Dai e dai la corda poi si spezza. Sigfrido Ranucci, anima di "Report" l'unico programma Rai d'inchiesta puro e uno dei pochi sopravvissuti agli addii, sta accarezzando l'idea di andare via da viale Mazzini per approdare lì dove tanti suoi colleghi hanno trovato ricetto, La7.
Tutto è ancora in divenire, ma le premesse ci sono tutte. Ranucci non può parlare per evitare il secondo monito disciplinare visto che il promo gli era arrivato proprio per aver espresso in altra sede il suo parere. È certo comunque l'incontro con Urbano Cairo patron dell'emittente, che ci sarà a fine mese.
L’offerta di Cairo
Tutto nasce dall'offerta editoriale fatta proprio da Cairo a Ranucci dopo il successo di un instant book realizzato proprio dal giornalista. In ballo ci dovrebbe essere molto più di un trasloco di Report e della squadra in altra emittente. Si parla di un progetto factory che prevede varie collocazioni tra editoria e televisione. Ambizioso intento che per vedere la luce ha bisogno di tempo, oltretutto Ranucci non abbandonerebbe mai l'Azienda a stagione appena iniziata, senza contare che nel pacchetto vanno considerati tutti quelli che per Report lavorano. Lavora a favore il clima a cui Ranucci é sottoposto quotidianamente. Il giornalista non ce la fa più dell'atmosfera che gli è stata creata attorno. Le persone a lui più vicine parlano di una lotta continua, costantemente in perdita.
I tagli
Tagli al budget, alle puntate, controprogrammazione, spostamenti improvvisi di collocazione, repliche sparite dai radar, nonostante la trasmissione sia una delle poche ad avere ancora un seguito altissimo con ascolti sempre sopra la media. Ciò che appare incredibile è che a decidere tutto questo sia stato proprio chi gestisce i palinsesti, il potente Stefano Coletta che ha lavorato con Ranucci da direttore di Rai3 e con il quale esisteva una consuetudine di lavoro. Più scontata la presa di distanza di Paolo Corsini, direttore dell'Approfondimento, una situazione che Ranucci, nella giornata di presentazione dei Palinsesti a Napoli, inizio luglio, aveva denunciato con una manifestazione davanti ai cancelli della Rai.
Il clima in Azienda è diventato penalizzante per lui è per la sua squadra, dopo che in estate sono state messe in opera delle misure per metterlo in difficoltà nei passaggi burocratici del suo lavoro, fino a giornalisti esterni che hanno lavorato gratis solo grazie al prestigio di Ranucci.
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