brevi, gli studenti starebbero ancora in una sede storica di grande prestigio ( nel Convento, adiacente alla basilica di Collemaggio), ma certo non nata per ospitare una scuola di musica.
Dunque, tirando le somme, della decina di scuole in cui abbiamo insegnato, gli edifici idonei erano soltanto un paio. Hanno ragione o no gli studenti per protestare?
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venerdì 13 ottobre 2017
E' un paese normale quello in cui gli studenti devono scendere in piazza per domandare SCUOLE SICURE?
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giovedì 18 febbraio 2016
Bertolaso e Gabrielli. Il terremoto a L'Aquila ha testato i due possibili 'salvatori' di Roma
Bertolaso e Gabrielli li conosciamo bene, dai tempi del terremoto aquilano, quando insegnavamo al Conservatorio della città e dirigevamo la rivista, da noi inventata, Music@, edita dal Conservatorio. Nelle loro mani, ESPERTE, si pensa di mettere le sorti della disastrata Roma, in perenne emergenza. Non si può ripetere il disastro di Marino che, con la faccia tosta che si ritrova, vuole riprovarci, per affossare del tutto Roma.
Subito dopo il terremoto del 2009, nel corso della diaspora delle classi di studio e mentre fervevano i lavori per la costruzione del nuovo conservatorio 'A.Casella', gli incontri in Conservatorio, con Bertolaso, capo della Protezione civile, e Gabrielli, prefetto a L'Aquila, furono frequenti. E noi stessi difendemmo il capo della Protezione civile su Music@, e per questo ci ringraziò personalmente, quando tutti gli davano addosso, dimenticando che il problema principale dell'emergenza abitativa lui lo risolse senza far passare troppi mesi. Poi il cosiddetto progetto CASE si è rivelato un furto ma Bertolaso il suo dovere l'aveva fatto. Indagare ora su quell'eventuale furto spetta alla magistratura.
Noi non potevamo dimenticare che il Conservatorio, unico fra le istituzioni scolastiche, ebbe una sede 'provvisoria' nuova (fondamentale l'azione intelligente e tempestiva dell'allora direttore del Conservatorio, Bruno Carioti, ora alla guida dell'Accademia nazionale di danza a Roma), che rischia di diventare definitiva, anche quando non sarà più all'altezza del compito, e questo per lo scaricabarile dei responsabili, anche comunali, e forse - perché non dirlo - per l'incapacità della nuova direzione del Conservatorio - nonostante faccia di tutto per apparire che si sbracci sulla questione del nuovo Conservatorio - di perseguire l'obiettivo della nuova sede che , di anno in anno, diventa sempre più impellente.
Perciò Berlusconi ha fatto bene a pensare a Bertolaso che di emergenze ne ha affrontate; mentre - lo si dica chiaramente - la proposta di Rita Dalla Chiesa, avanzata dalla povera Meloni, fa capire in quale dispregio ella tenga il governo della città. E lo stesso dicasi per i leghisti che conosciamo per le sole imprese folcloristiche cui danno vita in Parlamento e per gli scandali che ogni giorno li stanno investendo, mai per una corretta gestione della cosa pubblica, nel quale giudizio accomuniamo anche il movimento dell'ex Grillo, che alla vigilia di possibili responsabilità - che dio voglia scamparci da una simile sciagura - ha pensato bene di tirarsi fuori e tornare a fare il comico, presagendo che, arrivando dopo gli scandali, nessuno più gli presterà attenzione neanche come comico. Ora fanno le 'comunarie', alle quali si presenta gente di ogni risma e velleità, ma preparazione ed esperienza nulle.
Questi buffoni che abbiamo mandato in Parlamento, pensano che governare una città sia come fare spettacoli in pubblico. Non è la stessa cosa. E loro fingono che lo sia, tirando in ballo il popolo della rete.
Bertolaso, che sa cosa vuol dire risolvere una emergenza, quando gli è stato chiesto per chi avrebbe votato, lui ha detto Giachetti, perchè lo conosce bene dai tempi di Rutelli e perchè ha già esperienza amministrativa e conosce la città.
La semplice ipotesi della candidatura di Rita Dalla Chiesa è un insulto che andrebbe sancito con l'accusa di 'vilipendio alla Repubblica'. Ed invece la piccola Meloni continua a sbraitare, come fosse una vera statista.
Subito dopo il terremoto del 2009, nel corso della diaspora delle classi di studio e mentre fervevano i lavori per la costruzione del nuovo conservatorio 'A.Casella', gli incontri in Conservatorio, con Bertolaso, capo della Protezione civile, e Gabrielli, prefetto a L'Aquila, furono frequenti. E noi stessi difendemmo il capo della Protezione civile su Music@, e per questo ci ringraziò personalmente, quando tutti gli davano addosso, dimenticando che il problema principale dell'emergenza abitativa lui lo risolse senza far passare troppi mesi. Poi il cosiddetto progetto CASE si è rivelato un furto ma Bertolaso il suo dovere l'aveva fatto. Indagare ora su quell'eventuale furto spetta alla magistratura.
Noi non potevamo dimenticare che il Conservatorio, unico fra le istituzioni scolastiche, ebbe una sede 'provvisoria' nuova (fondamentale l'azione intelligente e tempestiva dell'allora direttore del Conservatorio, Bruno Carioti, ora alla guida dell'Accademia nazionale di danza a Roma), che rischia di diventare definitiva, anche quando non sarà più all'altezza del compito, e questo per lo scaricabarile dei responsabili, anche comunali, e forse - perché non dirlo - per l'incapacità della nuova direzione del Conservatorio - nonostante faccia di tutto per apparire che si sbracci sulla questione del nuovo Conservatorio - di perseguire l'obiettivo della nuova sede che , di anno in anno, diventa sempre più impellente.
Perciò Berlusconi ha fatto bene a pensare a Bertolaso che di emergenze ne ha affrontate; mentre - lo si dica chiaramente - la proposta di Rita Dalla Chiesa, avanzata dalla povera Meloni, fa capire in quale dispregio ella tenga il governo della città. E lo stesso dicasi per i leghisti che conosciamo per le sole imprese folcloristiche cui danno vita in Parlamento e per gli scandali che ogni giorno li stanno investendo, mai per una corretta gestione della cosa pubblica, nel quale giudizio accomuniamo anche il movimento dell'ex Grillo, che alla vigilia di possibili responsabilità - che dio voglia scamparci da una simile sciagura - ha pensato bene di tirarsi fuori e tornare a fare il comico, presagendo che, arrivando dopo gli scandali, nessuno più gli presterà attenzione neanche come comico. Ora fanno le 'comunarie', alle quali si presenta gente di ogni risma e velleità, ma preparazione ed esperienza nulle.
Questi buffoni che abbiamo mandato in Parlamento, pensano che governare una città sia come fare spettacoli in pubblico. Non è la stessa cosa. E loro fingono che lo sia, tirando in ballo il popolo della rete.
Bertolaso, che sa cosa vuol dire risolvere una emergenza, quando gli è stato chiesto per chi avrebbe votato, lui ha detto Giachetti, perchè lo conosce bene dai tempi di Rutelli e perchè ha già esperienza amministrativa e conosce la città.
La semplice ipotesi della candidatura di Rita Dalla Chiesa è un insulto che andrebbe sancito con l'accusa di 'vilipendio alla Repubblica'. Ed invece la piccola Meloni continua a sbraitare, come fosse una vera statista.
mercoledì 23 settembre 2015
Ignazio marino, quali altre bugie deve dire, quali altri gravi danni recare a Roma, perchè Gabrielli lo dimetta?
Il sindaco di Filadelfia che avrebbe invitato Marino per la presenza del Papa in città, l'avrebbe chiamato per avere da lui ragguagli circa i sistemi di sicurezza. Ma è Marino la persona giusta cui domandare simili consigli, al sindaco Marino che se la sta già facendo addosso per la paura che possa accadere qualcosa durante il Giubileo?
Non poteva scegliersi consigliere peggiore, il povero ignaro sindaco di Filadelfia. Il quale, colmo dei colmi, ha chiesto a Marino che, a suo dire, va negli Stati Uniti, per trovare altri mecenati disposti ad investire sui monumenti della Capitale, dunque viaggia per Roma - mentre proprio oggi scorrendo l'elenco dei mecenati già acquisiti si nota che sono tutti italiani, ad eccezione di un uzbeko che non è stato certamente Marino a procurare alla città - di tenere una conferenza sul suo duplice lavoro di chirurgo e reggitore di una grande città. Sarebbe interessante sapere cosa dirà della sua seconda occupazione, disastrosa, sotto gli occhi di tutti.
E resta naturalmente in piedi, a Roma, mentre lui va a spasso per l'America, il grave problema del CDA dell'Auditorium e del suo AD, per risolvere il quale avrebbe chiesto al governo una deroga ad una legge da poco promulgata sui componenti dei CDA. Che vuol dire che il pasticcione Marino che , per la sua trasferta estiva in America, ha combinato anche questo casino, infangando un gioiello agli occhi del mondo, ora chiede aiuto, supplicando il governo di sconfessare se stesso, con una deroga ad una sua legge da poco emanata.
Una dietro l'altra, le occasioni che dimostrano la incapacità di Marino di restare al governo della Città. E, nonostante le continue prove, Orfini e Gabrielli, lo salvano ogni volta.
P.S. Sul volo per NewYork un passeggero si è sentito male, il comandante ha chiesto l'intervento di un medico; Marino, che era in volo, si è fatto avanti e con qualche cura ha risolto il problema di salute del malcapitato passeggero.
Ah, se Marino tornasse a fare il medico, forse salverebbe qualche vita umana, mentre a Roma ne sta dannando infinite vite dei suoi concittadini.
Non poteva scegliersi consigliere peggiore, il povero ignaro sindaco di Filadelfia. Il quale, colmo dei colmi, ha chiesto a Marino che, a suo dire, va negli Stati Uniti, per trovare altri mecenati disposti ad investire sui monumenti della Capitale, dunque viaggia per Roma - mentre proprio oggi scorrendo l'elenco dei mecenati già acquisiti si nota che sono tutti italiani, ad eccezione di un uzbeko che non è stato certamente Marino a procurare alla città - di tenere una conferenza sul suo duplice lavoro di chirurgo e reggitore di una grande città. Sarebbe interessante sapere cosa dirà della sua seconda occupazione, disastrosa, sotto gli occhi di tutti.
E resta naturalmente in piedi, a Roma, mentre lui va a spasso per l'America, il grave problema del CDA dell'Auditorium e del suo AD, per risolvere il quale avrebbe chiesto al governo una deroga ad una legge da poco promulgata sui componenti dei CDA. Che vuol dire che il pasticcione Marino che , per la sua trasferta estiva in America, ha combinato anche questo casino, infangando un gioiello agli occhi del mondo, ora chiede aiuto, supplicando il governo di sconfessare se stesso, con una deroga ad una sua legge da poco emanata.
Una dietro l'altra, le occasioni che dimostrano la incapacità di Marino di restare al governo della Città. E, nonostante le continue prove, Orfini e Gabrielli, lo salvano ogni volta.
P.S. Sul volo per NewYork un passeggero si è sentito male, il comandante ha chiesto l'intervento di un medico; Marino, che era in volo, si è fatto avanti e con qualche cura ha risolto il problema di salute del malcapitato passeggero.
Ah, se Marino tornasse a fare il medico, forse salverebbe qualche vita umana, mentre a Roma ne sta dannando infinite vite dei suoi concittadini.
martedì 22 settembre 2015
Franceschini incolpa i sindacati per l'assemblea al Colosseo
Ha capito di essere stato messo alla berlina il nostro ministro della cultura, Dario Franceschini, per la storia dell'assemblea dei lavoratori al Colosseo che ne ha impedito l'apertura, per tre ore, la mattina del 18 u.s.
E onde evitare la gogna pubblica per non aver saputo ricomporre la frattura fra lavoratori e ministero, si è fatto forte del premier che in meno di ventiquattr'ore gli ha firmato il decreto che egli voleva e che già in precedenza aveva minacciato. Ci voleva la chiusura per tre ore del Colosseo per giungere a quella decisione? Non bastavano gli altri casi, non tanto lontani nel tempo, a Roma come a Pompei?
Ora, solo ora tira fuori la storia che i fondi per il pagamento degli straordinari erano stati sbloccati. Perchè lo dice solo ora, mostrando carte alle quali ci sia consentito di non credere, e che egli dice di aver comunicato con lettera il giorno precedente l'assemblea?
Se ci teneva tanto ad evitare quella vergogna di fronte al mondo, perchè non l'ha comunicato di persona, mezzo telefono, temendo i disservizi delle comunicazioni scritte anche fra ministeri, o fatto comunicare ad uno dei tanti dirigenti non occupatissimi del suo ministero? Bastava telefonare - se le cose stavano davvero come egli dice solo ora - per scongiurare l'assemblea e risolvere alla radice il problema. Ma effettivamente la firma è arrivata, il giorno 21- dunque solo ieri.
Ecco il Franceschini sbugiardato. Come può pretendere che gli crediamo? era da oltre un mese che andava dicendo - che faceva dire - che la faccenda era risolta, ed invece non lo era, essendo stata realmente risolta solo ieri.
Comunque poteva dichiarare ufficialmente - parola di ministro! - che il problema era risolto alla vigilia dell'assemblea e non ci sarebbe stato tutto quel giusto casotto di rimostranze da parte dei turisti che avevano proprio quella mattina destinato alla visita al monumento.
In questa storia s'è inserito prima Briatore, nientemeno che Briatore, che si è rivolto direttamente alla Barracciu, che probabilmente conosce dai tempi delle sue frequentazioni del Billionaire sardo, dicendole che la sua sortita -'hanno commesso un reato'!- era fuori luogo e che i custodi andavano aumentati di numero, come necessario, ed anche pagati il giusto. Già il giusto. Meglio non toccare questo argomento in Italia, dove si paga sì, ma solo chi non merita e dunque ingiusto risulta il pagamento. La politica ne sa qualcosa.
E, ieri, buon ultimo, ma sempre rispondente ad ogni appello, Salvini il quale ha confermato l'idiozia della Barracciu, sottosegretario alla cultura per volontà di Renzi, quando ha detto che lui i lavoratori riuniti in assemblea li avrebbe licenziati. Toh, che suggerimento. Detto fatto, il sovrintendente ha richiesto l'elenco dei partecipanti all'assemblea, per verificare che nessuno avesse superato le 10 ore annue previste dal contratto per assemblee sindacali, pena l'invio di un richiamo. Che paura! Comunque ora con il decreto Renzi appena pubblicato sulla Gazzetta ufficiale, i lavoratori dei beni culturali ci pensino due volte prima di riunirsi in assemblea, senza aver avvertito con congruo anticipo sindaco prefetto ministro e capo del governo. Dopo che sindaco prefetto ministro e premier avranno rivisto l'organico e pagati gli straordinari, come ha invitato a fare perfino Briatore.
Questa sera Franceschini parlerà al popolo dagli studi RAI di Ballarò.
E onde evitare la gogna pubblica per non aver saputo ricomporre la frattura fra lavoratori e ministero, si è fatto forte del premier che in meno di ventiquattr'ore gli ha firmato il decreto che egli voleva e che già in precedenza aveva minacciato. Ci voleva la chiusura per tre ore del Colosseo per giungere a quella decisione? Non bastavano gli altri casi, non tanto lontani nel tempo, a Roma come a Pompei?
Ora, solo ora tira fuori la storia che i fondi per il pagamento degli straordinari erano stati sbloccati. Perchè lo dice solo ora, mostrando carte alle quali ci sia consentito di non credere, e che egli dice di aver comunicato con lettera il giorno precedente l'assemblea?
Se ci teneva tanto ad evitare quella vergogna di fronte al mondo, perchè non l'ha comunicato di persona, mezzo telefono, temendo i disservizi delle comunicazioni scritte anche fra ministeri, o fatto comunicare ad uno dei tanti dirigenti non occupatissimi del suo ministero? Bastava telefonare - se le cose stavano davvero come egli dice solo ora - per scongiurare l'assemblea e risolvere alla radice il problema. Ma effettivamente la firma è arrivata, il giorno 21- dunque solo ieri.
Ecco il Franceschini sbugiardato. Come può pretendere che gli crediamo? era da oltre un mese che andava dicendo - che faceva dire - che la faccenda era risolta, ed invece non lo era, essendo stata realmente risolta solo ieri.
Comunque poteva dichiarare ufficialmente - parola di ministro! - che il problema era risolto alla vigilia dell'assemblea e non ci sarebbe stato tutto quel giusto casotto di rimostranze da parte dei turisti che avevano proprio quella mattina destinato alla visita al monumento.
In questa storia s'è inserito prima Briatore, nientemeno che Briatore, che si è rivolto direttamente alla Barracciu, che probabilmente conosce dai tempi delle sue frequentazioni del Billionaire sardo, dicendole che la sua sortita -'hanno commesso un reato'!- era fuori luogo e che i custodi andavano aumentati di numero, come necessario, ed anche pagati il giusto. Già il giusto. Meglio non toccare questo argomento in Italia, dove si paga sì, ma solo chi non merita e dunque ingiusto risulta il pagamento. La politica ne sa qualcosa.
E, ieri, buon ultimo, ma sempre rispondente ad ogni appello, Salvini il quale ha confermato l'idiozia della Barracciu, sottosegretario alla cultura per volontà di Renzi, quando ha detto che lui i lavoratori riuniti in assemblea li avrebbe licenziati. Toh, che suggerimento. Detto fatto, il sovrintendente ha richiesto l'elenco dei partecipanti all'assemblea, per verificare che nessuno avesse superato le 10 ore annue previste dal contratto per assemblee sindacali, pena l'invio di un richiamo. Che paura! Comunque ora con il decreto Renzi appena pubblicato sulla Gazzetta ufficiale, i lavoratori dei beni culturali ci pensino due volte prima di riunirsi in assemblea, senza aver avvertito con congruo anticipo sindaco prefetto ministro e capo del governo. Dopo che sindaco prefetto ministro e premier avranno rivisto l'organico e pagati gli straordinari, come ha invitato a fare perfino Briatore.
Questa sera Franceschini parlerà al popolo dagli studi RAI di Ballarò.
giovedì 3 settembre 2015
Ignaro Marino: se ho molti nemici vuol dire che faccio cose giuste
Continua la serie delle gaffe del sindaco di Roma, che oggi torna, ahi noi, nella Capitale; dove ancora assonnato - immaginiamo- parteciperà alla giunta, nella quale qualche altra gaffe sicuramente ci regalerà. Come l'ultima lanciata da New York, quando ha capito che neanche Gabrielli non tenero con lui, è da aggiungere alla lista dei suoi 'nemici': che volete, ha detto il prefetto-commissario,marino è un chirurgo, il chirurgo, dopo che ha fatto i suoi interventi, se decide di prendersi un periodo di riposo, stacca e va via, qualunque cosa dovesse accadere ai suoi pazienti. Che è poi ciò che ha fatto il sindaco chirurgo, andando in America per le vacanza e dichiarando apertamente, nonostante i molti appuntamenti importanti della capitale, ed anche qualche fatto inquietante, che lui a Roma tornava dopo le vacanze.
Che altro ha detto Ignaro Marino? ha detto - vedendo crescere ogni giorno il numero dei suoi nemici - che se ha molti nemici vuol dire che sta facendo cose giuste ( che dispiacciono a molti, corrotti, secondo la sua logica stringente, ndr.). Magari fosse così. Il guaio, i guai per lui vengono dal fatto che lui non sa governare e non governa la città e le sue infinite emergenze, rese ancora più drammatiche dall'approssimarsi del giubileo voluto da Papa Francesco.
E quella sua affermazione che ci fa capire come il passo dal ballatoio del Palazzo del Campidoglio allo storico balcone di Palazzo Venezia al quale Marino sembra guardare, è corto, ci dice anche che non ha ancora capito che il suo peggior nemico, il più pericoloso per se stesso, è proprio lui.Ignaro Marino.
Che altro ha detto Ignaro Marino? ha detto - vedendo crescere ogni giorno il numero dei suoi nemici - che se ha molti nemici vuol dire che sta facendo cose giuste ( che dispiacciono a molti, corrotti, secondo la sua logica stringente, ndr.). Magari fosse così. Il guaio, i guai per lui vengono dal fatto che lui non sa governare e non governa la città e le sue infinite emergenze, rese ancora più drammatiche dall'approssimarsi del giubileo voluto da Papa Francesco.
E quella sua affermazione che ci fa capire come il passo dal ballatoio del Palazzo del Campidoglio allo storico balcone di Palazzo Venezia al quale Marino sembra guardare, è corto, ci dice anche che non ha ancora capito che il suo peggior nemico, il più pericoloso per se stesso, è proprio lui.Ignaro Marino.
martedì 1 settembre 2015
Torna Ignazio (detto 'Ignaro') Marino. Il giorno del giudizio in RAI
Ignaro - come l'ha battezzato Dagospia - Marino oggi giungerà a Roma, dove - a Fiumicino - lo prenderanno in consegna due angeli custodi, carabinieri, per scortarlo fino al Campidoglio e non per portarlo, come qualche maligno già pensa leggend , da qualche parte per la custodia cautelare che libererebbe finalmente Roma dal sindaco assente, che mesi fa la stessa Roma, ignara anch'essa, l'ha eletto.
Dopo le imbarazzanti ammissioni sia di Cantone che Gabrielli sulla sua assenza e sulla necessità di essere affiancato da due, forse tre o quattro, 'badanti' autorevoli, pur lasciandolo sul colle più alto a fare atto di rappresentanza, per le cerimonie ufficiali, 'Ignaro' Marino trova modo per intervenire sulle accuse velate o scoperte che i suoi avversari - per sua colpa - gli hanno rivolto in questi ultimi tempi. Non ultimo anche il 'maestro' - come lo chiama lui nella lunga risposta che gli ha rivolto dalle pagine del Messaggero - Gigi Proietti, anch'egli durissimo nei suoi riguardi, per l'amministrazione assente della Capitale, anche nel settore culturale. Lui al maestro Proietti, con la faccia tosta che si ritrova, ha trovato tempo e modo di rispondere, agli appelli riguardanti il suo rientro immediato a Roma, no. Mai prima della fine delle vacanze programmate, qualunque cosa accada.
E, infatti, ciò che 'Ignaro' Marino non capisce è che la città ce l'ha con lui perchè, benchè onesto, non riesce, non sa governarla. E , di fatto, non la governa. I cittadini di Roma l'hanno votato perchè governi la città . Questo è ciò che Marino non vuole capire e pensa che, pur mancando ai suoi impegni, il mandato elettorale resti valido fino alla conclusione naturale della legislatura. Marino continua a dimostrarsi 'ignaro' delle regole democratiche.
In Rai oggi arriva il giorno, il primo giorno del giudizio, nel quale dovrebbero essere prese importanti decisioni dai nuovi amministratori.
Si sa per certo che Giancarlo Leone affiancherà il nuovo direttore generale, da vice - un incarico che aveva anche prima di approdare al timone di Rai1 - per il settore 'programmi', promosso avendo egli ottenuto risultati brillanti nelle trasmissioni di sua invenzione: Sanremo, Ti lascio una canzone, Tale e quale show, Ballando sotto le stelle, I pacchi, oltre alla rinomata rubrica delle 'Lettere del cuore' affidata alla coppia scoppiata Dalla Chiesa-Frizzi, che ha fatto impennare l'audience.
Dovrebbe invece andare a casa, trasferendosi altrove, Vianello direttore di Rai3, che ha pure ottenuto risultati brillanti nelle trasmissioni di sua invenzione, prima fra tutte 'Chi l'ha visto', che macina successi di pubblico su successi, ma al quale va imputato - che sarà mai - il flop di quella trasmissione dedicata alla famiglia e chiusa dopo una sola serata, e il girovagare senza meta di Riotta per l'Italia, in cerca di idee e pubblico. E queste due trasmissioni due, non indovinate, gli costeranno il posto.
E poi si dovrà affrontare anche il nodo delle stanze dei componenti il CDA, e delle loro mansioni. Dopo essere stati bistrattati unanimemente dalla stampa, loro dichiarano che non intendono fare i passacarte, a meno che i loro padrini-sponsor politici non li chiamino a telefono, per dir loro: ma che vi siete messi in testa? ringraziate dio e noi che state lì; però niente casino.
Dopo le imbarazzanti ammissioni sia di Cantone che Gabrielli sulla sua assenza e sulla necessità di essere affiancato da due, forse tre o quattro, 'badanti' autorevoli, pur lasciandolo sul colle più alto a fare atto di rappresentanza, per le cerimonie ufficiali, 'Ignaro' Marino trova modo per intervenire sulle accuse velate o scoperte che i suoi avversari - per sua colpa - gli hanno rivolto in questi ultimi tempi. Non ultimo anche il 'maestro' - come lo chiama lui nella lunga risposta che gli ha rivolto dalle pagine del Messaggero - Gigi Proietti, anch'egli durissimo nei suoi riguardi, per l'amministrazione assente della Capitale, anche nel settore culturale. Lui al maestro Proietti, con la faccia tosta che si ritrova, ha trovato tempo e modo di rispondere, agli appelli riguardanti il suo rientro immediato a Roma, no. Mai prima della fine delle vacanze programmate, qualunque cosa accada.
E, infatti, ciò che 'Ignaro' Marino non capisce è che la città ce l'ha con lui perchè, benchè onesto, non riesce, non sa governarla. E , di fatto, non la governa. I cittadini di Roma l'hanno votato perchè governi la città . Questo è ciò che Marino non vuole capire e pensa che, pur mancando ai suoi impegni, il mandato elettorale resti valido fino alla conclusione naturale della legislatura. Marino continua a dimostrarsi 'ignaro' delle regole democratiche.
In Rai oggi arriva il giorno, il primo giorno del giudizio, nel quale dovrebbero essere prese importanti decisioni dai nuovi amministratori.
Si sa per certo che Giancarlo Leone affiancherà il nuovo direttore generale, da vice - un incarico che aveva anche prima di approdare al timone di Rai1 - per il settore 'programmi', promosso avendo egli ottenuto risultati brillanti nelle trasmissioni di sua invenzione: Sanremo, Ti lascio una canzone, Tale e quale show, Ballando sotto le stelle, I pacchi, oltre alla rinomata rubrica delle 'Lettere del cuore' affidata alla coppia scoppiata Dalla Chiesa-Frizzi, che ha fatto impennare l'audience.
Dovrebbe invece andare a casa, trasferendosi altrove, Vianello direttore di Rai3, che ha pure ottenuto risultati brillanti nelle trasmissioni di sua invenzione, prima fra tutte 'Chi l'ha visto', che macina successi di pubblico su successi, ma al quale va imputato - che sarà mai - il flop di quella trasmissione dedicata alla famiglia e chiusa dopo una sola serata, e il girovagare senza meta di Riotta per l'Italia, in cerca di idee e pubblico. E queste due trasmissioni due, non indovinate, gli costeranno il posto.
E poi si dovrà affrontare anche il nodo delle stanze dei componenti il CDA, e delle loro mansioni. Dopo essere stati bistrattati unanimemente dalla stampa, loro dichiarano che non intendono fare i passacarte, a meno che i loro padrini-sponsor politici non li chiamino a telefono, per dir loro: ma che vi siete messi in testa? ringraziate dio e noi che state lì; però niente casino.
sabato 11 luglio 2015
Il Comune di Roma affonda, Marino resta a galla.
Cos'altro deve succedere? IL segretario generale del Comune si è dimesso, l'incaricato per al trasparenza è finito in galera e come lui tanti altri consiglieri di destra e sinistra. Il municipio di Ostia va sciolto e così tanti altri municipi della Capitale, per infiltrazioni mafiose - capito il reato? - a guisa delle pagelle negative che ha dato alle varie sezioni del Pd l'ex ministro Barca. E Marino? Marino è innocente. Lui va salvato, lo salva Orfini commissario PD, lo salva Renzi, anche se gli da la svegli, neppure tanto convinta, lo salva Gabrielli che si trova nella imbarazzante situazione di dover sciogliere un Comune fra breve atteso all'appuntamento del Giubileo, lui che il Governo vuole mettere alla guida della macchina comunale del Giubileo che non si èmessa ancora ennche in moviemento.
L'unico che, di fatto, non assolve Marino, per aver omesso il suo dovere di vigilanza, è il procuratore capo di Roma, Pignatone, quello che ha dato il via all'inchiesta 'Mafia capitale', il quale definisce Marino 'INCONSAPEVOLE' e 'INERME', che suona più dura di una condanna per un amministratore che non riesce neppure ad accorgersi che guida una banda di ladri.
Marino, miracolato dal Giubileo, resterà, mentre la città va in rovina, ogni giorno di più, a causa dlla sua incapacità di governare.
Ma fa riflettere la richiesta del senatore Augello, della Destra, il quale chiede le dimissioni di Marino, anche lui; ma nulla dice di Alemanno, sotto il cui governo cittadino il sistema di 'Mafia Capitale'- l'ha detto con chiarezza Pignatone - è stato messo in atto e si è perfezionato.
A questo punto, nonostante Alemanno sia indagato e Marino no, anche per Alemanno potrà essere invocata la scusante dell'inconsapevole ed inerme, invocata per salvare Marino; che suona, invece, come una terribile condanna. Insomma due amministratori della Capitale d'Italia, che durante il loro mandato di governo, non si sono accorti che perfino in Comune oltre che dappertutto, era tutto un ruba ruba, vengono lasciati liberi; e il secondo, Marino, libero anche di fare ancora danni.
L'unico che, di fatto, non assolve Marino, per aver omesso il suo dovere di vigilanza, è il procuratore capo di Roma, Pignatone, quello che ha dato il via all'inchiesta 'Mafia capitale', il quale definisce Marino 'INCONSAPEVOLE' e 'INERME', che suona più dura di una condanna per un amministratore che non riesce neppure ad accorgersi che guida una banda di ladri.
Marino, miracolato dal Giubileo, resterà, mentre la città va in rovina, ogni giorno di più, a causa dlla sua incapacità di governare.
Ma fa riflettere la richiesta del senatore Augello, della Destra, il quale chiede le dimissioni di Marino, anche lui; ma nulla dice di Alemanno, sotto il cui governo cittadino il sistema di 'Mafia Capitale'- l'ha detto con chiarezza Pignatone - è stato messo in atto e si è perfezionato.
A questo punto, nonostante Alemanno sia indagato e Marino no, anche per Alemanno potrà essere invocata la scusante dell'inconsapevole ed inerme, invocata per salvare Marino; che suona, invece, come una terribile condanna. Insomma due amministratori della Capitale d'Italia, che durante il loro mandato di governo, non si sono accorti che perfino in Comune oltre che dappertutto, era tutto un ruba ruba, vengono lasciati liberi; e il secondo, Marino, libero anche di fare ancora danni.
venerdì 12 giugno 2015
ROMA:Politica, Musica. Un commissario per il Giubileo- il Conservatorio suona più di quanto non studi - Al PD rubano soldi anche con le tessere - Il RCMF ha un nuovo direttore
Può darsi che questa volta ce la facciano a zittire Ignazio Marino che questi giorni è investito , per responsabilità della giunta e di consiglieri del suo stesso partito, dall'onda di 'Mafia capitale', sul capitolo Giubileo, in previsione del quale promette che Roma sarà irriconoscibile, allo stesso modo modo con cui ha promesso da tempo una città senza più buche, una città che non si allaga ad ogni temporale, una città con un traffico meno disastroso. Ed ultimamente anche una città che aprirà, al Teatro dell'Opera, un collegio per i futuri Roberto Bolle'. Ci mancava. Ora sembra che arrivi a Roma un Commissario per il Giubileo, un commissario,non due- speriamo che Marino abbia capito dall'orecchio dal quale non voleva sentire ragioni di perdere la responsabilità di amministrare il Giubileo. E pare che questo commissario sarebbe Gabrielli, il prefetto di Roma, a seguito del quale cui incarico si spera metta il freno sul minacciato scioglimento del Comune tutto per 'Mafia', Ignazio Marino escluso.
E il PD romano, nella bufera - inutile nasconderselo - i cui esponenti si sono rubati anche l'anima, cosa s'inventa per moralizzare le sezioni della Capitale? Intanto chiude un centinaio dei cinquecento circa circoli presenti sul territorio, ma non basta; ha avuto anche l'idea - che deve essere del Commissario di pubblica moralità Orfini - di aumentare la quota di tesseramento, legandola alle entrate dei singoli tesserati: l'equivalente del compenso di una giornata di lavoro. Insomma il partito chiede ancora soldi ai tesserati che ha smerdato con tutti quei ladri e farabutti che ha messo ai suoi vertici ed ha infiltrato nelle istituzioni per addestrarli al furto continuo con scasso. E i tesserati mascalzoni dovrebbero essere dissuasi dalle quote del nuovo tesseramento. Lo sarebbero Carminati ed anche Buzzi, ma non solo loro, perchè una loro giornata vale almeno qualche centinaio di migliaia di euro?
A questo punto è chiaro che Renzi sa già che la tessera n.1 del PD di Roma, sarà quella di Marchionne, che da solo potrebbe rimpinguare le casse che si sono prosciugate i ladri di professione; e, dopo Marchionne, anche altri pezzi da novanta vi si iscriveranno. Renzi prima li metterà ai vertici di importanti aziende e poi, a nomina avvenuta, li costringerà ad iscribversi al PD. Una cinquantina di simili iscritti, o della sottospecie Marchionne, e le casse del PD romano tornano ad essere piene, pronte per la prossima rapina con la complicità dei suoi stessi custodi.
Secondo Il Messaggero, a firma Roberto Petronio, che se ne intende, il Rome Chamber Music Festival (RCMF) ha un nuovo direttore nella persona di Jacopa Stinchelli, mentre il violinista Robert McDuffie è soltanto un suonatore del medesimo festival romano appena conclusosi, nel silenzio più totale.
Al Conservatorio di Santa Cecilia quando si studia? Se lo stanno chiedendo in molti fra quelli che stanno pensando di iscriversi ai corsi del musicomio romano, i quali, aprendo ogni giorno i giornali, leggono del Conservatorio che terrà una stagione di concerti all'Eliseo, e ne tiene ora una tutta nuova sulle rive del Tevere - musica da camera, anzi da sponda, con i suoi migliori allievi che manda ad annegare fra i flutti del fiume - fa concerti al Maxxi ed in mille altri posti . E non è detto che non partecipi anche al bando per il 'Festival delle Nazioni' per assicurarsene l'affidamento, il festival romano che negli anni ha assicurato un concerto al giorno d'estate ed inverno, col bello e cattivo tempo, con giovani musicisti mandati allo sbaraglio e qualche nome tanto per confondere le note.
Ma quando studiano?
E il PD romano, nella bufera - inutile nasconderselo - i cui esponenti si sono rubati anche l'anima, cosa s'inventa per moralizzare le sezioni della Capitale? Intanto chiude un centinaio dei cinquecento circa circoli presenti sul territorio, ma non basta; ha avuto anche l'idea - che deve essere del Commissario di pubblica moralità Orfini - di aumentare la quota di tesseramento, legandola alle entrate dei singoli tesserati: l'equivalente del compenso di una giornata di lavoro. Insomma il partito chiede ancora soldi ai tesserati che ha smerdato con tutti quei ladri e farabutti che ha messo ai suoi vertici ed ha infiltrato nelle istituzioni per addestrarli al furto continuo con scasso. E i tesserati mascalzoni dovrebbero essere dissuasi dalle quote del nuovo tesseramento. Lo sarebbero Carminati ed anche Buzzi, ma non solo loro, perchè una loro giornata vale almeno qualche centinaio di migliaia di euro?
A questo punto è chiaro che Renzi sa già che la tessera n.1 del PD di Roma, sarà quella di Marchionne, che da solo potrebbe rimpinguare le casse che si sono prosciugate i ladri di professione; e, dopo Marchionne, anche altri pezzi da novanta vi si iscriveranno. Renzi prima li metterà ai vertici di importanti aziende e poi, a nomina avvenuta, li costringerà ad iscribversi al PD. Una cinquantina di simili iscritti, o della sottospecie Marchionne, e le casse del PD romano tornano ad essere piene, pronte per la prossima rapina con la complicità dei suoi stessi custodi.
Secondo Il Messaggero, a firma Roberto Petronio, che se ne intende, il Rome Chamber Music Festival (RCMF) ha un nuovo direttore nella persona di Jacopa Stinchelli, mentre il violinista Robert McDuffie è soltanto un suonatore del medesimo festival romano appena conclusosi, nel silenzio più totale.
Al Conservatorio di Santa Cecilia quando si studia? Se lo stanno chiedendo in molti fra quelli che stanno pensando di iscriversi ai corsi del musicomio romano, i quali, aprendo ogni giorno i giornali, leggono del Conservatorio che terrà una stagione di concerti all'Eliseo, e ne tiene ora una tutta nuova sulle rive del Tevere - musica da camera, anzi da sponda, con i suoi migliori allievi che manda ad annegare fra i flutti del fiume - fa concerti al Maxxi ed in mille altri posti . E non è detto che non partecipi anche al bando per il 'Festival delle Nazioni' per assicurarsene l'affidamento, il festival romano che negli anni ha assicurato un concerto al giorno d'estate ed inverno, col bello e cattivo tempo, con giovani musicisti mandati allo sbaraglio e qualche nome tanto per confondere le note.
Ma quando studiano?
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