Per il vero proprietario, un avvocato, quella casa, quasi sull'acqua, set della fiction del celebre commissario uscito dalla penna di Camilleri, è una manna inesauribile. Finite le riprese, per il resto dell'anno, quella casa viene regolarmente affittata a famiglie e singoli, italiani e stranieri, che vogliono vivere qualche ora nella stessa casa del celebre commissario Montalbano-Zingaretti, mangiare su quel terrazzino coperto a pelo d'acua; oppure visitata dai partecipanti ai 'Vigata tour' o 'Montalbano tour' che, con ben altri intenti, hanno preso il posto in Sicilia dei 'Mafia tour' degli anni più neri dell'Isola.
Ora quella casa, che è quasi sull'acqua, in una piccola spiaggia, poco manca che il mare, quando è in tempesta, la inondi. Ma come fa ad essere proprio sull'acqua? Forse che è 'finita' quasi sull'acqua a causa dell'erosione delle spiagge? Oppure - come è più facile immaginare - quella casa è nata abusiva e solo dopo condonata?
E' più facile propendere per la seconda delle ipotesi. Perchè allora nessuno mai si è posto il problema della opportunità dell'utilizzo come set per la fiction del celebre commissario, di una casa 'abusiva', seppure condonata?
N.B.
Vedi che succede a non guardare da mattina a sera la tv? Il problema lo avevano sollevato già le IENE, ed il proprietario, l'avvocato, aveva prontamente risposto che quella casa era là da molto tempo, addirittura dall'800, ed anche il terrazzino/loggetta non è abusivo. Dunue il Commissario può dormire sonni tranquilli e pensare alle sue indagini.
Noi il problema ce lo siamo posti a seguito di una sceneggiata, una delle tante, una sceneggiata idiota della Eleonora Daniele che, proprio ieri, dopo il successo della fiction, anche nella puntata di lunedì, l'ha voluta mostrare quella casa senza il commissario. La Daniele ha trattato i telespettatori - ma non è la prima volta nè sarà l'ultima. - come fossero una massa di idioti imbecilli da trattare come si trattano i bambini quando ancora non capiscono, perchè quando capiscono rispondono subito, 'a' Daniè, nun fa' la scema!
Il suo comportamento da maestrina le impedisce di rendersi conto che l'idiota è proprio lei e che i telespettatori non sopportano quel suo atteggiamento.
Sempre ieri, in clima di sorprese, abbiamo colto la Antonellona Clerici che ha testualmente detto: ' se fossi stata furba, con il mestiere che faccio - la chef, ma solo in televisione, perchè lei è brava a mangiare, non sappiamo se anche a cucinare - chissà quanti soldi avrei potuto fare! Ancora? Quindi 'tanti soldi' non li ha ancora fatti, nonostante che Lei sia fra le pacioccone televisive la più pagata! Ma non si vergogna? Dovrebbe tacere per quello che in questi anni ha guadagnato e, nei prossimi, continuerà a guadagnare. Evidentemente non le basta. Potrebbe spiegarci con quali soldi ha regalato, ad esempio, al suo ex una macchinona del costo di qualche centinaio di migliaia di euro? Che glieli ha dati quei soldi se non la Rai? E chi altri avrebbe potuto pagarla altrettanto? Vergogna, vispa Antonella!
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martedì 25 aprile 2017
domenica 7 settembre 2014
Mafia tour, Montalbano tour...figli di un giornalismo distorto e di una televisione becera ed analfabeta
Molti, tanti tanti anni fa, quando per la prima volta mettemmo piede a Palermo, per ascoltare un concerto dell'Orchestra sinfonica siciliana, oggi ridotta in macerie ed allora guidata con mano sicura da Roberto Pagano, apprendemmo con grande stupore, per la prima volta che carovane di turisti anche stranieri sbarcavano a Punta Raisi per un viaggio tutto compreso, attraverso i luoghi immortalati da stragi ed omicidi mafiosi. E naturalmente il richiamo a visitare quei luoghi, divenuti orrendi, veniva soprattutto dai grandi mezzi di comunicazione che certo non potevano ignorare i gravi fatti di mafia, e dalla televisione che giorno dopo giorno - si era a metà degli anni Ottanta - mostrava quei luoghi che la natura e la storia aveva reso indimenticabili, drammaticamente macchiati dalla logica delinquenziale ed omicida degli uomini d'onore. 'D'onore un corno!
Altrettanto accade oggi con Montalbano, la fortunata serie televisiva che reca la prestigiosa firma del narratore Andrea Camilleri e dell' interprete Luca Zingaretti, il commissario più anomalo ma anche più amato del mondo, dopo Rex, il commissario cane. La televisione ne ha realizzato e trasmesso tante serie che ha poi venduto in tutto il mondo, così pare, e la risposta dal mondo si è configurata nel desiderio di conoscere luoghi e persone, reali, noti non per le loro imprese facinorose ed assassine come i mafiosi. Sono nati così i 'Montalbano tour', per i quali sbarcano in Sicilia orde di turisti che vogliono visitare il paese di Montalbano, ed anche quello di Camilleri, quello dove ha sede il suo commissariato, la sua casa sul mare, la trattoria che gli prepara ogni giorno piatti prelibati i cui odori ci arrivano attraverso le immagini dallo schermo televisivo.
Naturalmente i 'Montalbano Tour' non hanno nulla da spartire con i vecchi 'Mafia tour', finalmente esauriti ed in disuso. Ma sono in molti a dimenticare che, prima ancora di Montalbano e diciamo anche della mafia, quelle terre erano già visitate da tanti viaggiatori stranieri che visitavano il Belpaese per il loro viaggio di formazione. Perchè visitando l'Italia, quando la cultura uno non se la poteva ancora fare sui libri, si imparava storia ed arte, direttamente sul posto.
Il fiorire di questo nuovo turismo ha fatto riflettere alcuni sul perché molti siti archeologici e storici importanti italiani, non solo in Sicilia, non godano - come meriterebbero - della stessa attenzione che oggi viene loro, accidentalmente e per semplice vicinanza, dai fans del commissario di Camilleri. Ed hanno concluso, non senza ragioni, che se la televisione invece di inseguire mode e personaggi di cartapesta, insistesse anche un poco sugli elementi di attrazione del nostro paese, dalla bellezza del paesaggio ai grandi monumenti, dai siti archeologici unici al mondo, alla musica, forse l'interesse misurato purtroppo in discesa, anche presso gli stessi italiani per tutte queste ricchezze, tornerebbe a crescere.
Che tradotto significa: la televisione e la stampa sono le principali colpevoli del disinteresse verso la grande bellezza italiana, di cui, però, quotidianamente danno la colpa ad altri, e che raccontano, quando lo fanno per mettersi la coscienza a posto, sommariamente e distrattamente, e solo in rarissimi e velocissimi casi. E per questo la Valle dei templi siciliana o il sito archeologico di Paestum, e mettiamoci anche i nostri teatri d'opera e lo stesso melodramma (addirittura sconosciuto alla tv generalista), sono meno ambiti dei luoghi di Montalbano.
Per ignoranza.
Altrettanto accade oggi con Montalbano, la fortunata serie televisiva che reca la prestigiosa firma del narratore Andrea Camilleri e dell' interprete Luca Zingaretti, il commissario più anomalo ma anche più amato del mondo, dopo Rex, il commissario cane. La televisione ne ha realizzato e trasmesso tante serie che ha poi venduto in tutto il mondo, così pare, e la risposta dal mondo si è configurata nel desiderio di conoscere luoghi e persone, reali, noti non per le loro imprese facinorose ed assassine come i mafiosi. Sono nati così i 'Montalbano tour', per i quali sbarcano in Sicilia orde di turisti che vogliono visitare il paese di Montalbano, ed anche quello di Camilleri, quello dove ha sede il suo commissariato, la sua casa sul mare, la trattoria che gli prepara ogni giorno piatti prelibati i cui odori ci arrivano attraverso le immagini dallo schermo televisivo.
Naturalmente i 'Montalbano Tour' non hanno nulla da spartire con i vecchi 'Mafia tour', finalmente esauriti ed in disuso. Ma sono in molti a dimenticare che, prima ancora di Montalbano e diciamo anche della mafia, quelle terre erano già visitate da tanti viaggiatori stranieri che visitavano il Belpaese per il loro viaggio di formazione. Perchè visitando l'Italia, quando la cultura uno non se la poteva ancora fare sui libri, si imparava storia ed arte, direttamente sul posto.
Il fiorire di questo nuovo turismo ha fatto riflettere alcuni sul perché molti siti archeologici e storici importanti italiani, non solo in Sicilia, non godano - come meriterebbero - della stessa attenzione che oggi viene loro, accidentalmente e per semplice vicinanza, dai fans del commissario di Camilleri. Ed hanno concluso, non senza ragioni, che se la televisione invece di inseguire mode e personaggi di cartapesta, insistesse anche un poco sugli elementi di attrazione del nostro paese, dalla bellezza del paesaggio ai grandi monumenti, dai siti archeologici unici al mondo, alla musica, forse l'interesse misurato purtroppo in discesa, anche presso gli stessi italiani per tutte queste ricchezze, tornerebbe a crescere.
Che tradotto significa: la televisione e la stampa sono le principali colpevoli del disinteresse verso la grande bellezza italiana, di cui, però, quotidianamente danno la colpa ad altri, e che raccontano, quando lo fanno per mettersi la coscienza a posto, sommariamente e distrattamente, e solo in rarissimi e velocissimi casi. E per questo la Valle dei templi siciliana o il sito archeologico di Paestum, e mettiamoci anche i nostri teatri d'opera e lo stesso melodramma (addirittura sconosciuto alla tv generalista), sono meno ambiti dei luoghi di Montalbano.
Per ignoranza.
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