giovedì 18 settembre 2025

L'EXPRESS. Ritratto della 'donna forte dell'Europa' ( da Il Giornale, di Francesca Galici). Nostro commento

 "Giorgia Meloni sarà isolata in Europa". Era una delle speranze, delle fantasie della sinistra prima in campagna elettorale nel 2022 e poi, ciclicamente, lo è stata in questi 3 anni di governo ma senza una reale base di verità, perché fin dal suo insediamento a Palazzo Chigi, Meloni è stata capace di andare in Europa e prendersela sulle spalle, senza imporre le sue idee ma dimostrando che erano quelle migliori. Ma mentre in Patria la sinistra cerca in tutti i modi di boicottarla, al di là dei confini la sua leadership non è solo conclamata ma anche acclamata. L'ultimo in ordine di tempo a dedicare a Meloni un editoriale è stato il francese L'Express, a firma di Eric Chol, che già nel sottotitolo scrive del presidente del Consiglio italiano: "Impigliata in un vicolo cieco di bilancio, la Francia dovrebbe ispirarsi all'esempio italiano, efficace e rassicurante".

L'Express

Il settimanale, che è noto per essere un faro del liberalismo economico francese, smonta dall'inizio tutti i costrutti contro Meloni: "Le malelingue assicurano che sia stata fortunata. Che i suoi predecessori avevano già ampiamente iniziato il lavoro di risanamento dei conti pubblici. Che la presidente del consiglio italiano può dire grazie all'Europa, che concede al suo paese una manna finanziaria non trascurabile per modernizzare le sue infrastrutture. Che finora si è guardata bene dall'affrontare le riforme strutturali". Ma, è la confutazione del giornalista, "tutti questi lati negativi non tolgono nulla alle prodezze di bilancio del nostro vicino italiano, a lungo considerato il grande malato dell'Europa. Non solo l'Italia è riuscita a liberarsi di questa immagine", ma "ha anche ristabilito la fiducia degli investitori. Non è un caso che Giorgia Meloni, percepita ieri come l'incarnazione del pericolo populista, sia stata designata nel dicembre 2024 come 'la personalità più potente d'Europa' da Politico".

L'Express cita anche il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, che nel 2024 eletto "ministro delle Finanze dell'anno" dalla rivista britannica "The Banker". Sui numeri, è la riflessione di Chol, "il bilancio del governo Meloni è scintillante, al punto da suscitare gelosie". Ed elenca anche perché ci sono queste gelosie, a partire dal deficit pubblico dimezzato in un anno, che "sfiora quasi la soglia del 3% del PIL, un obiettivo che la Francia non smette di rimandare a un futuro sempre più lontano". Il debito, resta alto, sottolinea L'Express, ma è diminuito "di 20 punti dall'arrivo di Meloni a Palazzo Chigi".

E poi, sottolinea Chol, "l'Italia è l'unico paese del G7 ad aver incassato nel 2024 un surplus primario del bilancio", che simboleggia "una gestione rigorosa del denaro pubblico". E proposito di debito, spiega ancora L'Express, "in valore assoluto non occupa più il primo posto sul podio dell'Unione europea, lasciata alla Francia con il suo fardello di 3.345 miliardi di euro di debito". La ricetta italia, scrive Chol, "sembra facile", ma implicitamente non lo è, e prevede "pragmatismo, un po' di umiltà e soprattutto una buona dose di rigore". A fronte di questo ritratto tratteggiato da L'Express, non poteva esserci un titolo più adeguato per la copertina del francese: "Giorgia Meloni, la donna forte d'Europa".


COMMENTO

 Prima  Time, ora L'Express, tutti applaudono la premier italiana, prima donna a salire a Palazzo Chigi, che si sta rivelando una vera sorpresa positiva, dopo i timori e le critiche preventive della vigilia del suo mandato.

 I due noti settimanali  insistono sull'avviato risanamento di bilancio, sul calo dello spread, sulla fiducia degli investitori, sul calo della disoccupazione. Sono criteri sufficienti per giudicare il buongoverno di un paese?

 Per noi no, assolutamente no. Perchè se si ava a vedere  la situazione reale dell'Italia, quella cioè vissuta sulla pelle da ciascun cittadino, non privilegiato, è quella di prima: servizio sanitario pubblico mai riformato e con le solite manchevolezze gravi; scuola  mai presa in seria considerazione anche a partire della 'sanificazione immobiliare', i giovani formati nelle nostre università, solitamente i migliori, costretti ad emigrare per trovare un soddisfacente lavoro  ben retribuito, stipendi bassi da oltre 20 anni, pensioni altrettanto al palo, anziani costretti a non curarsi per mancanza di soldi, posti di lavoro malpagati, e numero dei poveri già alto ed in aumento.

 Tutto questo per Time come per L'Express evidentemente non entra nel computo del buongoverno del Paese. ( Pietro Acquafredda)

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