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mercoledì 8 marzo 2017

Che fegato, prof. Izzo, nipote di De Lorenzo, ex ministro. Buon sangue non mente

Il prof. Izzo, primario all'Istituto 'Pascale' per i tumori a Napoli, specialista di chirurgia interna ( fegato) è finito ai domiciliari, assieme a  sua moglie Di Capua - con la quale comunque anche prima divideva il domicilio, ed anche gli affari! - per una truffa ai danni dello Stato del valore di 2 milioni di Euro circa - che gli sono stati cautelativamente, sequestrati fra denaro contante e beni - nel breve volgere di poco più di un anno. Che faceva il sant'uomo, per il quale ci auguriamo almeno che sapesse operare i suoi pazienti, visto che poi li truffava  indirettamente attraverso la truffa allo Stato? Acquistava  del materiale già costoso,  pagandolo ad un prezzo doppio, senza gara, accampando motivi di urgenza ed altre diavolerie che chi amministra e vuole rubare  conosce bene, e lo acquistava da una società che faceva capo a sua moglie  e nella quale anche lui aveva diretti interessi. Che mascalzone!
 Intanto è finito ai domiciliari - perchè non dietro le sbarre? Forse perchè, comunque, non può reiterare, non mettendo piede in ospedale per un pò, il furto. Se il giudice lo avesse condannato a tornare in ospedale per il suo normale orario di lavoro - come ha fatto un giudice pazzo con degli assenteisti cronici - sicuramente avrebbe continuato nella sua azione di ladro, congiunta a quella di medico.

Però...però come si fa a mettere a capo di un reparto un medico che, per quanto bravo, è nipote di De Lorenzo, finito in galera per traffici assai simili  a quelli del nipote e condannato? L'antico detto 'buon sangue non mente' non ha insegnato nulla?

Da un cognome ad altri, in questo caso solo per un innocuo  passatempo e per prenderci una rivincita su quanti hanno ironizzato e scherzato sul nostro cognome, del quale non ci vergognamo, per quanto assai curioso: acquafredda.

Se si fa dell'ironia su 'acquafredda', che si dovrebbe dire di Luca Lotti, finito nell'affare Consip? Perchè Renzi, quando l'ha chiamato a Roma, non ha pensato a tenerlo lontano dai vari 'lotti' degli acquisti pubblici, tenendo presente che  se fai sentire ad uno il profumo dei soldi, ad uno che si chiama Lotti, dàgli oggi e dàgli domani,  su alcuni lotti vuole metterci bocca ed anche mano?

Per non parlare, sempre per continuare con l'innocuo passatempo dei cognomi, di  Oscar Pizzo, chiamato a Palermo in un delicato incarico al teatro Massimo. Insomma uno che si chiama Pizzo lo fai direttore artistico di un teatro in Sicilia? Come puoi essere certo che quando al telefono chiedono di 'pizzo' non parlino dell'illustre direttore artistico Pizzo, ma stiano chiedendo il pizzo, quello vero, che a Palermo, ed anche altrove, non è una rarità?

martedì 10 maggio 2016

Conservatorio Alfredo Casella, L'Aquila: la vera storia del direttore che dichiarò guerra a Music@, bimestrale edito dal suo istituto

Il testo di questo post lo abbiamo inserito per intero anche nel post dei giorni scorsi, intitolato ' Conservatorio Casella dell'Aquila: è successo un fatto strano'.

Riproduciamo qui di seguito alcuni documenti che illustrano ai lettori del nostro blog il percorso compiuto dall’attuale direzione del Conservatorio dell'Aquila - di cui hanno letto nei giorni scorsi un post dedicato e che non conoscono la storia - per giungere alla decisione di non pubblicare l’ultimo numero di Music@ affidato alla mia direzione, chiuso in redazione a fine ottobre  2013 e, da metà novembre 2013, già pronto per essere inviato in tipografia. Senza ragioni, e cambiando idea più d’una volta, come attestano inequivocabilmente gli estratti  dei verbali dei Consigli Accademici, nei quali venne affrontata la questione Music@/Acquafredda. 
Una lettera, infine, dettata esclusivamente da galateo istituzionale, inviatami dall'allora Presidente del Conservatorio, dott. Tordera, nella quale mi si ringrazia per il lavoro svolto come insegnante e direttore di Music@, senza, però, una sola parola di scuse o un accenno di spiegazione sul divieto di pubblicazione come della minaccia di denuncia del direttore nei miei confronti, per aver io ‘molestato via mail’ i professori del Conservatorio Casella, inviando loro, con posta elettronica, informazioni di questa, ancora oscura, vicenda. (P.A.)

Alla cortese att.ne del Direttore
del Consiglio di Amministrazione
del Consiglio Accademico del Conservatorio Casella
e p.c. del prof. Giandomenico Piermarini

OGGETTO: MUSIC@
Entro il 31 ottobre, data del mio ultimo giorno di servizio in questo Conservatorio, essendo in pensione dal 1 novembre, avrò raccolto tutti gli articoli per il prossimo numero di Music@ ( n.36: gennaio-febbraio 2014), commissionati, con notevole
anticipo, ai vari autori, interni ed esterni al Conservatorio, per rispettare le scadenze imposte dalla periodicità bimestrale di Music@, e dalle lavorazioni consuete della medesima ( corredo redazionale, impaginazione, stampa, allestimento, spedizione). Con il quale si conclude anche il parallelo incarico alla Tipografia che ne stampa ogni anno 5 numeri ( marzo, maggio, luglio, novembre, gennaio) e che sarà l’ultimo della mia gestione, secondo la lettera di incarico del 4 aprile c. a.. Recherà naturalmente, nella gerenza, il nome del nuovo direttore del Conservatorio, al quale come mio
editore, mostrerò l’indice degli argomenti trattati e, se me lo chiederà, anche i singoli contenuti - come del resto ho sempre fatto in tutti questi anni con l’attuale direttore, per ragioni di correttezza professionale - pur nella riconosciuta autonomia
del direttore di una testata giornalistica. Perciò non intendo accampare nessun diritto su Music@ - che posso, a buon diritto, considerare in toto una mia creatura - per il futuro.
La ragione di questa mia è la diffusione di voci riguardanti una possibile traumatica interruzione della mia direzione, assolutamente fuori luogo e non necessaria, quando non è mia intenzione restare, né chiedere di restare, come del resto so essere intenzione del prossimo direttore non chiedermi di continuare.
C’è, infine, una ragione di opportunità. Alla fine della gestione di un organo di stampa, il direttore del medesimo avverte i lettori del cambiamento di direzione - senza fare naturalmente apprezzamenti, valutazioni e previsioni di nessun genere - e ringrazia tutti coloro che hanno collaborato negli otto anni di uscita, sempre regolare, di MUSIC@, anche nei tragici mesi seguiti al terremoto, e che hanno imposto MUSIC@ all’attenzione del mondo musicale e delle istituzioni che in più
occasioni hanno espresso lusinghieri apprezzamenti nei confronti di Music@ e, di riflesso, del nostro Conservatorio, unico in Italia a farsi promotore di una simile iniziativa editoriale. Diversamente, non osservandosi tale norma di correttezza
nell’avvicendamento professionale, mi sentirò costretto ad avvertire personalmente gran parte dei destinatari di MUSIC@, dell’avvicendamento traumatico, assolutamente inutile, alla direzione della rivista, in disprezzo delle più elementari norme di civile comportamento.
Il nuovo corso della rivista potrà così prepararsi a dovere, avendo il tempo necessario per ogni adempimento, compresi quelli di legge. Con tanti auguri sinceri da parte mia, consapevole che qualunque esperienza lavorativa come ha un inizio
ha anche una fine e che la successiva gestione di MUSIC@, sempre che la si voglia continuare, potrebbe essere ancora migliore della precedente.
Roma, 16.10.2013. Prot. N. 5974/8P
                                                                                                      Pietro Acquafredda

(N.B. Il consiglio accademico ed il consiglio di amministrazione danno via libera alla richiesta di concludere la mia direzione
di Music@, senza inutili traumi).


Consiglio Accademico dell’11.11.2013. Verbale

“Per quanto riguarda l’ultimo numero della rivista Music@ il CA decide di mettere sulla seconda di copertina il concorso Maurizio Pratola, sulla terza di copertina Fatti di Musica e lasciare la pubblicità della rivista sulla quarta di copertina”.

(N.B. Dunque l’ultimo numero di Music@ affidato alla mia direzione, si stampa)

Consiglio Accademico del 26.11.2013. Verbale

“Punto 3. Rivista Music@ Si legge l’editoriale del numero in uscita e ne nasce un’approfondita discussione tra tutti i presenti al termine della quale il CA delibera di eliminare la dicitura “L’unica” dalla quarta di copertina e di pubblicare il materiale già individuato nella altre pagine di copertina.
Il CA stabilirà nelle prossime riunioni se e come continuare la pubblicazione ma nell’immediato suggerisce al Direttore di acquisire un parere legale per verificare possibili rischi di azioni legali ed eventuali responsabilità del Conservatorio per i contenuti del numero in uscita. Nel caso in cui, per la ragione succitata, non fosse opportuno pubblicare tale numero il CA propone di inviare quale pubblicazione alternativa il dépliant già pronto sull’offerta formativa del Conservatorio.
Il Direttore chiede inoltre ai Consiglieri di cominciare a pensare in che modo portare eventualmente avanti la pubblicazione della rivista, sia nell’organizzazione (ipotizzando la presenza di un direttore responsabile e di un comitato di redazione),
sia nel taglio dei contenuti specifici”.
(N.B. Si discute ‘approfonditamente’ dell’editoriale di saluto del direttore, alla fine di tale discussione si decide di togliere l’aggettivo ‘L’unica’ dalla pagina pubblicitaria della rivista medesima apposta sulla IV di copertina.
Dunque si pubblica, salvo che un parere legale, da richiedersi, non faccia emergere eventuali ‘responsabilità del conservatorio per i contenuti del numero in uscita’. Naturalmente non c’è contenuto della rivista che faccia ipotizzare una qualche responsabilità del conservatorio, trattandosi di un numero 'speciale', perchè conclusivo di una gestione, risultato di natura esclusivamente 'musicologica'.)

Consiglio Accademico del 9.12 2013.Verbale

“Punto 3 Rivista Music@. Come già approvato nel PGA la rivista Music@ continuerà la sua uscita, ma saranno ridefiniti l’organigramma e le linee di indirizzo editoriale. Inoltre, avendo il prof. Acquafredda concluso il suo incarico il 31 ottobre 2013, oltre ad aver cessato il servizio per raggiunti limiti di età, per l’AA
2013-14 si dovrà prima conferire un nuovo incarico ad un altro docente in servizio. Il Direttore informa il Consiglio che, nelle more, sentito il Presidente, sentiti pure il Direttore Amministrativo e alcuni pareri legali esterni, si è deciso di non pubblicare il numero di gennaio/febbraio quale comunque proposto dal prof. Acquafredda. I proff. Lopes e Tufano si esprimono a favore della pubblicazione ritenendo comunque impropria qualunque richiesta al CA di votazione sull'argomento. Il Direttore chiede al CA di esprimersi sulla sua decisione. Il CA la sostiene a maggioranza. Il direttore comunica che é all’ordine del giorno nel prossimo CdA la nomina del nuovo Direttore responsabile, dopodiche si procederà alla costituzione di un comitato di redazione per il quale si farà un bando interno.

(N.B. ‘Music@, come proposta dal prof. Acquafredda, che ha concluso il suo incarico il 31 ottobre 2013, non si pubblica’, a seguito della cessazione del servizio, per raggiunti limiti di età del direttore, nella medesima data.
Nei due consigli precedenti, la cessazione dal servizio del direttore, quale appiglio legale, non era mai comparsa fra le eventuali cause della pubblicazione o meno di Music@).

Egregio M° Pietro Acquafredda,
“A nome del Direttore, dei docenti e mio personale, La ringrazio per il prezioso lavoro svolto, quale docente di ruolo, nella realizzazione della prestigiosa rivista Music@, che ha ricevuto plauso ed apprezzamenti nel corso degli anni.
Apprendo con dispiacere che dal 01.11.2013 la S.V. è stata collocata a riposo, causando una grave carenza all’istituzione, ormai connotata dalla periodica pubblicazione della nostra rivista, conosciuta presso tutti i Conservatori italiani.
Al fine di proseguire l’iniziativa, il Consiglio di Amministrazione, nella seduta dell’11.12.2013, ha deliberato all’unanimità, di affidare ad un docente interno a tempo indeterminato l’incarico di Direttore responsabile della rivista, nell’intento di continuare a perseguire i risultati acquisiti durante la Sua supervisione.
Dopo aver letto con attenzione le sue considerazioni formulate nella lettera del 10.12.2013, ritengo che, nel rispetto delle determinazioni e delle competenze degli organi accademici, il Presidente ed il Consiglio di Amministrazione debbano perseguire obiettivi e programmi delineati dal Consiglio Accademico nell’ambito della ricerca, formazione, sperimentazione e produzione artistica.
Intendo, pertanto, rassicurarla sulla corretta e puntuale applicazione delle disposizioni normative e regolamentari che disciplinano l’autonomia delle istituzioni di Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica.
Nel manifestarLe la mia gratitudine, inoltro a Lei e ai Suoi cari i migliori auguri per un sereno Natale.
L’Aquila, 16.12.2013. Prot. N.7954/8P
                                                                   Il Presidente del CdA dott. Rinaldo Tordera

Egregio Presidente,
la ringrazio per le belle parole che ha voluto rivolgermi, a conclusione del mio impegno di direttore di Music@, il bimestrale che ho inventato e diretto – ‘supervisionato’, come Lei scrive, è concetto improprio! - per otto anni.
Mi duole soltanto dover constatare come la sua lettera non contenga il minimo accenno di spiegazione per il divieto di pubblicazione dell’ultimo numero affidato alla mia direzione, nonostante che alla fine di ottobre e nelle settimane successive gli organi dirigenziali del Conservatorio si fossero pronunciati per la
sua pubblicazione, come era naturale, ovvio e civile attendersi.
Come pure mi duole non avervi trovato neanche una parola di scuse per l’ingiustificabile iniziativa, assunta sempre dal direttore del Conservatorio, di recarsi presso la stazione dei carabinieri dell’Aquila, con l’intenzione di sporgere denuncia per aver io recato ‘molestia via mail’ ai docenti del Conservatorio che m’ero premurato di informare su quanto di anomalo stava accadendo.
Mi creda, capisco il suo imbarazzo.
Ora le chiedo soltanto che Music@ , VIETATA nella versione cartacea, appaia almeno , nella versione elettronica, sul sito del Conservatorio, senza alcuna spesa per l’Istituto. L’offesa alla cultura ed alla civiltà dei rapporti potrebbe apparire meno grave. Cordiali saluti.@
Roma, 7.1.2014

                                                                                                   Pietro Acquafredda

Naturalmente il direttore del Conservatorio aquilano, l'attuale, il  cosiddetto Consiglio Accademico ed il CdA non diedero corso neanche alla pubblicazione  in rete del n. 36 della rivista che avevano , SCIAGURATAMENTE, deciso di non far stampare in tipografia. Il direttore ed i professori di un Istituto di Alta Formazione
fecero la guerra ad una raccolta di saggi di musicologia.

Music@, bimestrale di musica edito dal Conservatorio dell'Aquila, allora diretto da Bruno Carioti, iniziò le sue pubblicazioni nel 2006, proseguendo ininterrottamente fino al 2013. L'ultimo  numero ( n.36, gennaio-marzo 2014), affidato alla nostra direzione, presto lo pubblicheremo su questo blog, a beneficio dei  nostri  affezionati e colti lettori.( P.A.)


                                              Editoriale di saluto su  MUSIC@ VIETATA

Con il numero 36 (gennaio-febbraio 2014) lascio la direzione di Music@, bimestrale edito dal Conservatorio ‘Casella’ dell’Aquila, dopo 37 numeri per complessive 1850 pagine dense, ricche, stimolanti. La mia uscita dal giornale, che ho inventato e diretto per otto anni, coincide con l’avvicendamento alla direzione del Conservatorio, perché non sono un direttore per tutti i direttori.
Al termine di questa esperienza, a tratti faticosa per la tragedia del terremoto aquilano, ma sempre e comunque esaltante, ringrazio tutti i collaboratori, illustri, che hanno aderito alle mie richieste con slancio e senza porre mai condizioni, facendo diventare Music@ una delle più belle riviste musicali; e, se non la più bella in assoluto, la più libera, originale e critica. Ringrazio, naturalmente, anche tutti i nostri fedeli lettori che non ci hanno fatto mancare, in molte occasioni, il loro sincero apprezzamento.
Ringrazio, poi, il direttore uscente m. Bruno Carioti che ha sostenuto la rivista dal primo numero (maggio 2006, n.zero) che pensavamo dovesse restare unico, e che, invece, è stato il primo della lunga serie. Ringrazio, infine, più di tutti, gli studenti del nostro Conservatorio - intitolato ad un geniale innovatore, come
fu a suo modo ‘Alfredo Casella’- ai quali era principalmente rivolto il laboratorio di studio e pratica della comunicazione musicale rappresentato da Music@, e che hanno lavorato con entusiasmo ed impegno. Gli studenti, voglio ringraziarli anche per gli straordinari anni di vita professionale che con loro ho vissuto. Music@ forse mi mancherà un pò, ma gli studenti mi mancheranno certamente molto. Non credo di dover ringraziare nessun altro, a causa di Music@; a pensarci bene, forse dovrei ringraziare, un po’, anche me stesso(P.A.)

                                                     Hanno scritto per Music@:
Hans Landesmann, Salvatore Sciarrino, Enrico Pieranunzi, Pierfranco Moliterni, Rinaldo Alessan-
drini, Pierluigi Petrobelli, Enrico Fubini, Elio Battaglia, Erik Battaglia, Quirino Principe, Giorgio Bat-
tistelli, Emma Dante, Fausto Razzi,Franco Marcoaldi, Michelangelo Lupone, Nicola Sani, Maurizio
Pratola, Andrea Bacchetti, Alessandro Mastropietro, Giorgio Barberio Corsetti, Franco Ferrarotti,
Paolo Cavallone, Azio Corghi, Filippo Del Corno, Lorenzo Ferrero, Valerio Festi, Riccardo Panfili,
Marco Stroppa, Letizia Michielon, Marco Vallora, Stefania Gianni, Sabina Colonna Preti, Franco
Chieco, Marco Della Sciucca, Attilio Lolini, Luca Aversano, Nicola Piovani, Francesco Filidei, Giorgio Manusardi, Roberto Prosseda, Marcello Bufalini, Ferdinando Pinto, Andrea Coen, Umberto Padroni,
Valerij Voskobojnikov, Vincenzo Raffaele Segreto, Luigi Corbani, Riccardo Risaliti, Alessandro Sbordoni, Alessandro Politi, Linda Selmin, Roberta Vacca, Alessandra Carlotta Pellegrini, Alessandro Valenti, Elisabetta Castiglioni, Antonio Latanza, Dario Della Porta, Silvia Lanzalone, Vittorio Emiliani, Marco Tutino,
Lucia Bonifaci, Nando Dalla Chiesa, Giorgio Bruno Civello, Piero Rattalino, Daniela Petracchi, San-
dro Bergamo, Federico Agostinelli, Raffaele Pozzi, Carlo Crivelli, Sveva Antonini, Paolo Furlani,
Luigi Berlinguer, Alessandro Di Profio, Carlo Fontana, Roberto Grossi, Stéphane Lissner, Walter
Vergnano, Franco Punzi, Paolo Maluberti, Luca Francesconi, Enrico Dindo, Sante Fornasier, Al-
berto Triola, Sergio Perticaroli, Francesco Giambrone, Francesco Ernani, Cristina Ferrari, Luigi Piz-
zaleo, Renzo Giuliani, Giorgio Nottoli, Bruno Tosi, Roberto Pagano, Andrea Lucchesini, Nicola
Scardicchio, Nicola Bernardini, Alfonso Borrone, Andrea Corazziari, Antonio Doro, Francesco
Zimei, Ciro Longobardi, Italo Vescovo, Alvise Vidolin, Nicola Verzina, Walter Tortoreto, David
Aprea, Emanuele Marconi, Francolina del Gelso, Francesco Papa, Pierangiolo Pierantonio, Marga-
ret Fisher, Lorenzo Arruga, Mariella Devia, Mario Messinis, Stefano Baia Curioni, Dario Martinelli,
Alvaro Lopes Ferreira, Gianni Borgna, Giulia Veneziano, Alan David Baumann, Barbara Zanchi, An-
gelo Bozzolino, Ilaria Borletti Buitoni, Georges Bloch, Silvia Umile, Angelo Fabbrini, Sergio Ren-
dine, Mario Torta, Sylvano Bussotti, Sergio Prodigo, Rita Marcotulli, Franco Carlo Ricci, Nicoletta
Polla-Mattiot, Dario Cusani, Ennio Morricone, Franco Piersanti, Marco Murara, Roberto Antonelli,
Roberto Rea, Raffaele Pellegrino, Claudio di Massimantonio, Giustino Parisse, Luciano Bologna,
Gisella Belgeri, Jan Liesegang, Frauke Gerstenberg, Joachim Bluher, Antonio Pappano, Marcello
Panni, Giuseppe Pennisi, Andrea Quarta, Maria Giovanna Sanjust, Ulrike Brand, Philip Gossett,
Dario Lo Cicero, Claudio Santori, Francesco Micheli, Andrea de Carlo, Roberto Calabretto, Hans
Kung, Claudio Strinati, Marco Veneziani, Salvatore Dell’Atti, Carlo Pedini, Adriana De Serio, Maria
Laura Martorana, Piero Mioli, Claudia Caneva, Alessio Gabriele, Franco Rossi, Roberto Jovino,
Carlo Ventura, Antonio Florio, Francesco Lotoro, Dinko Fabris, Fabio Babiloni, Sandro Marrocu,
Alessandro Macchia, Annibale Cogliano, Giovanni Iudica, Luca Bragalini, Anna Maria Bonsante,
Falvio Menardi Noguera, Giovanni Valentini, Cristiano Chiarot. E Leporello.

                        Per il Laboratorio di “Tecniche della Comunicazione”:
Enrica Di Bastiano, Maria Laura Martorana, Annalisa Tiberti, Valentina Baldassarre, Chiara Bian-
chetti, Daniela Scacchi, Katia Di Michele, Luca Di Bernardo, Luigi Poggiogalle, Patrizia Fasano,
Rosa Fanale, Francesca Boccacci, Giancarlo Giannangeli, Fabrizio Mancinelli, Grazia Distefano,
Carlo Laurenzi, Roberta Bellucci, Giovanni Di Giacomo, Giulia Mariti, Valeria Blasetti, Silvia Canna-
rozzo, Diana Pettinelli, Fabiana Simonetti, Tamara Manganaro, Elisabetta Guarnieri, Paola Pinto,
Luigina Battisti, Andrea De Santis, Paola Canfora, Concetta Cucchiarelli.

                                         Music@ ha ritrovato e ripubblicato:
Gian Francesco Malipiero, Alfredo Casella, Alberto Savinio, Guido M. Gatti, Luigi Dallapiccola,
Alessandro Longo, Arturo Benedetti Michelangeli, Alberto Moravia, Paolo Bordoni, Harvey Sachs,
Vincenzo Vitale, Giorgio Pressburger, Ugo Buzzolan, Beniamino Dal Fabbro, Mario Bortolotto, Kar-
lheinz Stockhausen, Roman Vlad, Giorgio Vidusso, Dacia Maraini, Giorgio Montefoschi, Franco
Donatoni, Tito Aprea, Carl Dahlhaus, Pierre Boulez, Adriano Guarnieri, Marco Tutino, Carlo Pedini,
Gianmario Borio, Stefano Ragni, Francesco Balilla Pratella, Giorgio Gualerzi, Loredana Lipperini,
Alberto Salvagnini, Domenico De’ Paoli, Vieri Tosatti, Maria Grazia Teodori, Franco Mannino, Char-
les Rosen, Edoardo Sanguineti, Vittorio Taviani, Bruno Cagli, Ernesto Esposito, Benedetto XVI,
Charlie Chaplin, Karlheinz Stockhausen, Richard e Cosima Wagner, Giovanni Sgambati, Sofia Gu-
baidulina, Vittoria Ottolenghi, Sergio Trombetta, Benjamin Britten, Elio Vittorini, Giuseppe Verdi,
Gabriele d’Annunzio, Vladimir Ashkenazy, Boris Pasternak, Pino Zac.

                                                               Interviste:
Luciano Pavarotti, Fausto Melotti, Valery Gergiev, Mstislav Rostropovic, Gustavo Dudamel, Diego
Matheuz, Carlo Grante, Fausto Razzi, Pierre Boulez, Antonio Pappano, Riccardo Muti, Luciano
Berio, Peppino Di Giugno, Josè Antonio Abreu, Nuria Schoenberg Nono, Karheinz Stockhausen,
Fabrizio De Andrè, Carmelo Bene, Federico Fellini.

                                                                E inoltre:
-Gli Allievi del Corso di grafica dell’Accademia di Belle Arti - L’Aquila,
per il progetto grafico;
-Barbara Pre, per l’impaginazione;
-Alessio Gabriele, per la versione online.

                                               Musica di Music@ ha pubblicato:

Fausto Razzi. Tre pezzi didattici per il Conservatorio Casella (1970).

sabato 7 maggio 2016

Conservatorio 'Casella' dell'Aquila: è successo un fatto strano

Da non credere.  Si sono attivate nel Conservatorio aquilano - a noi tanto caro ed indimenticato, anche perché vi abbiamo insegnato per un quarto di secolo - le procedure per l'elezione del nuovo direttore per il prossimo triennio, dopo che il mandato dell'attuale, iniziato alla fine del 2013, sta volgendo al termine.
Finalmente, è giunta l'ora - ci siamo detti, per ragioni lunghe da spiegare. Eravamo in attesa di questo momento, per tornare, almeno per qualche ora, nel  'nostro' Conservatorio, ma nel quale non abbiamo più messo piede, dopo la pensione, per non imbatterci con l'attuale capo d'istituto, la cui elezione noi  avversammo, ma inutilmente, in tutti i modi, esclusivamente per ragioni professionali.

Per rinfrescare la memoria. Appena insediatosi, mentre noi eravamo già fuori,  l'attuale direttore pensò di farci pagare cara quella nostra opposizione, che non aveva avuto né molto seguito né successo, con un'azione ignobile e meschina, accanendosi non direttamente  contro di noi  che ormai eravamo in pensione, ma contro la rivista Music@ che noi avevamo inventato, diretto per sette anni consecutivi, e portato al successo,  riconosciuto da tutto il mondo musicale, primo (ed unico) esperimento di una rivista - che non fosse il solito giornalino interno -  nata in seno ad un Conservatorio. Decise di non far stampare l'ultimo numero  già chiuso e inviato in tipografia che, ovviamente, si apriva con un saluto ai lettori, nel quale scrivevamo espressamente che comunque non avremmo  diretto la rivista, neanche da esterno, con l'attuale direzione del Conservatorio. Lui pensò di non farla stampare, nonostante contenesse contributi di gran pregio. Era la sua vendetta, a misura della sua statura di musicista e di direttore di un istituto di formazione. Ma questo è un capitolo chiuso.

Il fatto strano, che è di questi giorni, è relativo alle operazioni preliminari alla nuova tornata di votazioni per l'elezione del suo successore. E la prima operazione è quella della designazione dei candidati idonei.
Viene  formato il 'Comitato dei garanti' che deve sovrintendere a tutte le operazioni di voto, alla loro correttezza, e proprio ieri il Presidente di tale comitato ( che, nella precedente tornata di votazioni,  venne a noi affidato, e, perciò, toccò a noi,  proclamare la sua  elezione - sorte crudele!), ha reso noto l'elenco dei candidati eleggibili. Non un elenco lungo e neppure un elenco corto, ma un elenco con un solo nome, quello dell'attuale direttore che si ricandida. Nessun contendente, nessun oppositore, neppure uno che non condivida la linea dell'attuale direttore che sarà, di conseguenza, rieletto per acclamazione per la seconda, ma ultima volta. Una terza di seguito  non si dà.
 A memoria nostra in nessun altro Conservatorio italiano è mai accaduta una cosa simile, roba da regime nordcoreano, dove però i dissidenti o gli oppositori, quei pochissimi, si fanno avanti, rischiando di fare una  brutta fine, ma si fanno avanti. Mentre al Conservatorio dell'Aquila, manca il coraggio di manifestarlo, il dissenso,  che certamente ci sarà - ma che si ha paura di manifestare alla luce del sole. Oppure a  L'Aquila, e solo all'Aquila,  il dissenso non esiste?
 E noi dovremo aspettare  ancora tre anni, salvo imprevisti,  per tornare  nel Conservatorio che  fu anche 'nostro' e che continuiamo a sentire tale. Ma tre anni passano presto!


              La vera storia dell'attuale direttore del Conservatorio Casella dell'Aquila
                   quando dichiarò guerra a Music@, bimestrale edito dal suo istituto


Riproduciamo qui di seguito alcuni documenti che illustrano ai lettori del nostro blog il percorso compiuto dall’attuale direzione del Conservatorio dell'Aquila per giungere alla decisione di non pubblicare l’ultimo numero di Music@ affidato alla mia direzione, chiuso in redazione a fine ottobre  2013 e, da metà novembre 2013, già pronto per essere inviato in tipografia. Senza ragioni, e cambiando idea più d’una volta, come attestano inequivocabilmente gli estratti  dei verbali dei Consigli Accademici, nei quali venne affrontata la questione 'Music@/Acquafredda'. 
Una lettera, infine, dettata esclusivamente da galateo istituzionale, inviatami dall'allora Presidente del Conservatorio, dott. Tordera, nella quale mi si ringrazia per il lavoro svolto come insegnante e direttore di Music@, senza, però, una sola parola di scuse o un accenno di spiegazione sul divieto di pubblicazione come sul tentativo di denuncia nei miei confronti,  effettuato dal direttore presso la stazione dei carabinieri dell'Aquila,  con la seguente motivazione: per aver io ‘molestato via mail’ i professori del Conservatorio Casella, inviando loro, con posta elettronica, informazioni di questa, ancora oscura, vicenda. (P.A.)

Alla cortese att.ne del Direttore
del Consiglio di Amministrazione
del Consiglio Accademico del Conservatorio Casella
e p.c. del prof. Giandomenico Piermarini

OGGETTO: MUSIC@
Entro il 31 ottobre, data del mio ultimo giorno di servizio in questo Conservatorio, essendo in pensione dal 1 novembre, avrò raccolto tutti gli articoli per il prossimo numero di Music@ ( n.36: gennaio-febbraio 2014), commissionati, con notevole
anticipo, ai vari autori, interni ed esterni al Conservatorio, per rispettare le scadenze imposte dalla periodicità bimestrale di Music@, e dalle lavorazioni consuete della medesima ( corredo redazionale, impaginazione, stampa, allestimento, spedizione). Con il quale si conclude anche il parallelo incarico alla Tipografia che ne stampa ogni anno 5 numeri ( marzo, maggio, luglio, novembre, gennaio) e che sarà l’ultimo della mia gestione, secondo la lettera di incarico del 4 aprile c. a.. Recherà naturalmente, nella gerenza, il nome del nuovo direttore del Conservatorio, al quale come mio
editore, mostrerò l’indice degli argomenti trattati e, se me lo chiederà, anche i singoli contenuti - come del resto ho sempre fatto in tutti questi anni con l’attuale direttore, per ragioni di correttezza professionale - pur nella mia  riconosciuta autonomia
di direttore di una testata giornalistica. Perciò non intendo accampare nessun diritto su Music@ - benchè possa, a buon diritto, considerare in toto una mia creatura - per il futuro.
La ragione di questa mia è la diffusione di voci riguardanti una possibile traumatica interruzione della mia direzione, assolutamente fuori luogo e non necessaria, quando non è mia intenzione restare, né chiedere di restare, come del resto so essere intenzione del nuovo direttore non chiedermi di continuare.
C’è, infine, una ragione di opportunità. Alla fine della gestione di un organo di stampa, il direttore del medesimo avverte i lettori del cambiamento di direzione - senza fare naturalmente apprezzamenti, valutazioni e previsioni di nessun genere - e ringrazia tutti coloro che hanno collaborato negli otto anni di uscita, sempre regolare, di MUSIC@, anche nei tragici mesi seguiti al terremoto, e che hanno imposto MUSIC@ all’attenzione del mondo musicale e delle istituzioni che in più occasioni hanno espresso lusinghieri apprezzamenti nei confronti di Music@ e, di riflesso, del nostro Conservatorio, unico in Italia a farsi promotore di una simile iniziativa editoriale. Diversamente, non osservandosi tale norma di correttezza nell’avvicendamento professionale, mi sentirò costretto ad avvertire personalmente gran parte dei destinatari di MUSIC@ - COME POI HO FATTO ! - dell’avvicendamento traumatico, assolutamente inutile, alla direzione della rivista, in disprezzo delle più elementari norme di civile comportamento.
Il nuovo corso della rivista potrà così prepararsi a dovere, avendo il tempo necessario per ogni adempimento, compresi quelli di legge. Con tanti auguri sinceri da parte mia, consapevole che qualunque esperienza lavorativa come ha un inizio ha anche una fine e che la successiva gestione di MUSIC@, sempre che la si voglia continuare, potrebbe essere ancora migliore della precedente.
Roma, 16.10.2013. Prot. N. 5974/8P
                                                                                                      Pietro Acquafredda

(N.B. Il consiglio accademico (CA) ed il consiglio di amministrazione (CdA) danno via libera alla richiesta di concludere la mia direzione di Music@, con il n. 36 della serie, senza inutili traumi).


                             Consiglio Accademico dell’11.11.2013. Verbale

“Per quanto riguarda l’ultimo numero della rivista Music@ il CA decide di mettere sulla seconda di copertina il concorso Maurizio Pratola, sulla terza di copertina Fatti di Musica e lasciare la pubblicità della rivista sulla quarta di copertina”.

(N.B. Dunque l’ultimo numero di Music@ affidato alla mia direzione, si stampa)

                           Consiglio Accademico del 26.11.2013. Verbale

“Punto 3. Rivista Music@ Si legge l’editoriale del numero in uscita e ne nasce un’approfondita discussione tra tutti i presenti al termine della quale il CA delibera di eliminare la dicitura “L’unica” dalla quarta di copertina e di pubblicare il materiale già individuato nella altre pagine di copertina.
Il CA stabilirà nelle prossime riunioni se e come continuare la pubblicazione ma nell’immediato suggerisce al Direttore di acquisire un parere legale per verificare possibili rischi di azioni legali ed eventuali responsabilità del Conservatorio per i contenuti del numero in uscita. Nel caso in cui, per la ragione succitata, non fosse opportuno pubblicare tale numero il CA propone di inviare quale pubblicazione alternativa il dépliant già pronto sull’offerta formativa del Conservatorio.
Il Direttore chiede inoltre ai Consiglieri di cominciare a pensare in che modo portare eventualmente avanti la pubblicazione della rivista, sia nell’organizzazione (ipotizzando la presenza di un direttore responsabile e di un comitato di redazione),
sia nel taglio dei contenuti specifici”.
(N.B. Si discute ‘approfonditamente’ dell’editoriale di saluto del direttore, alla fine di tale discussione si decide di togliere l’aggettivo ‘L’unica’ dalla pagina pubblicitaria della rivista medesima apposta sulla IV di copertina.
Dunque si pubblica, salvo che un parere legale, da richiedersi, non faccia emergere eventuali ‘responsabilità del conservatorio per i contenuti del numero in uscita’. Naturalmente non c’è contenuto della rivista che faccia ipotizzare una qualche responsabilità del conservatorio, trattandosi di un numero 'speciale', perchè conclusivo di una gestione, risultato di natura esclusivamente 'musicologica'.)

                           Consiglio Accademico del 9.12 2013.Verbale

“Punto 3 Rivista Music@. Come già approvato nel PGA la rivista Musica continuerà la sua uscita, ma saranno ridefiniti l’organigramma e le linee di indirizzo editoriale. Inoltre, avendo il prof. Acquafredda concluso il suo incarico il 31 ottobre 2013, oltre ad aver cessato il servizio per raggiunti limiti di età, per l’AA
2013-14 si dovrà prima conferire un nuovo incarico ad un altro docente in servizio. Il Direttore informa il Consiglio che, nelle more, sentito il Presidente, sentiti pure il Direttore Amministrativo e alcuni pareri legali esterni, si è deciso di non pubblicare il numero di gennaio/febbraio quale comunque proposto dal prof. Acquafredda. I proff. Lopes e Tufano si esprimono a favore della pubblicazione ritenendo comunque impropria qualunque richiesta al CA di votazione sull'argomento. Il Direttore chiede al CA di esprimersi sulla sua decisione. Il CA la sostiene a maggioranza. Il direttore comunica che é all’ordine del giorno nel prossimo CdA la nomina del nuovo Direttore responsabile, dopodiche si procederà alla costituzione di un comitato di redazione per il quale si farà un bando interno.

(N.B. ‘Music@, come proposta dal prof. Acquafredda, che ha concluso il suo incarico il 31 ottobre 2013, non si pubblica’, a seguito della cessazione del servizio, per raggiunti limiti di età del direttore, nella medesima data.
Nei due consigli precedenti, la cessazione dal servizio del direttore, quale appiglio legale, non era mai comparsa fra le eventuali cause della pubblicazione o meno di Music@).

Egregio M° Pietro Acquafredda,
“A nome del Direttore, dei docenti e mio personale, La ringrazio per il prezioso lavoro svolto, quale docente di ruolo, nella realizzazione della prestigiosa rivista Music@, che ha ricevuto plauso ed apprezzamenti nel corso degli anni.
Apprendo con dispiacere che dal 01.11.2013 la S.V. è stata collocata a riposo, causando una grave carenza all’istituzione, ormai connotata dalla periodica pubblicazione della nostra rivista, conosciuta presso tutti i Conservatori italiani.
Al fine di proseguire l’iniziativa, il Consiglio di Amministrazione, nella seduta dell’11.12.2013, ha deliberato all’unanimità, di affidare ad un docente interno a tempo indeterminato l’incarico di Direttore responsabile della rivista, nell’intento di continuare a perseguire i risultati acquisiti durante la Sua supervisione.
Dopo aver letto con attenzione le sue considerazioni formulate nella lettera del 10.12.2013, ritengo che, nel rispetto delle determinazioni e delle competenze degli organi accademici, il Presidente ed il Consiglio di Amministrazione debbano perseguire obiettivi e programmi delineati dal Consiglio Accademico nell’ambito della ricerca, formazione, sperimentazione e produzione artistica.
Intendo, pertanto, rassicurarla sulla corretta e puntuale applicazione delle disposizioni normative e regolamentari che disciplinano l’autonomia delle istituzioni di Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica.
Nel manifestarLe la mia gratitudine, inoltro a Lei e ai Suoi cari i migliori auguri per un sereno Natale.
L’Aquila, 16.12.2013. Prot. N.7954/8P
                                                                   Il Presidente del CdA dott. Rinaldo Tordera

Egregio Presidente,
la ringrazio per le belle parole che ha voluto rivolgermi, a conclusione del mio impegno di direttore di Music@, il bimestrale che ho inventato e diretto – ‘supervisionato’, come Lei scrive, è concetto improprio! - per otto anni.
Mi duole soltanto dover constatare come la sua lettera non contenga il minimo accenno di spiegazione per il divieto di pubblicazione dell’ultimo numero affidato alla mia direzione, nonostante che alla fine di ottobre e nelle settimane successive gli organi dirigenziali del Conservatorio si fossero pronunciati per la
sua pubblicazione, come era naturale, ovvio e civile attendersi.
Come pure mi duole non avervi trovato neanche una parola di scuse per l’ingiustificabile iniziativa, assunta sempre dal direttore del Conservatorio, di recarsi presso la stazione dei carabinieri dell’Aquila, con l’intenzione di sporgere denuncia per aver io recato ‘molestia via mail’ ai docenti del Conservatorio che m’ero premurato di informare su quanto di anomalo stava accadendo.
Mi creda, capisco il suo imbarazzo.
Ora le chiedo soltanto che Music@ , VIETATA nella versione cartacea, appaia almeno , nella versione elettronica, sul sito del Conservatorio, senza alcuna spesa per l’Istituto. L’offesa alla cultura ed alla civiltà dei rapporti potrebbe apparire meno grave. Cordiali saluti.@
Roma, 7.1.2014

                                                                                                   Pietro Acquafredda

Naturalmente il direttore del Conservatorio aquilano, l'attuale, il  cosiddetto Consiglio Accademico ed il CdA non diedero corso, come da me richiesto espressamente, neanche alla pubblicazione  in rete del n. 36 della rivista che avevano , SCIAGURATAMENTE, deciso di non far stampare in tipografia. Il direttore ed i professori di un Istituto di Alta Formazione fecero la guerra ad una raccolta di saggi di musicologia.

Music@, bimestrale di musica edito dal Conservatorio dell'Aquila, allora diretto da Bruno Carioti, iniziò le sue pubblicazioni nel 2006, proseguendo ininterrottamente fino al 2013. L'ultimo  numero ( n.36, gennaio-marzo 2014), affidato alla nostra direzione, presto lo pubblicheremo su questo blog, a beneficio dei  nostri  affezionati e colti lettori. Intanto...( P.A.)

                                        Editoriale di 'Commiato' su  MUSIC@ VIETATA

Con il numero 36 (gennaio-febbraio 2014) lascio la direzione di Music@, bimestrale edito dal Conservatorio ‘Casella’ dell’Aquila, dopo 37 numeri per complessive 1850 pagine dense, ricche, stimolanti. La mia uscita dal giornale, che ho inventato e diretto per otto anni, coincide con l’avvicendamento alla direzione del Conservatorio, perché non sono un direttore per tutti i direttori.
Al termine di questa esperienza, a tratti faticosa per la tragedia del terremoto aquilano, ma sempre e comunque esaltante, ringrazio tutti i collaboratori, illustri, che hanno aderito alle mie richieste con slancio e senza porre mai condizioni, facendo diventare Music@ una delle più belle riviste musicali; e, se non la più bella in assoluto, la più libera, originale e critica. Ringrazio, naturalmente, anche tutti i nostri fedeli lettori che non ci hanno fatto mancare, in molte occasioni, il loro sincero apprezzamento.
Ringrazio, poi, il direttore uscente m. Bruno Carioti che ha sostenuto la rivista dal primo numero (maggio 2006, n.zero) che pensavamo dovesse restare unico, e che, invece, è stato il primo della lunga serie. Ringrazio, infine, più di tutti, gli studenti del nostro Conservatorio - intitolato ad un geniale innovatore, come
fu a suo modo ‘Alfredo Casella’- ai quali era principalmente rivolto il laboratorio di studio e pratica della comunicazione musicale rappresentato da Music@, e che hanno lavorato con entusiasmo ed impegno. Gli studenti, voglio ringraziarli anche per gli straordinari anni di vita professionale che con loro ho vissuto. Music@ forse mi mancherà un pò, ma gli studenti mi mancheranno certamente molto. Non credo di dover ringraziare nessun altro, a causa di Music@; a pensarci bene, forse dovrei ringraziare, un po’, anche me stesso(P.A.)

                                                     Hanno scritto per Music@:
Hans Landesmann, Salvatore Sciarrino, Enrico Pieranunzi, Pierfranco Moliterni, Rinaldo Alessan-
drini, Pierluigi Petrobelli, Enrico Fubini, Elio Battaglia, Erik Battaglia, Quirino Principe, Giorgio Bat-
tistelli, Emma Dante, Fausto Razzi,Franco Marcoaldi, Michelangelo Lupone, Nicola Sani, Maurizio
Pratola, Andrea Bacchetti, Alessandro Mastropietro, Giorgio Barberio Corsetti, Franco Ferrarotti,
Paolo Cavallone, Azio Corghi, Filippo Del Corno, Lorenzo Ferrero, Valerio Festi, Riccardo Panfili,
Marco Stroppa, Letizia Michielon, Marco Vallora, Stefania Gianni, Sabina Colonna Preti, Franco
Chieco, Marco Della Sciucca, Attilio Lolini, Luca Aversano, Nicola Piovani, Francesco Filidei, Giorgio Manusardi, Roberto Prosseda, Marcello Bufalini, Ferdinando Pinto, Andrea Coen, Umberto Padroni,
Valerij Voskobojnikov, Vincenzo Raffaele Segreto, Luigi Corbani, Riccardo Risaliti, Alessandro Sbordoni, Alessandro Politi, Linda Selmin, Roberta Vacca, Alessandra Carlotta Pellegrini, Alessandro Valenti, Elisabetta Castiglioni, Antonio Latanza, Dario Della Porta, Silvia Lanzalone, Vittorio Emiliani, Marco Tutino,
Lucia Bonifaci, Nando Dalla Chiesa, Giorgio Bruno Civello, Piero Rattalino, Daniela Petracchi, San-
dro Bergamo, Federico Agostinelli, Raffaele Pozzi, Carlo Crivelli, Sveva Antonini, Paolo Furlani,
Luigi Berlinguer, Alessandro Di Profio, Carlo Fontana, Roberto Grossi, Stéphane Lissner, Walter
Vergnano, Franco Punzi, Paolo Maluberti, Luca Francesconi, Enrico Dindo, Sante Fornasier, Al-
berto Triola, Sergio Perticaroli, Francesco Giambrone, Francesco Ernani, Cristina Ferrari, Luigi Piz-
zaleo, Renzo Giuliani, Giorgio Nottoli, Bruno Tosi, Roberto Pagano, Andrea Lucchesini, Nicola
Scardicchio, Nicola Bernardini, Alfonso Borrone, Andrea Corazziari, Antonio Doro, Francesco
Zimei, Ciro Longobardi, Italo Vescovo, Alvise Vidolin, Nicola Verzina, Walter Tortoreto, David
Aprea, Emanuele Marconi, Francolina del Gelso, Francesco Papa, Pierangiolo Pierantonio, Marga-
ret Fisher, Lorenzo Arruga, Mariella Devia, Mario Messinis, Stefano Baia Curioni, Dario Martinelli,
Alvaro Lopes Ferreira, Gianni Borgna, Giulia Veneziano, Alan David Baumann, Barbara Zanchi, An-
gelo Bozzolino, Ilaria Borletti Buitoni, Georges Bloch, Silvia Umile, Angelo Fabbrini, Sergio Ren-
dine, Mario Torta, Sylvano Bussotti, Sergio Prodigo, Rita Marcotulli, Franco Carlo Ricci, Nicoletta
Polla-Mattiot, Dario Cusani, Ennio Morricone, Franco Piersanti, Marco Murara, Roberto Antonelli,
Roberto Rea, Raffaele Pellegrino, Claudio di Massimantonio, Giustino Parisse, Luciano Bologna,
Gisella Belgeri, Jan Liesegang, Frauke Gerstenberg, Joachim Bluher, Antonio Pappano, Marcello
Panni, Giuseppe Pennisi, Andrea Quarta, Maria Giovanna Sanjust, Ulrike Brand, Philip Gossett,
Dario Lo Cicero, Claudio Santori, Francesco Micheli, Andrea de Carlo, Roberto Calabretto, Hans
Kung, Claudio Strinati, Marco Veneziani, Salvatore Dell’Atti, Carlo Pedini, Adriana De Serio, Maria
Laura Martorana, Piero Mioli, Claudia Caneva, Alessio Gabriele, Franco Rossi, Roberto Jovino,
Carlo Ventura, Antonio Florio, Francesco Lotoro, Dinko Fabris, Fabio Babiloni, Sandro Marrocu,
Alessandro Macchia, Annibale Cogliano, Giovanni Iudica, Luca Bragalini, Anna Maria Bonsante,
Falvio Menardi Noguera, Giovanni Valentini, Cristiano Chiarot. E Leporello.

                        Per il Laboratorio di “Tecniche della Comunicazione”:
Enrica Di Bastiano, Maria Laura Martorana, Annalisa Tiberti, Valentina Baldassarre, Chiara Bian-
chetti, Daniela Scacchi, Katia Di Michele, Luca Di Bernardo, Luigi Poggiogalle, Patrizia Fasano,
Rosa Fanale, Francesca Boccacci, Giancarlo Giannangeli, Fabrizio Mancinelli, Grazia Distefano,
Carlo Laurenzi, Roberta Bellucci, Giovanni Di Giacomo, Giulia Mariti, Valeria Blasetti, Silvia Canna-
rozzo, Diana Pettinelli, Fabiana Simonetti, Tamara Manganaro, Elisabetta Guarnieri, Paola Pinto,
Luigina Battisti, Andrea De Santis, Paola Canfora, Concetta Cucchiarelli.

                                         Music@ ha ritrovato e ripubblicato:
Gian Francesco Malipiero, Alfredo Casella, Alberto Savinio, Guido M. Gatti, Luigi Dallapiccola,
Alessandro Longo, Arturo Benedetti Michelangeli, Alberto Moravia, Paolo Bordoni, Harvey Sachs,
Vincenzo Vitale, Giorgio Pressburger, Ugo Buzzolan, Beniamino Dal Fabbro, Mario Bortolotto, Kar-
lheinz Stockhausen, Roman Vlad, Giorgio Vidusso, Dacia Maraini, Giorgio Montefoschi, Franco
Donatoni, Tito Aprea, Carl Dahlhaus, Pierre Boulez, Adriano Guarnieri, Marco Tutino, Carlo Pedini,
Gianmario Borio, Stefano Ragni, Francesco Balilla Pratella, Giorgio Gualerzi, Loredana Lipperini,
Alberto Salvagnini, Domenico De’ Paoli, Vieri Tosatti, Maria Grazia Teodori, Franco Mannino, Char-
les Rosen, Edoardo Sanguineti, Vittorio Taviani, Bruno Cagli, Ernesto Esposito, Benedetto XVI,
Charlie Chaplin, Karlheinz Stockhausen, Richard e Cosima Wagner, Giovanni Sgambati, Sofia Gu-
baidulina, Vittoria Ottolenghi, Sergio Trombetta, Benjamin Britten, Elio Vittorini, Giuseppe Verdi,
Gabriele d’Annunzio, Vladimir Ashkenazy, Boris Pasternak, Pino Zac.

                                                               Interviste:
Luciano Pavarotti, Fausto Melotti, Valery Gergiev, Mstislav Rostropovic, Gustavo Dudamel, Diego
Matheuz, Carlo Grante, Fausto Razzi, Pierre Boulez, Antonio Pappano, Riccardo Muti, Luciano
Berio, Peppino Di Giugno, Josè Antonio Abreu, Nuria Schoenberg Nono, Karheinz Stockhausen,
Fabrizio De Andrè, Carmelo Bene, Federico Fellini.

                                                                E inoltre:
-Gli Allievi del Corso di grafica dell’Accademia di Belle Arti - L’Aquila,
per il progetto grafico;
-Barbara Pre, per l’impaginazione;
-Alessio Gabriele, per la versione online.

                                               Musica di Music@ ha pubblicato:

Fausto Razzi. Tre pezzi didattici per il Conservatorio Casella (1970).

domenica 12 ottobre 2014

Di Cesare Mazzonis, quando tentò di far cacciare un giovane critico musicale da Paese Sera, dove lavorava,senza riuscirci Appellandosi ai 'compagni'.

Ieri, solo ieri, avevamo promesso, ed ora teniamo fede alla promessa, che avremmo raccontato una brutta storia , una storia di sopruso e che il democraticissimo Cesare Mazzonis osò nei nostri confronti, quando lui era direttore artistico dell'Orchestra sinfonica della RAI di Roma, e noi muovevamo i primi passi nel mondo giornalistico per il quotidiano Paese Sera, alla fine degli anni Settanta.
Il giovane cronista, quale noi eravamo, entusiasta del suo nuovo lavoro, destinato all'edizione pomeridiana del celebre quotidiano, più esattamente alla ben nota pagina 'Stasera a Roma', governata da Riccardo Minuti, al quale dobbiamo l'inizio del nostro lavoro di critico, ricca di informazioni e consigli sulle attività di spettacolo della serata romana, faceva quotidianamente proposte al responsabile della pagina - in quegli stessi anni muovevano i primi passi a Paese Sera altri nostri colleghi, che però si occupavano d'altro e dunque giornalistica,ente più utili e preziosi, come Paolo Boccacci, Fausto Giani, Massimo Lugli.
Nel corso delle vacanze estive, verso la fine, domandammo al responsabile della redazione 'Spettacoli' se era interessato ad ospitare delle anticipazioni sulla imminente stagione dell'Orchestra sinfonica della RAI di Roma, guidata da Cesare Mazzonis (esiste anche un altro Mazzonis, Stefano, cugino del primo, anche lui ha fatto carriera in campo musicale, partito come dirigente Italcable, addetto alle pubbliche relazioni se ricordiamo bene, appassionato di musica, a seguito dei 'Concerti Italcable'  della domenica, organizzati per conto della sua società al Teatro Sistina, è oggi direttore artistico al Teatro di Liegi; e prima a Bologna, dietro suggerimento di Pierferdinando Casini  - lui che c'entra?  eppure c'entra  - ma di lui parleremo magari un'altra volta). 
Alla risposta affermativa, contattammo Mazzonis, il quale ci fissò un appuntamento nel suo ufficio di Viale Mazzini, dove lo incontrammo alla data stabilita. Ci fornì alcune anticipazioni, non il calendario completo della stagione, secondo i patti, e noi confezionammo l'articolo e lo consegnammo al giornale, dove apparve immediatamente dopo. Nessuno disse nulla all'uscita del pezzo, tanto meno Mazzonis, visto che le notizie ce le aveva fornito proprio lui, assecondando il costume giornalistico di cercare notizie, prima che diventino di pubblico dominio.

Senonché quando ci fu la conferenza stampa, Cesare Mazzonis, evidentemente pentito, si ricordò delle anticipazioni uscite su Paese Sera,  forse un mese o due prima, a seguito delle informazioni da lui stesso forniteci - altrimenti, da chi altro? - e chiese a Piero Dallamano, critico ufficiale del giornale, al quale collaborava anche Bruno Cagli, il nostro licenziamento - premettiamo che non fummo mai assunti, nonostante i due anni intensissimi di collaborazione - con la seguente motivazione: “se anche voi che siete giornali 'amici' (intendeva PCI) invalidate il senso della conferenza stampa - come noi avevamo fatto anticipando alcune notizie - allora... e perciò Acquafredda deve essere punito. 
Vigliacco di un Mazzonis che se la prende con un giovane cronista. Dallamano acconsentì e chiamò, seduta stante, il responsabile degli Spettacoli chiedendo che fossimo licenziato. La decisione ci venne comunicata immediatamente, e fu comunicata anche al responsabile della pagina 'Stasera a Roma' per la quale giornalmente lavoravamo, e cioè a Riccardo Minuti, il quale si oppose dicendo che potevamo continuare a scrivere per la sua pagina, pur con il divieto di scrivere sugli 'Spettacoli' che avevano ospitato quelle nostre anticipazioni, il cui materiale ci era stato fornito da Cesare Mazzonis - è bene ribadirlo. 
In seguito riprendemmo a scrivere anche per la pagina degli Spettacoli, fino al giorno del nostro licenziamento ad opera di Giuseppe Fiori, fresco direttore chiamato a mettere ordine nel giornale. Oggi si direbbe a 'ristrutturare' che tradotto in termini  più chiari vuol dire licenziare il più possibile. E, fra i primi a farne le spese, noi che ci occupavamo di un argomento, come la musica cosiddetta seria, che evidentemente a lui non interessava affatto. Boccacci, Gianì, Lugli, invece, restarono fino a quando non furono chiamati dalla nascente 'Repubblica' insieme ad altri, come Dondi e Dietrich.  

sabato 7 dicembre 2013

Compagnia della buona radio (Music@, marzo-aprile 2008). Sentenza del tribunale: diritto di critica esercitato in modo corretto

“Un tempo, nella benedetta era democristiana, profitti e ricavi radiofonici ( per diritto d’autore, a seguito di trasmissione ) venivano spartiti fra editori secondo percentuali che, seppur discutibili, assicuravano ad autori ed editori il pane e ad alcuni anche il companatico.
Tale criterio di distribuzione/divisione fra autori, a seconda del peso delle rispettive case editrici, riguardava soprattutto la musica contemporanea: dalle trasmissioni radio, più che da ogni altra fonte,  i compositori traevano mezzi di sussistenza, per via dei diritti d’autore. Per una esemplificazione approssimativa (ma non tanto), se a Casa Ricordi apparteneva il 50% delle musiche trasmesse, alla Sonzogno il 20%, a tutti gli altri il restante 30% ( per essere chiari: a Curci, Edipan, BMG ecc..). Poi le case editrici, a loro volta, distribuivano i proventi fra i propri compositori, assicurando a taluni solo il pane, ad altri anche caviale e champagne, anche se caviale e champagne se lo potevano permettere pochissimi. 
 Certo non si andava tanto per il sottile, nessuno stava lì a discutere quale   opera trasmettere, ma le percentuali grosso modo venivano rispettate;  gli editori le  contrattavano direttamente con la Rai, e le eccezioni dovevano essere compensate in breve tempo. Non era il migliore dei mondi possibili, ma almeno i musicisti non venivano solitamente gettati sul lastrico.
 Ora Radio Tre resta ancora l’unico canale radiofonico pagatore, per il settore classico, ma di regole sembra non ve ne siano più. Qualche editore è scomparso dalla scena ( Edipan), qualcun altro invece sì è fatto avanti ( come Rai Trade, omonima casa editrice della consociata Rai); ma chi decide quale autore trasmettere,  lo fa seguendo  criteri a dir poco ‘personali’, comunque di pubblica inutilità. Ed un compositore, che  per puro caso, è  il responsabile della programmazione musicale, primeggia su tutti quanto a presenze. Leggete di un collegamento da un teatro di periferia ( geografica, soltanto)? vi domandate il perché , la risposta potrebbe essere che a breve,  toccherà sorbirvi anche un pezzo da concerto da quel teatro periferico del compositore/programmatore; c’è un piccolo festival a Radio Tre? quel festival programma anche un suo pezzo da camera; un grande festival di musica contemporanea è gratificato da collegamenti continui? c’è anche  una ‘commissione’ per lui ; collegamenti frequenti da un altro festival intitolato ad un grande nume del passato che ha per guida un letterato?  Ci tocca la sorpresa di  una  quelle cose che chiamano ‘melologo’ od opera ‘à la manière de…’  del nostro autore, su libretto del letterato suddetto; un altro melologo ci tocca anche e per la medesima ragione, dall’arena più grande del mondo; e il Prix Italia,  ca va sans dire, poteva sottrarsi al battesimo di  un’opera, ‘radiofonica’ naturalmente. del nostro grande compositore? Anche in un Festival che celebra Sinopoli, dove è accasata la ciurma di Radio Tre, radiotrasmesso manco a dirlo, c’è lui, il grande compositore: presenta un’azione scenica in coppia con un suo assiduo compagno di giochi. Speriamo di essere stati completi, per lo meno per quel che riguarda gli ultimi tempi; se non lo siamo stati non ce ne voglia il grande compositore, rimedieremo in un’altra occasione. In tutti i casi, è ovvio, si tratta di semplici coincidenze.
 Ci sono, naturalmente,  alcune eccezioni.  Per esempio, la musichetta di inizio e fine di quasi tutte le rubriche di Radio Tre non è del nostro grande compositore, bensì del defunto  Luciano Berio ( più esattamente di Schubert). Ma a Schubert non andrà una lira, mentre a Berio ed ai suoi eredi un vitalizio, vita natural durante (degli eredi). A proposito perché non toglie quella redditizia musichetta e ne mette una sua, il grande compositore?
 Titoli di coda. Abbiamo scritto del Teatro di Cagliari, delle Settimane del Teatro Olimpico di Vicenza, del Festival di Musica della Biennale, del Festival Pergolesi di Jesi, dell’Arena di Verona, del Festival Sinopoli di Taormina; Michele Dall’Ongaro è il nome del celebre compositore. ( P.A.)”

Questo scrivemmo su Music@ (marzo-aprile 2008). Nel settembre dello stesso anno Michele Dall’Ongaro, ci fece causa (civile) perché si ritenne diffamato, chiedendoci danni per 100.000 Euro ed altri 30.000 Euro per danno esistenziale. Nell’atto di citazione, Dall’Ongaro chiamò in causa anche il Conservatorio 'Casella', in quanto editore della rivista. Dalla sentenza, appena resa pubblica, riproduciamo alcuni passaggi cruciali.
 Il 27 novembre u.s. il giudice  del Tribunale dell’Aquila, dott. Antonella Camilli, ha emesso la seguente sentenza. Per il Conservatorio: ha dichiarato il difetto di legittimazione passiva per gli effetti dell’art.12 della legge 47/48 e comunque respinge integralmente le domande di parte attrice ( Dall’Ongaro) in quanto infondate  in fatto e in diritto”. Per quel che ci riguarda, in quanto direttore di Music@ ed autore del breve ‘foglio d’album’ ( pag.31 di Music@, marzo-aprile 2008) intitolato ‘Compagnia della buona radio’,  respinge altresì la citazione in giudizio, perché  infondata in fatto ed in diritto e comunque non provata”.

Quanto alla chiamata in causa del Conservatorio, il giudice dichiara che è "illegittima, perché la legge ( art.57 della legge sulla stampa) configura la responsabilità diretta del direttore e dell’autore, giammai dell’editore che deve, pertanto, essere dichiarato non legittimato passivamente nel presente giudizio".

Per il direttore ed autore del pezzo, il giudice afferma: per quanto concerne il merito della controversia, si rileva che "da una attenta lettura dell’articolo di cui a pag.31 della rivista detta, emerge chiaramente che il diritto di critica è stato esercitato in modo corretto, in quanto il convenuto Acquafredda, in qualità di autore nonché di direttore della richiamata rivista, con l’articolo pubblicato, ha utilizzato espressioni non denigratorie, lesive dell’onore e della reputazione dell’attore" (Dall’Ongaro)

Perciò conclude:
1.      Dichiara il difetto di legittimazione passiva del Conservatorio di Musica;
2.      Respinge la domanda;
3.      Condanna l’attore ( Dall’Ongaro) a rimborsare ai convenuti le spese del presente giudizio, rispettivamente nella misura complessiva di Euro 2.000,00, oltre accessori per legge previsti, ai sensi del decreto n.140 del 2012.
                                                            L’Aquila  27 novembre 2013. Dott. Antonella Camilli








domenica 27 ottobre 2013

Mysterium di Rota è un oratorio

Il Teatro San Carlo di Napoli ha presentato  un noto brano sinfonico corale di Nino Rota, 'Mysterium', per soli coro ed orchestra, composto nel 1962, per la 'Pro Civitate cristiana' di Assisi e lì eseguito sotto la direzione di Armando Renzi - esiste una registrazione discografica della CAM;  me ne fu regalata una copia dal compositore.
 Paolo  Isotta, sul Corriere di ieri,  inneggia alla bellezza di tale opera, ed alla sua profondità di contenuto, come si rileva dal bellissimo testo, in latino, messo insieme con Vinci Verginelli, e  tratto da numerose fonti, fra cui anche la patristica cristiana. Fra tutti il più coinvolgente e commovente anche per l' affascinante veste musicale è l'Unum panem frangimus, un testo di S.Ignazio di Antiochia, cantato dal coro misto e da un coro di voci bianche; un brano a noi particolarmente caro perchè, dietro nostra richiesta, Rota ne aveva approntato una versione per voci pari con accompagnamento di organo che avemmo il piacere e l'onore di dirigere nella Basilica della Quercia (Viterbo), alla presenza dell'autore. Fu proprio in quell'occasione  che Rota ci regalò una copia della riduzione per canto e pianoforte, che conserviamo gelosamente insieme ad altre musiche scritte sempre per noi e destinate alla festa del Papa celebrata nella basilica della Quercia, con la lusinghiera e benevola dedica: ' A Pietro Acquafredda, con l'augurio di sentire questo oratorio diretto da lui. aff.mo Nino Rota'.
Bene, ne parliamo perchè Isotta nel suo articolo pone la questione relativa al genere cui il 'Mysterium' appartiene, propendendo per la cantata piuttosto che per l'oratorio, in ragione del fatto che qui manca una 'historia' come era all'origine di questo genere  in latino. Ci dispiace dissentire dall'illustre collega, ma nella storia dell'oratorio musicale, molto presto la presenza dell'historia  venne meno in favore del testo 'meditativo', se pure su un soggetto che restava sullo sfondo. Lo stesso 'Messia' di Haendel, stante la giustezza del ragionamento di Isotta, non potrebbe essere ritenuto un oratorio, come universalmente si è sempre fatto.
Ma c'è anche un'altra ragione che ci porta a dissentire da Isotta.  Lo spartito regalatoci da Rota, innanzitutto riporta il titolo originale del lavoro, che è 'Mysterium Catholicum', solo successivamente abbreviato in 'Mysterium', sotto il quale viene speicficato ' Oratorio per quattro voci soliste, coro e orchestra'. Dunque la questione è risolta,  almeno dalla parte dell'autore.
 C'è,poi, una minuscola  inesattezza nella quale Isotta incorre, laddove cita l'indirizzo romano del Maestro che lui indica in Via delle Coppelle, mentre era 'Piazza delle Coppelle', dove lo incontrammo anche in occasione di una intervista le cui peripezie una volta racconteremo.
 A proposito dell'Oratorio, devo anche rivelare un particolare. Ne parlai sia a Muti che a Pappano, non contemporaneamente, perchè  è difficile vederli insieme, alla vigilia delle celebrazioni del centenario della nascita di Rota. Ad ambedue   dicemmo della bellezza e profondità del 'Mysterium', sperando di convincerli ad eseguirlo e magari a farne una nuova registrazione discografica, visto che quella di Renzi di ormai mezzo secolo fa ...mostra i segni dell'età. Muti, allievo di Rota ci disse che non lo conosceva; e Pappano che lo avrebbe letto. Ad oggi nè l'uno  - e ci dispiace per Muti - nè l'altro - a digiuno della produzione del Rota non cinematografico - hanno accettato quel nostro suggerimento, dopo che  inviammo, ci sembra ad ambedue, copia dello spartito in nostro possesso.
P.S. Sfogliamo il recente catalogo critico delle composizioni di Rota e scopriamo che in detto catalogo, il Mysterium  appare con il titolo corretto, al quale è stato tolto l'aggettivo Catholicum, e con il sottotilo di 'cantata'. Il mysterium continua.

domenica 15 settembre 2013

Professoressa Cattaneo, chiedo la sua mano

Cara professoressa, ieri sera l'ho vista ed ascoltata in tv dalla Lilli. Lei mi piace. E' bella, è semplice, è coinvolgente, è schicchissima, ha classe da vendere, ed è intelligentissima ( per questo, le confesso, un pò mi mette soggezione, ma l'intelligenza non posso comprarla, ho quella che ho, e mi accontento del poco che mi è stata donato!), di quella intelligenza che non le fa mai dire una cosa sopra le righe e men che meno lontana dal suo pensiero e dalle sue convinzioni verificate  tra gli alambicchi, giorno dopo giorno,da trent'anni in qua. Perchè - ha spiegato - uno scienziato non può mai bluffare, deve stare ai risultati della sua ricerca, e quando si accorge che ha sbagliato strada, deve ammetterlo- come nella vita dovrebbe fare qualunque persona - e ricominciare con un'altra ipotesi, senza vergognarsi. Lei è bellissima, gliel'ho detto e ripeto, è elegante. E' una qualità che ho sempre cercato, come premessa, nelle persone che mi affascinano. Mi dirà: come, con tutte le donne che ci sono al mondo, proprio me....Sì, perchè ne vedo tante e tante ancora ne ho visto nella mia vita, ma come Lei raramente. Non  mi interessano, anzi mi fanno una certa repulsione le donne gonfiate e camuffate, del tipo pitonessa  maculata, volgari, con la loro mercanzia sempre in mostra - mercanzia che oggi, basta un semplice ritocco, e molte possono acquistare; quelle che ogni volta che aprono bocca è come se  facessero partire un registratore dove tutte le risposte sono state preregistrate, a seconda delle domande. Non sopporto quelle griffate dalla testa ai piedi e - presumo - anche dove l'occhio nudo non arriva a vedere. Non mi interessano, non mi piacciono quelle che brillano per cafonaggine: insediate su una poltrona, per volere del padrone, pensano di essere diventate delle 'signore'. Fanno pena, mi dispiace dirlo, ma è così. Non mi piacciono le cretine, per quel poco che  posso capire, perchè  non sono un genio - in questo, forse solo in questo fra persone di sesso diverso c'è una bella lotta, perchè il mondo che è certo fatto anche di persone oneste, è pieno zeppo di gente cretina, od inutile e dannose per l'umanità, salvo che per le loro braccia. Non mi piacciono le donne banali. sempre le stesse cose, senza mai nessun interesse, nessun obiettivo come traguardo: che ci faccio con quelle? Le chiedo di andare a far la spesa in un altro continente, le imbarco su un volo transoceanico, e non le non rivedo più, fino a quando la morte non ci separi? Non mi piacciono le 'serve' di chicchessia ed a qualunque livello? Non so, ha presente una parlamentare ben equipaggiata, volgarissima, che fa la 'femme de chambre' di un noto politico? Non nomino il politico perchè siamo alla vigilia di un importante referendum parlamentare che lo riguarda e quindi osservo il silenzio preelettorale. Ma come può attrarmi  una donna, che siede in parlamento per rappresentare il popolo (veramente non rappresenta nessun altro che il suo padrone, del quale si dichiara apertamente e senza vergogna sua schiava) ed invece  fa la 'cameriera' del suo capopartito il quale l'ha scelta , oltre che per la devozione, per altri requisiti 'sottointellettuali', ben evidenti e in mostra permenente, che il suo padrone apprezza tantissimo?
Non prenda questa mia dichiarazione d'amore e volontà di sposarla, eventualmente, come uno stalking, via internet. Se anche non volesse accettare una relazione, sappia che io l'avrò sempre nel mio cuore e  nei miei pensieri.
suo devotissimo, cara bellissima professoressa, senatrice Cattaneo, pietro acquafredda

domenica 23 giugno 2013

La sedia vuota


                                                                             

Cosa avrà pensato, e cosa avrebbe voluto dirgli, Benedetto XVI, a Papa Francesco, quando  assistendo al concerto televisivo dell’Orchestra nazionale della Rai,  dalla grande sala Paolo VI in Vaticano, in occasione dell’Anno della Fede, ha notato che la bianca poltrona del pontefice era vuota? Un malore, un impegno pastorale improvviso ma improcrastinabile del suo successore? Si sarà forse preoccupato, perché non ci è dato sapere se il giovane monsignore, un tempo suo segretario particolare, presente al concerto,  informato in tempo dell’assenza del pontefice, l’abbia avvertito. Certo è che questa sua mossa plateale ha sorpreso molti, e non allo stesso modo di altre sue inconsuete ma condivise uscite dei primi mesi di pontificato. Il gesto non poteva non suscitare congetture e riflessioni. Papa Francesco, in procinto di far esplodere un’autentica bomba sulla curia romana e sullo Ior, ha scelto di tenersi lontano dalla partecipazione ad un concerto che sarebbe suonata troppo distensiva, nel clima infuocato della vigilia? E, proprio in vista di tali storici cambiamenti, Papa Francesco avrebbe preferito incontrare, nel corso del pomeriggio, vescovi e consiglieri. Una visita, improvvisa, in clinica ad un cardinale ammalato, per recargli conforto? Nulla di tutto questo. E il breve saluto rivolto a suo nome da mons. Fisichella non fugava la ragione vera di tale scelta.  Papa Francesco ha voluto mandare pubblicamente e platealmente un altro segno del nuovo corso della Chiesa, ammesso che lo sia: i concerti sono per i principi, ed io non sono un principe del Rinascimento. Papa Francesco, dunque, con questo gesto, avrebbe messo fra parentesi l’intero pontificato di Papa Ratzinger che, almeno a parole tanti sforzi ha compiuto per riconciliare fede ed arte, ponendosi sulla stessa linea di Papa Wojtyla, rozzo -  è risaputo - in fatto di sensibilità artistica. Vien fatto di chiedersi se Papa Francesco, fin dagli anni di formazione, sia stato indifferente, o sordo nei confronti della musica. Se abbia, qualche volta, compreso la profondità e sublimità della preghiera cantata, anche solo nel solenne ed ascetico gregoriano. Se la musica come la poesia e l’arte abbiano mai costituito nutrimento del suo spirito, o se gli sia bastato nutrirsi esclusivamente di Vangelo e di vita cristiana vissuta. Se avesse anteposto il Vangelo alla Musica, nulla avremmo da rimproverare ad un uomo di chiesa.  Ma se la musica e l’arte Jose Maria Bergoglio le abbia sempre considerate passatempi improduttivi ed anche inutili, allora ne saremmo offesi. E, anche cristianamente, non riusciremmo a perdonargli di  non sfogliare un libro di poesia  o di letteratura, o di  non ascoltare  musica per arricchire la sua mente e la sua persona. Come avrebbe fatto ascoltando attentamente la lezione di Beethoven, senza per questo essere considerato un principe rinascimentale. Se gli avessero fatto ascoltare la ‘Messa solenne’ di Beethoven, avrebbe scelto di partecipare al concerto? Ma  la Nona e la Messa non sono tanto diverse. Se, in futuro, andasse a vedere una partita di pallone, vista la sua dichiarata passione per il calcio, parallela alla sua insensibilità per la musica - e  non è detto che non lo faccia - mons. Fisichella’, in suo nome,  lo spiegherebbe con “l’andare verso il popolo” (di Dio)?

Pietro Acquafredda