La brezza di pace – che spirava in Alaska a fine estate – sfuma, l'autunno si apre in modo esplosivo e l'arrivo dell'inverno preoccupa. Il conflitto in Ucraina, almeno per ora, non si ferma. Vladimir «Putin mi ha davvero deluso» ma voglio evitare «la terza guerra mondiale», dice Donald Trump dopo l'incontro con Keir Starmer.
Il presidente russo, invece, quantifica per la prima volta i militari dispiegati sul fronte contro Kiev, annunciando che sono «oltre 700mila». E per fare sintesi e far arretrare il Cremlino venerdì 19 settembre 2025 si tiene a Bruxelles un vertice su nuove e imminenti sanzioni a Mosca.
La minaccia di Vladimir Putin. Gli alleati "insospettabili" di Mosca
Putin avverte il mondo. «Abbiamo oltre 700mila uomini schierati sul fronte in Ucraina». Mosca si dice, però, disponibile a compromessi purché i suoi interessi vengano garantiti. Di fatto, però, nemmeno il 2025 sarà l'anno della pace. L'attenzione si sposta al 2026, con l'Occidente e la Russia (spalleggiata da Cina, Iran, Nord Corea e, per certi versi, una molto ambigua India) sempre più impegnati in una gara contro il tempo.
L'Ucraina, intanto, tiene duro e non molla. «Stiamo difendendo le nostre posizioni e il nostro territorio. Stiamo mandando all'aria tutti i piani della Russia, i piani per distruggere il nostro Stato», risponde Volodymyr Zelensky.
La delusione di Trump
Il leader del Cremlino «mi ha davvero deluso», avverte Trump accreditandosi, però, il merito di aver fermato «sette conflitti insolubili», non senza ammettere d'aver fallito su quello che gli sembrava «il più facile» da affrontare date le sue «relazioni col presidente Putin». Parole su cui Starmer – promotore della Coalizione dei Volenterosi europei pro Kiev – prova a far leva invocando «pressioni extra» sullo zar, anche e soprattutto da parte americana. Senza però far breccia, visto che l'uomo della Casa Bianca si limita a evocare la speranza di «qualche buona notizia» nei prossimi giorni.
L'arma segreta dell'Occidente
L'Occidente ha, però, una strategia che porta avanti con convinzione: quella di mettere in ginocchio il Cremlino con l'arma dell'economia. «Se i prezzi del greggio calano, Putin dovrà fermarsi», sostiene il presidente Usa.
A Bruxelles venerdì 19 settembre 2025 c'è un Coreper straordinario – il Comitato dei rappresentanti permanenti presso l'Ue – dedicato alle sanzioni, poiché il 19esimo pacchetto elaborato dalla Commissione pare ormai in dirittura d'arrivo. È questa, quindi, l'arma segreta di Stati Uniti e Unione Europea. Tutti i leader occidentali, infatti, credono che sia questo l'unico modo per porre fine a un conflitto che minaccia di estendersi a macchia d'olio.
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