Durante la conferenza stampa su Mest3Land il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, ieri ha contestato con una certa veemenza il cronista del Gazzettino e poi tutti i giornalisti presenti. Ad innescare la reazione del sindaco è stata una domanda, rimasta peraltro senza risposta, sul destino del Laguna Palace. “Siete la zavorra della città”, “è da questa estate che ci attaccate”, “date voce alle lettere anonime”, sono alcune delle espressioni usate dal sindaco. Ora, le intemperanze caratteriali degli amministratori non ci sorprendono né ci spaventano. Soprattutto a Venezia, e non da oggi, ci siamo abituati. Ci piace meno l’idea che si intravedano complotti e strategie dietro il nostro lavoro e si metta in dubbio la nostra correttezza. Che Mestre sia una città migliorata sotto molti aspetti è indiscutibile, che presenti ancora numerosi problemi lo è altrettanto. Compito della stampa, anche nell’interesse di chi amministra, è di farli emergere, di raccogliere le segnalazioni, di approfondirle e di verificarle. Non di coprirle o di nasconderle. Questo giornale non lo ha mai fatto e non lo farà. Nel rispetto dei ruoli ma anche nella consapevolezza che tutti possono sbagliare. Sindaci compresi.
Il Sindacato dei giornalisti del Veneto
Il Sindacato giornalisti del Veneto giudica quella del primo cittadino lagunare «una condotta inaccettabile, sconcertante». «Brugnaro all'apice di una intemerata protrattasi per circa una quarantina di minuti - riferisce il sindacato - avrebbe rivolto parole poco apprezzabili prima al cronista de Il Gazzettino e poi alla giornalista de La Nuova Venezia che era intervenuta per difendere il collega, stigmatizzando il comportamento fuori luogo del sindaco».
«Non una parola dal giornalista che stava moderando la conferenza stampa, né dai giornalisti dello staff del sindaco, - rileva il Sindacato giornalisti del Veneto - se non in nome del dovere di colleganza come sancito dalla carta deontologica dell'Ordine, almeno per riportare a più miti consigli il sindaco. Per di più qualcuno dell'entourage di Brugnaro nei corridoi - conclude il sindacato - si è anche lasciato andare ad affermazioni del tipo 'colpirne uno per educarne cento'. Ogni commento è superfluo».
L'Ordine dei giornalisti
«Assistiamo di frequente agli attacchi a testa bassa del presidente degli Stati Uniti Trump contro giornalisti che osano porre domande a lui non gradite. Forse il sindaco di Venezia, Brugnaro, vorrebbe essere un novello Trump e non lesina offese gratuite ai cronisti che svolgono il loro lavoro. L'ultima contro un collega e una collega, uno del Gazzettino e l'altra della Nuova Venezia. Sono attacchi inaccettabili, il sindaco se ne faccia una ragione: la libertà di stampa non è solo uno slogan da declamare, è una funzione da garantire sempre e ovunque, anche se sgradita al potente di turno». Così in una nota il presidente nazionale dell'Ordine dei giornalisti, Carlo Bartoli, e il presidente dell'Ordine del Veneto, Andrea Buoso.

Nessun commento:
Posta un commento