Visualizzazione post con etichetta afam. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta afam. Mostra tutti i post

martedì 14 aprile 2015

I direttori dei conservatori selezionatori dei nuovi docenti? Dio ci scampi e liberi! In margine ad una lettera di Sara Zurletti a Repubblica

Sara Zurletti, figlia del nostro collega Michelangelo, brillante studiosa di 'estetica' - non 'estetista', lo precisiamo per quell'unico direttore di conservatorio, in Italia, che eventualmente dimentica la differenza, pur conoscendola - e insegnante precaria. La quale, in tale condizione, che in famiglia non si conosceva, perchè sia suo padre che sua madre, ora in pensione, insegnavano, di ruolo, dall'eternità, inorridisce, a ragione, all'idea che a scegliere i prossimi docenti di conservatorio, fra i precari, in tale condizione anche se aventi diritto a seguito di abilitazioni ed  altro - siano i direttori. Chi conosce l'ambiente sa di cosa la giovane Zurletti parla. E ne scrive al giornale che fu di suo padre. Condividiamo in pieno le sue lamentele e i suoi timori.
 A noi è stata raccontata , a proposito, una storia che ci piace  ripetervi, perchè fa al caso anche della giovane Zurletti.
  Ci hanno raccontato che un insegnante, ormai alla fine della carriera in Conservatorio perchè prossimo alla pensione, un  giorno ebbe a dire con lettera personale  indirizzata al candidato-direttore dell'istituzione quel che pensava di lui. E non si trattava di denigrazione. Di lui pensava, gli scrisse, che fosse un perfetto idiota, per giunta con l'aggravante dell'ignorante totale. E che perciò era l'ultima persona che aveva da candidarsi alla direzione di un istituto e che lui, per quel che lo riguardava, non lo avrebbe votato. Per fare un favore all'istituzione.
 Il candidato-direttore - la Zurletti non era a conoscenza di tale storia, ma ha visto giusto, perchè di casi analoghi è pieno il settore AFAM, il settore dell'Istruzione artistica - venne ovviamente eletto direttore, quasi a grande maggioranza, da un gregge di insegnanti pronti a difendere le proprie piccole parrocchiette privilegiate e a non voler noie con il nuovo arrivato che, in fatto di ignoranza se la batteva con molti di loro. Il quale, una volta eletto, per  ringraziarli ed ingraziarseli ancora, anche in previsione della successiva riconferma, distribuì elemosine a tutti,  facendo fare a buona parte del corpo docente corsetti e seminariucci inutili e costosi.
Non finisce qui, perchè l'interessato ci ha anche raccontato quale sorte toccò a quell'insegnate che aveva osato gridare in faccia al candidato direttore quanto idiota ed ignorante egli fosse.
 Per i giorni, pochissimi, che quell'insegnante restò in Conservatorio, l'idiota ed ignorante  direttore, le tentò tutte. Naturalmente l'insegnante tirò dritto per la sua strada. Non contento l'idiota ed ignorante promosse azioni di vera e propria denigrazione e delegittimazione nei confronti di quell'unico insegnante che aveva osato dirgli  le cose in faccia. La storia ebbe anche un seguito,che però l'interessato non ci ha raccontato.
 Ora che abbiamo i capelli bianchi e che abbiamo insegnato per tanti anni, possiamo testimoniare davanti a Dio e davanti agli uomini, che di ignoranti ne abbiamo incontrati moltissimi, senz'altro in  numero maggiore dei competenti, che forse sono in media 4 o 5 su 100, fra gli insegnanti e gli stessi direttori. Abbiamo incontrato anche psicopatici, fra insegnanti e direttori pure, e persone  psichicamente molto turbate, tanto che in taluni consessi dei docenti, scherzando ma non troppo,  facemmo presente la necessità di avere in conservatorio un presidio psichiatrico, che avrebbe avuto molti clienti, quasi esclusivamente fra gli insegnanti, e qualcuno appena fra gli allievi.
 La nostra convinzione scaturisce anche dal fatto che, oltre che nelle sedi dei conservatori, le nostre varie esperienze di riviste di musica ci hanno offerto un quadro della quasi inutilità del nostro lavoro, se pensato e diretto a tutti coloro che insegnano nei Conservatori. Forse le tante riviste che abbiamo fatto le leggevano soprattutto gli amanti della musica, e nei conservatori, più gli allievi che i loro insegnanti, che non solo non leggevano le riviste, ma non leggevano neanche un libro e neppure un giornale. E che continuano a non leggere per un patto stretto con l'istituzione al momento della nomina in ruolo. Chi non  è convinto,  ascolti un direttore di conservatorio, o un insegnante od anche un preside qualunque, si renderà conto di persona che non conosce neanche l'italiano, come non lo conoscono neanche al Ministero dell'Istruzione o dell'Università, a giudicare dai loro illeggibili decreti.
 Alla giovane competente precaria Zurletti , consigliamo di non  smettere di lottare, di denunciare, ma  nello stesso tempo di non sperare che le cose cambieranno presto. Certamente non prima che ci sia una morìa - non reale - degli attuali insegnanti di tutti i conservatori italiani.

P.S. Possiamo aggiungere che  quasi nessuno degli attuali insegnanti di Conservatorio (vale anche per i direttori) ha mai esercitato la professione musicale che  presume di insegnare ai propri allievi;  e che l'insegnamento nella loro carriera non è scaturito da una scelta, ma da un ripiego necessario: non potendo fare il musicista  ha provato a fare l'insegnante di musica; con il vantaggio che nessuno lo fischierà, come sarebbe accaduto in una qualunque sala da concerto, anche la più piccola, sperduta e squalificata.

martedì 6 gennaio 2015

ANCORA SULL'ACCADEMIA DI DANZA DI ROMA.Stefania Giannini, ministro 'cuor di leone'.

Giannini ed il direttore generale dell'AFAM, Mancini, decidono di non decidere sull'Accademia Nazionale di Danza di Roma, confermando l'idea di 'coraggiosi' che si aveva dei due nel mondo scolastico.
Mentre a Palazzo Chigi, in riunione con Renzi, la Giannini discute dei massimi sistemi scolastici, annunciando una riforma di portata epocale, quando si tratta di assumere decisioni in linea con tanto coraggio teorico, la Giannini, stremata per lo sforzo del lavoro sulla riforma, decide di non decidere. Nella  penosa vicenda, da noi già segnalata su questo blog, relativa all'Accademia di Danza - dove l'elezione, a larghissima maggioranza, a direttore del commissario m. Bruno Carioti,  è stata contestata da un insegnante dell'Accademia, votato da pochi intimi, che ricorre al TAR , il quale deciderà non prima di aprile -   il ministro Giannini, invece che confermare, vista l'ottima  gestione del 2014, a commissario il m. Carioti, in attesa che il TAR decida sul ricorso, per non scontentare Forza Italia che, evidentemente,  ha appetiti sull'Accademia di Danza anzi sulla Fondazione, la cassaforte che fa gola ai politici che  vorrebbero invece farci credere che sono interessati alle sorti della formazione dei ballerini in Italia, pur essa da ricommissariare,  lo mette da parte in attesa di conferirgli un nuovo incarico magari al Ministero, e nomina commissario la prof. Cassese, fino a luglio prossimo ( una durata anomala, di soli sei mesi, forse perchè anche il ministro crede che Carioti dovrà essere nominato direttore, perchè eletto regolarmente dalla stragrande maggioranza degli insegnanti), la commissaria dell'Accademia di Belle Arti dell'Aquila.
Ora anche la Giannini dovrebbe capire che se  qualcuno ha osato contestare la nomina di Carioti, perchè estraneo al mondo della danza, ma comunque attivo in quello contiguo della musica,  e che comunque ha fatto tornare alla normalità della sua attività di formazione l'Accademia, che senso ha mettere a capo, seppure per un semestre, dell'Accademia di danza in continua ebollizione a causa di tali vicende,  un commissario che ha retto una Accademia di Belle Arti che  dista dal mondo della danza quanto la terra dalla luna?
Ma forse  questo la Giannini non lo capisce,  come non lo capisce neppure il suo direttore generale AFAM, Mancini, anch'egli imprestato dall'Università e dunque ancor più estraneo al mondo dell'Istruzione artistica, la cosiddetta AFAM, della quale è stato messo a capo non si sa per quali competenze o meriti, oltre quelli politici.
 E così mentre si discute della riforma della scuola, definita da Renzi 'epocale', l'Accademia di Danza per l'irresponsabilità del Ministero, rischia di andare a rotoli.

sabato 6 dicembre 2014

L'Accademia di danza di Roma nel pallone. E Giannini, il ministro, che fa?

La storia è nota. Dopo l'uscita di scena di Margherita Parrilla, direttrice per qualche secolo dell'Accademia romana, a seguito di irregolarità riscontrate, il Ministero ha nominato Bruno Carioti, già direttore del Conservatorio dell'Aquila e presidente della Conferenza dei direttori dei Conservatori, commissario dell'Accademia.  Carioti ha lavorato bene per un anno riportando la normalità in Accademia.
 Al termine dell'anno da commissario, viene sollecitato dal ministero ad indire le elezioni per il nuovo direttore. Carioti stila un regolamento, giacché non ne esisteva uno;  si fanno le elezioni ed egli, a seguito ed in virtù della  sua gestione da tutti apprezzata, viene eletto a larghissima maggioranza direttore dell'Accademia.
  La legge vuole che il Ministro prenda atto dei  risultati dell'elezione e ratifichi la nomina. In questo caso non è accaduto, perchè un professore battuto sonoramente, ma di professione ballerino, ha contestato quella elezione, avanzando che Carioti non è un ballerino nè un coreografo, dunque non può dirigere l'Accademia di Danza. E non contento della contestazione ha fatto ricorso al TAR, opponendo la medesima motivazione. Il TAR che naturalmente non ha un molto da fare, ha accettato il ricorso ed ha fissato l'udienza al prossimo 4 aprile, cioè fra cinque mesi. Nel frattempo?
 Nel frattempo  Carioti non è più commissario, essendo scaduto l'anno del commissariamento, ma non è ancora, dal punto di vista formale, direttore, perchè il Ministro ha preso in considerazione il ricorso del ballerino contestatore, per quel cavillo, e ha bloccato la nomina. Dunque, ad oggi, sebbene eletto a stragrande maggioranza, Carioti non è ancora direttore e l'Accademia non ha più il commissario e non ancora il direttore. Che fa allora l'Accademia da qui ad aprile? Ecco dove il ministro dorme.
 L'Accademia, a stragrande maggioranza, le chiede di intervenire per  risolvere questa anacronistica situazione, perché non può restare senza guida ancora per cinque mesi.
Perché il ministro o il capo dipartimento dell'AFAM, attraverso decreto, non chiariscono che la contestazione del ballerino non eletto non ha senso? E che la funzione di dirigente di una Accademia di danza può essere ricoperta onorevolmente ed efficacemente anche da un musicista, come del resto , meritoriamente, ha fatto Carioti in quest'anno di commissariamento e che non si può pensare che i ballerini devono essere amministrati  soltanto da ballerini, i musicisti  solo da musicisti, i politici da ladri a maneggioni, pardon, c'è sfuggito, come molti casi stanno dimostrando che accade?
 Per ora anche il Ministero, come il TAR, se la prende comoda.

giovedì 23 ottobre 2014

Bruno Carioti direttore Accademia Nazionale di Danza

Bruno Carioti già commissario dell'Accademia Nazionale di Danza, unico in Italia in tale settore e di rinomanza internazionale, è stato eletto direttore della stessa Accademia a larghissima maggioranza. Inviato dal Ministero dopo l'uscita di scena tumultuosa dell'ex direttrice Margherita Parrilla, sul cui operato  vennero segnalate molte ombre, alla scadenza del suo mandato annuale di Commissario- durante il quale sembra sia riuscito a risistemare l'Accademia che era in preda a profonde di crisi e on solo di nervi - viene eletto direttore, quasi per acclamazione, ottenendo 61 voti su 82. Dunque  3/4 degli aventi diritto al voto lo hanno scelto come direttore.
Naturalmente, qualcuno che si era candidato e che è stato bocciato clamorosamente dal voto dei colleghi, si  è risentito ed minaccia ricorso, con la seguente motivazione speciosa ed irragionevole: Carioti è un musicista, non è un coreografo, e dunque non può dirigere una Accademia di danza, come aveva, giustamente, diretto per un lungo periodo il Conservatorio dell'Aquila e presieduto la Conferenza dei direttori dei Conservatori italiani durante  tutto il periodo della sua direzione aquilana, dimostrando capacità manageriale e di coordinamento,  e di fatto eletto a consigliere privilegiato del Ministero e del direttore generale dell'AFAM del periodo Bruno  Civello, da poco sostituito, per sopraggiunti limiti di età. Il quale direttore, da non dimenticare,  guidando il Conservatorio aquilano anche nel difficilissimo periodo post terremoto, quando il Conservatorio non aveva più una sede e rischiava di scomparire, è riuscito ad ottenere - unica istituzione scolastica aquilana - una nuova sede per il Conservatorio, costruita in due mesi esatti, che, per quanto provvisoria, è stata finora la sede più idonea fra quelle che hanno in passato, per 40 anni, ospitato il Conservatorio Casella.
 Il ricorso del coreografo che ambiva a diventare direttore dell'Accademia si baserebbe sull'antico  desueto principio ' femmine con le femmine, maschi con i maschi, direttori italiani dirigono la musica italiana, quelli tedeschi la musica tedesca; chi non è coreografo o ballerino, ma semplice musicista - come se la musica e la danza fossero territori lontanissimi ecc... - non può dirigere un istituto di danza...
 Al quale ricorso gli stessi insegnanti dell'Accademia  hanno già risposto con la votazione appena eseguita che pur riguardando il futuro non è che la promozione a pieni voti della gestione commissariale dell'Accademia, in un periodo di gravissime tensioni.

lunedì 27 gennaio 2014

Anche la guardia di finanza denuncia, mentre il governo fa orecchie da mercante

 Un problema che ci sta particolarmante a cuore  per il quale una possibile soluzione non si intravede neanche in fondo al tunnel delle cose irrisolte italiane, è quello del doppio o triplo impiego di  pubblici dipendenti - del  caso Mastrapasqua non non serve occuparci, lui è al di là di ogni immaginazione, sovroccupato! -  nel nostro caso di insegnanti nei Conservatori, classe alla quale fino a due mesi fa appartenevamo anche noi, che svolgono parallelamente  attività di direzione artistica o amministrativa di società ed istituzione private, finanziate anche con soldi pubblici.
La Guardia di Finanza ha denunciato, nel suo rapporto annuale, oltre mille casi di dipendenti pubblici, ad ogni livello, impegnati - contra legem - in  incarichi fuori della pubblica amministrazione, per i quali naturalmente ricevono compensi, con grave danno per lo Stato.
 Nel numero di novembre di Music@ ( si consulta su :www.consaq.it) avevamo già sottoposto all'attenzione dei lettori il caso di numerosi insegnanti di conservatorio italiani che svolgono anche altre mansioni. E l'avevamo fatto perché nel caso particolare di un insegnante del Conservatorio dell'Aquila, il tribunale aveva sentenziato che tale secondo incarico era incompatibile e perciò lo  ha condannato a restituire allo Stato i compensi 'privati' ricevuti. Anche in quel caso la Guardia di Finanza aveva  detto che l'incarico di direttore artistico in un teatro abruzzese era incompatibile con quello di insegnante nel Conservatorio aquilano, il quale  ha iscritto nella sua relazione di previsione del bilancio 2014 le somme da restituire da parte del dipendente illegalmente impiegato fuori dal Conservatorio, come stabilito da tribunale e guardia di finanza.
 Forti di queste sentenze, alla fine di ottobre, prima di decadere dal nostro incarico di dipendente pubblico, avevamo scritto alla direzione del Conservatorio dell'Aquila per investirla del caso di alcuni insegnanti aquilani impegnati in incarichi  non consentiti dalla legge. Non sappiamo quale esito abbia avuto quella nostra lettera ufficiale protocollata. Fino ad oggi i direttori del conservatori come anche il ministero hanno fatto finta di non sapere, oggi possono continuare in questa logica da struzzo, sapendo che la legge impone loro di sapere, anche informandosi direttamente in assenza di sollecitazione diretta,  di vigilare e di intervenire secondo la disciplina che regola lo status giuridico di dipendente pubblico?
 Ora invieremo analoga richiesta al ministro Carrozza ed al Capo dipartimeno AFAM, sperando di  non trovarli ancora una volta distratti perchè impegnati nello studio di altre faccende meno rognose.