venerdì 24 aprile 2026

Biblioteca dei Girolamini, a Napoli, riapre, dopo i restauri. Violata 14 anni fa, da ladri, ministeriali, di libri

 

Biblioteca dei Girolamini 2

Undici anni di processo, 1.500 volumi spariti, sei condanne per peculato. Archiviata — almeno in primo grado — quella pagina, la Biblioteca dei Girolamini di Napoli volta pagina. Nel marzo 2024, dopo 124 udienze e 11 anni di dibattimento, la prima sezione penale del Tribunale di Napoli ha chiuso in primo grado il caso sulla sparizione di circa 1.500 volumi antichi: sei condanne per peculato e sei assoluzioni, con le accuse più gravi — associazione a delinquere, devastazione e saccheggio — ritenute insussistenti. Ora la Biblioteca dei Girolamini di Napoli – una delle più ricche del Mezzogiorno, con quasi 160.000 tra volumi antichi, moderni e opuscoli – riapre al pubblico le sue sale storiche più attese, la Sala Camino e la Sala Vico, quelle che portano il nome del filosofo che qui lavorò e che nel 1727 convinse i padri oratoriani ad acquistare la preziosa collezione del giurista Giuseppe Valletta.

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La mostra

L’occasione è una mostra, Rinascimento meridionale. La biblioteca di Andrea Matteo III Acquaviva, a cura di Antonella Cucciniello e Teresa D’Urso, visitabile dal 22 aprile al 19 luglio 2026. Al centro del percorso espositivo, un nucleo di codici miniati appartenuti ad Andrea Matteo III Acquaviva — figura esemplare di principe-letterato del Rinascimento meridionale — che la Biblioteca custodisce sin dalla prima metà del Settecento.

Attorno a quel nucleo, numerosi prestiti ricompongono una selezione della sua raccolta libraria, incastonata in un allestimento multimediale curato da Kaos Produzioni.

Il rilancio del Complesso monumentale

La mostra rappresenta anche una tappa nel percorso di rilancio del Complesso monumentale: a due anni dalla riapertura della Chiesa-Museo, il nuovo itinerario parte dallo storico ingresso di via Duomo 114 e approda finalmente alle sale che per anni sono rimaste inaccessibili.

Una biblioteca nata aperta

Fondata dai padri oratoriani e aperta al pubblico fin dalle origini — scelta controcorrente rispetto agli usi monastici dell’epoca — la Biblioteca è oggi un istituto dotato di autonomia speciale sotto la vigilanza del Ministero della Cultura (DPCM 169/2019). Il suo patrimonio si è formato per stratificazioni successive: al fondo filippino originario, con testi di teologia e storia ecclesiastica, si aggiunse nel Settecento la collezione Valletta — testi giuridici, filosofici, religiosi e letterari — poi il fondo gervasiano, con archeologia, numismatica e letteratura classica, e il fondo Valieri.

Il risultato è una biblioteca che non ha un profilo disciplinare stretto, specializzata in teologia cristiana, filosofia e musica sacra, è al tempo stesso aperta alla letteratura e alla storia delle idee.

La mostra è finanziata con fondi regionali (DD.GG.RR. nn. 616/2024 e 417/2025) nell’ambito dell’Accordo per la coesione della Regione Campania.

Informazioni utili

Quando: dal 22 aprile al 19 luglio 2026

Dove: Complesso monumentale e Biblioteca dei Girolamini, Via Duomo 114, Napoli

Orari: da martedì a venerdì 10.00-18.30 (ultimo ingresso 17:30) | Sabato, domenica e festivi 8.30-13.30 (ultimo ingresso 12:15) | Lunedì chiuso

Biglietti: acquistabili su museiitaliani.it  o tramite l’app Musei Italiani

Sito web ufficialegirolamini.cultura.gov.it 

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