Non saranno sfuggite a chi ha avuto modo di leggere l'intervista di B.V, al quotidiano argentino La Nacion - su questo blog l'abbiamo pubblicata nell'originale e chiunque può leggerla - alcune frasi della direttrice, quando dichiara di essersi sentita subito ben accolta a Buenos Aires, fin dalla prima sua direzione, e di sentirsi bene in quel paese, che considera quasi come una sua seconda patria, ma che potrebbe diventare la 'prima'.
E infatti sottolinea: qui mi sento meglio che in Italia, o in Europa, perchè l'Italia come l'Europa non sono più quelle di una volta; la solidarietà, l'accoglienza non vi sono più di casa, mentre lo sono nella popolazione argentina.
Queste sue parole - improvvide e stupide, lo ripetiamo - al di là della normale, comprensibile captatio benevolentiae verso un paese lontano che, a suo dire, l'ha accolta con calore, fanno eco a quelle dette da quell'altro genio italico che di nome fa Matteo Salvini, il quale a Mosca per 'affari' (di partito), sulla Piazza rossa, indossando una maglietta con sul petto l'effigie di Putin, ebbe a dire che in Russia si sentiva più a casa che in Italia.
Perchè allora non vi rimase? E non si fermò lì, ebbe l'ardire (lui che è come B.V. un graziato della fortuna, immeritatamente) che lui avrebbe ceduto volentieri 'due Mattarella' per 'un Putin'. Mascalzone!
Potrebbe la ciuccia direttrice avercela con FdI, che non l'avrebbe difesa fino in fondo mollandola, e per questo passare al Partito di Salvini che, in fatto di merito, è all'avanguardia, a cominciare dal segretario e giù giù fino all'ultimo leghista che conta.
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