In questi giorni sono in molti a lanciare messaggi non cifrati a Renzi, e molti dei messaggi non cifrati, arrivano anche dalle sue stesse trincee.
Ieri, il filosofo Cacciari, di casa dalla Gruber, gli ha consigliato di smettere di gridare al complotto, e di andar dritto per la sua strada. E i cespugli? quelli il primo caldo li brucia. C'è un altro leader nella sinistra, si è chiesto Cacciari, oltre Renzi. Dunque metta nero su bianco un programma e tiri dritto, non stia d inseguire tutti i dissidenti, perchè la fossa se la scaveranno da soli, non possono continuare a vivere, non se li fila nessuno, oltre loro stessi.
Oggi dalle pagine di Repubblica Stefano Folli consiglia a Renzi di un colpo da statista: lasci perdere i complotti, non c'è un complotto dell'intera sinistra contro di lui. Che deve fare allora? Folli lo dice chiaramente: la sinistra, a questo punto più unita dello stesso PD, preferirebbe che Renzi non si candidasse nuovamente a premier (sebbene l'indicazione spetti solo al presidente della Repubblica) e faccia il segretario del più grande partito italiano, come l'hanno votato alle primarie. Di lavoro ne avrebbe, ed il paese gliene sarebbe grato, se poi più in là lo si dovesse richiamare al servizio di premier, si vedrà, ma ora ci rinunci, anche perchè non è detto che Gentiloni , più gradito di renzi in Italia ed anche fuori, non possa essere reincaricato da Mattarella.
Ma ora gli attacchi a Renzi si sono fatti più frequenti, si sono infittiti addirittura, ed anche le sue trincee scalpitano. Perfino 'mezzodisastro' Franceschini - maggior azionista della segreteria e del governo Renzi - ha parlato:qualcosa si è rotto si è chesto? Cosa, pensiamo di potergli rispondere noi, nel nostro piccolo: si sono rotti i CABASISI, secondo la vulgata camilleriana, i nostri, quelli di tutti i cittadini che vedono un governo tirare avanti fra mille difficoltà ma anche insidie continue oltre che ricatti e minacce, non tanto velati, e la bolgia politica discutere di come presentare il conto alle prossime elezioni, per le quali, avendo troppo da fare i fannulloni parlamentari - hanno deciso di rimandare la discussione della legge elettorale, al rientro dalle vacanze, per misurare con il bilancino vantaggi e svantaggi di ogni parola delle legge medesima per questa o quella forza.
E intanto a noi c'hanno rotto i cabasisi, e non sappiamo più come ripararli, tant'è che restiamo chiusi in casa e non andiamo neanche a votare. Come potremmo con i cabasisi rotti?
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giovedì 29 giugno 2017
domenica 10 maggio 2015
Roberto Napoletano corra ai ripari per il 'sole 24 ore'I giornali sono diventati ormai dei supermercati dove si vende di tutto e dove si possono anche anche comprare i giornali.
E' stato De Bortoli o il suo successore Fontana, il primo nel suo discorso dì addio ed il secondo insediandosi, o forse qualcun altro di recente, a dire agli editori di giornali di ripensare profondamente il loro ruolo? Nel senso di far tornare ad essere i giornali solo giornali, mentre invece - anche per effetto della logica che vuole l'IVA dei giornali più bassa - i giornali diventano come delle buste biodegradabili nelle quali infilare giocattoli, pentole, borse, libri , CD, DVD, videocassette.
A questo abbiamo ripensato oggi, recandoci in edicola, come tutti i giorni, per acquistare, come facciamo da almeno trent'anni a questa parte, i nostro soliti tre quotidiani, con l'aggiunta domenicale del 'Sole 24 Ore'. Il quale oggi si vende, in 'vendita abbinata ed obbligatoria con Arte e Letteratura, fino ad esaurimento copie', del volumetto di Camilleri, 'Il medaglione', con il sovrapprezzo di 0,50 centesimi, al prezzo complessivo quindi di Euro 2.50.
Naturalmente non ce l'abbiamo con Camilleri, che è uno scrittore che amiamo ma che non leggiamo abitualmente e che vorremmo leggere solo quando lo decidiamo, avendo tanti altri libri da leggere, nel settore di cui ci occupiamo professionalmente.
Ora, diversamente da noi, tanti e tanti acquistano volentieri il libro di Camilleri, per 0,50 centesimi, mentre noi che abbiamo una libreria domestica ormai traboccante di qualche migliaio di volumi, dei quali parecchi abbiamo acquistato nel corso degli anni, ma in parte non abbiamo ancora letto, non desideriamo acquistare ancora altri libri, se non quelli direttamente e strettamente indispensabili per il nostro lavoro.
Per questa ragione, solo per questa, non vogliamo essere obbligati ad acquistare oltre il giornale anche il libro; altrimenti potremmo essere tentati di non acquistare più la domenica, neanche 'Il Sole 24 ore', tanto sopravviveremmo anche senza la sua lettura.
Roberto Napoletano, il direttore, cerchi di capire.
A questo abbiamo ripensato oggi, recandoci in edicola, come tutti i giorni, per acquistare, come facciamo da almeno trent'anni a questa parte, i nostro soliti tre quotidiani, con l'aggiunta domenicale del 'Sole 24 Ore'. Il quale oggi si vende, in 'vendita abbinata ed obbligatoria con Arte e Letteratura, fino ad esaurimento copie', del volumetto di Camilleri, 'Il medaglione', con il sovrapprezzo di 0,50 centesimi, al prezzo complessivo quindi di Euro 2.50.
Naturalmente non ce l'abbiamo con Camilleri, che è uno scrittore che amiamo ma che non leggiamo abitualmente e che vorremmo leggere solo quando lo decidiamo, avendo tanti altri libri da leggere, nel settore di cui ci occupiamo professionalmente.
Ora, diversamente da noi, tanti e tanti acquistano volentieri il libro di Camilleri, per 0,50 centesimi, mentre noi che abbiamo una libreria domestica ormai traboccante di qualche migliaio di volumi, dei quali parecchi abbiamo acquistato nel corso degli anni, ma in parte non abbiamo ancora letto, non desideriamo acquistare ancora altri libri, se non quelli direttamente e strettamente indispensabili per il nostro lavoro.
Per questa ragione, solo per questa, non vogliamo essere obbligati ad acquistare oltre il giornale anche il libro; altrimenti potremmo essere tentati di non acquistare più la domenica, neanche 'Il Sole 24 ore', tanto sopravviveremmo anche senza la sua lettura.
Roberto Napoletano, il direttore, cerchi di capire.
domenica 7 settembre 2014
Mafia tour, Montalbano tour...figli di un giornalismo distorto e di una televisione becera ed analfabeta
Molti, tanti tanti anni fa, quando per la prima volta mettemmo piede a Palermo, per ascoltare un concerto dell'Orchestra sinfonica siciliana, oggi ridotta in macerie ed allora guidata con mano sicura da Roberto Pagano, apprendemmo con grande stupore, per la prima volta che carovane di turisti anche stranieri sbarcavano a Punta Raisi per un viaggio tutto compreso, attraverso i luoghi immortalati da stragi ed omicidi mafiosi. E naturalmente il richiamo a visitare quei luoghi, divenuti orrendi, veniva soprattutto dai grandi mezzi di comunicazione che certo non potevano ignorare i gravi fatti di mafia, e dalla televisione che giorno dopo giorno - si era a metà degli anni Ottanta - mostrava quei luoghi che la natura e la storia aveva reso indimenticabili, drammaticamente macchiati dalla logica delinquenziale ed omicida degli uomini d'onore. 'D'onore un corno!
Altrettanto accade oggi con Montalbano, la fortunata serie televisiva che reca la prestigiosa firma del narratore Andrea Camilleri e dell' interprete Luca Zingaretti, il commissario più anomalo ma anche più amato del mondo, dopo Rex, il commissario cane. La televisione ne ha realizzato e trasmesso tante serie che ha poi venduto in tutto il mondo, così pare, e la risposta dal mondo si è configurata nel desiderio di conoscere luoghi e persone, reali, noti non per le loro imprese facinorose ed assassine come i mafiosi. Sono nati così i 'Montalbano tour', per i quali sbarcano in Sicilia orde di turisti che vogliono visitare il paese di Montalbano, ed anche quello di Camilleri, quello dove ha sede il suo commissariato, la sua casa sul mare, la trattoria che gli prepara ogni giorno piatti prelibati i cui odori ci arrivano attraverso le immagini dallo schermo televisivo.
Naturalmente i 'Montalbano Tour' non hanno nulla da spartire con i vecchi 'Mafia tour', finalmente esauriti ed in disuso. Ma sono in molti a dimenticare che, prima ancora di Montalbano e diciamo anche della mafia, quelle terre erano già visitate da tanti viaggiatori stranieri che visitavano il Belpaese per il loro viaggio di formazione. Perchè visitando l'Italia, quando la cultura uno non se la poteva ancora fare sui libri, si imparava storia ed arte, direttamente sul posto.
Il fiorire di questo nuovo turismo ha fatto riflettere alcuni sul perché molti siti archeologici e storici importanti italiani, non solo in Sicilia, non godano - come meriterebbero - della stessa attenzione che oggi viene loro, accidentalmente e per semplice vicinanza, dai fans del commissario di Camilleri. Ed hanno concluso, non senza ragioni, che se la televisione invece di inseguire mode e personaggi di cartapesta, insistesse anche un poco sugli elementi di attrazione del nostro paese, dalla bellezza del paesaggio ai grandi monumenti, dai siti archeologici unici al mondo, alla musica, forse l'interesse misurato purtroppo in discesa, anche presso gli stessi italiani per tutte queste ricchezze, tornerebbe a crescere.
Che tradotto significa: la televisione e la stampa sono le principali colpevoli del disinteresse verso la grande bellezza italiana, di cui, però, quotidianamente danno la colpa ad altri, e che raccontano, quando lo fanno per mettersi la coscienza a posto, sommariamente e distrattamente, e solo in rarissimi e velocissimi casi. E per questo la Valle dei templi siciliana o il sito archeologico di Paestum, e mettiamoci anche i nostri teatri d'opera e lo stesso melodramma (addirittura sconosciuto alla tv generalista), sono meno ambiti dei luoghi di Montalbano.
Per ignoranza.
Altrettanto accade oggi con Montalbano, la fortunata serie televisiva che reca la prestigiosa firma del narratore Andrea Camilleri e dell' interprete Luca Zingaretti, il commissario più anomalo ma anche più amato del mondo, dopo Rex, il commissario cane. La televisione ne ha realizzato e trasmesso tante serie che ha poi venduto in tutto il mondo, così pare, e la risposta dal mondo si è configurata nel desiderio di conoscere luoghi e persone, reali, noti non per le loro imprese facinorose ed assassine come i mafiosi. Sono nati così i 'Montalbano tour', per i quali sbarcano in Sicilia orde di turisti che vogliono visitare il paese di Montalbano, ed anche quello di Camilleri, quello dove ha sede il suo commissariato, la sua casa sul mare, la trattoria che gli prepara ogni giorno piatti prelibati i cui odori ci arrivano attraverso le immagini dallo schermo televisivo.
Naturalmente i 'Montalbano Tour' non hanno nulla da spartire con i vecchi 'Mafia tour', finalmente esauriti ed in disuso. Ma sono in molti a dimenticare che, prima ancora di Montalbano e diciamo anche della mafia, quelle terre erano già visitate da tanti viaggiatori stranieri che visitavano il Belpaese per il loro viaggio di formazione. Perchè visitando l'Italia, quando la cultura uno non se la poteva ancora fare sui libri, si imparava storia ed arte, direttamente sul posto.
Il fiorire di questo nuovo turismo ha fatto riflettere alcuni sul perché molti siti archeologici e storici importanti italiani, non solo in Sicilia, non godano - come meriterebbero - della stessa attenzione che oggi viene loro, accidentalmente e per semplice vicinanza, dai fans del commissario di Camilleri. Ed hanno concluso, non senza ragioni, che se la televisione invece di inseguire mode e personaggi di cartapesta, insistesse anche un poco sugli elementi di attrazione del nostro paese, dalla bellezza del paesaggio ai grandi monumenti, dai siti archeologici unici al mondo, alla musica, forse l'interesse misurato purtroppo in discesa, anche presso gli stessi italiani per tutte queste ricchezze, tornerebbe a crescere.
Che tradotto significa: la televisione e la stampa sono le principali colpevoli del disinteresse verso la grande bellezza italiana, di cui, però, quotidianamente danno la colpa ad altri, e che raccontano, quando lo fanno per mettersi la coscienza a posto, sommariamente e distrattamente, e solo in rarissimi e velocissimi casi. E per questo la Valle dei templi siciliana o il sito archeologico di Paestum, e mettiamoci anche i nostri teatri d'opera e lo stesso melodramma (addirittura sconosciuto alla tv generalista), sono meno ambiti dei luoghi di Montalbano.
Per ignoranza.
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