Dieci musicisti chiusi per una settimana in una residenza artistica. È “Tutta vita”, il film di Valentina Cenni con Stefano Bollani e alcuni tra i più grandi nomi del jazz italiano - Enrico Rava, Paolo Fresu, Daniele Sepe, Antonello Salis, Ares Tavolazzi e Roberto Gatto - insieme ai giovani talenti Matteo Mancuso, Christian Mascetta e Frida Bollani Magoni. Verrà presentato mercoledì sera alle 21 al Rouge et Noir alla presenza di Cenni, Bollani e del chitarrista palermitano Mancuso.
Nella residenza dove i musicisti provano per un concerto - Palazzo Lantieri, a Gorizia, - i giorni scorrono senza un vero programma. Si prova, sì, ma senza ansia da prestazione. «Tutti questi giorni di prove per un concerto jazz non si sono mai sentiti», scherza Rava. Il film si apre così. E questo la dice lunga sul clima di festa che si respira durante le prove. Si suona, si mangia, si ride, si riflette sulla vita. E soprattutto si sta insieme. Il gruppo, in realtà, non esisteva prima. Erano amici, colleghi, ma non un ensemble.
«È lo sguardo di Valentina che ci trasforma in una comunità - dice Bollani – è un film divertente ma anche commovente, adatto a tutti, non solo agli appassionati di jazz». Anche perché, spiega il pianista, «il jazz non è solo un genere musicale, è un’attitudine alla musica, anzi alla vita. È stare nel presente».
Il film è questo. «È tutta vita, lo dice già il titolo: si celebra la vita, l’amicizia, la musica, la libertà», confida Cenni. Per una settimana la sua cinepresa ha osservato i jazzisti senza essere invasiva. «Ho cercato di ascoltarli e di nascondermi tra loro», racconta la regista. La difficoltà non è stata tanto filmare quanto montare: mesi di lavoro per restituire una materia viva, imprevedibile. Perché l’improvvisazione, che è il centro del film, non si lascia facilmente incasellare. È libertà, ma non anarchia. «Come un fiume: ha bisogno delle sponde per scorrere per fluire libero in mare», dice Valentina Cenni che assieme a Bollani conduce il programma “Via dei Matti numero zero”.
E Palermo, in questo racconto, c’entra. «Oggi la città è la musica di Matteo Mancuso - dice Bollani, citando il giovane chitarrista palermitano tra i protagonisti – Di sicuro Palermo è una musica urbana». C’è anche una storia personale che lega Cenni e Bollani alla città. Si sono incontrati per caso su un volo diretto a Palermo, quindici anni fa. Lei a teatro, lui al pianoforte, lei al teatro Al Massimo, lui al Politeama. Sono rimasti qualche giorno in più, insieme. «È una città importante per noi – dicono – Il nostro amore è nato a Palermo».

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