Il Partito repubblicano sta prendendo le misure dopo la vittoria. Ci sono due notizie che gettano uno sguardo su quello che si sta muovendo nel GOP: una è l'elezione di un esponente di non stretta osservazione trumpiana al vertice del Senato, John Thune, l'altra è un retroscena di Nbcnews che riporta gli sfoghi del cerchio magico del presidente sul ruolo apicale e trasversale assunto da Elon Musk che è praticamente onnipresente al fianco di Trump.
Trump, il cerchio magico del presidente innervosito dall'onnipresenza di Musk
Gli uomini più vicini al presidente eletto si starebbe innervosendo. Il miliardario tech è sempre a Mar a Lago in questi giorni in cui il tycoon sta approntando la sua nuova amministrazione e questo sta iniziando a logorare la pazienza di alcuni membri del team Trump e pestando i piedi alla squadra ufficiale di transizione.
«Si comporta come se fosse il co-presidente e fa in modo che tutti lo sappiano - spiega una delle fonti - si prende un sacco di merito per la vittoria del presidente, vantandosi dell'America Pac e di X con chiunque lo ascolti. Sta cercando di far sentire il presidente Trump indebitato con lui, ma - aggiunge il fedelissimo del tycoon - il presidente non è indebitato con nessuno». Il fondatore di Tesla e SpaceX, che Trump ieri ha nominato alla guida del Doge, acronimo del Dipartimento per l'efficienza governativa in questi giorni ha partecipato a colloqui riservati di Trump, a cominciare dalla telefonata con Volodymyr Zelensky. Ed oggi era al fianco del presidente eletto durante l'incontro con i repubblicani a Capitol Hill.
Le fonti di Nbcnews rivelano che in questa settimana è stato onnipresente, sempre seduto al fianco di Trump, intervenendo in riunioni e telefonate. Ha «un opinione su tutto, vuole che sembri che la sua parola conti per ogni cosa (anche se non è così)», continuano le fonti ben informate, spiegando che questo lo fa in un modo così assertivo che sta iniziando a dare fastidio a più di uno del cerchio magico di Trump.
Senza contare che, aggiungono, che l'uomo più ricco del mondo abituato a comandare su tutti sembra non capire una regola chiave per funzionare nel 'Trump's world', quella di mantenere un basso profilo per non urtare il notorio carattere esplosivo, e altrettanto egocentrico, del tycoon. Invece il miliardario, che ha investito almeno 152 milioni di dollari per la vittoria di Trump, appare più concentrato a spingere la sua agenda piuttosto che quella di Trump: «nominare persone perché sono leali a Elon non funziona».
Interpellata dall'emittente, la portavoce del transition team, Karoline Leavitt ha detto che «Elon Musk e il presidente Trump sono grandi amici e leader brillanti che lavorano insieme per rendere l'America di nuovo grande. Elon Musk è un leader economico unico della sua generazione - ha aggiunto riferendosi all'incarico che gli è stato affidato - la nostra burocrazia federale certamente avrà benefici dalle sue idee e la sua efficienza».
Ma intanto in Senato, il candidato alla leadership che sosteneva Musk ha perso. John Thune, 63 anni, rappresenta il South Dakota dal 2005. Ha ricevuto 29 voti a favore su 53 al secondo round di votazioni. Si tratta di una sconfitta per Elon Musk e la parte più conservatrice del partito, che aveva appoggiato Rick Scott, senatore della Florida. Thune, vittorioso in un voto a scrutinio segreto, prenderà il posto di Mitch McConnell come leader repubblicano in Senato.
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