Beatrice Venezi pentita d'aver accettato l'invito di Meloni, "carne da macello, tornassi indietro non cederei"
Beatrice Venezi a tutto campo dopo il licenziamento dalla Fenice: Meloni, il sovrintendente e gli strascichi giudiziari della vicenda
Beatrice Venezi infine è stata costretta a lasciare, dopo il licenziamento dalla
Fondazione Teatro La Fenice di Venezia. Ma la separazione professionale fra la
direttrice d’orchestra e il teatro ha recato con sé uno strascico di polemiche.
nezi porta avanti un atto d’accusa ai vertici dell’istituzione e si toglie qualche
sassolino dalla scarpa parlando del Governo guidato da Giorgia Meloni.
La bacchetta sostiene di essere stata trattata come “carne da macello”
Beatrice Venezi licenziata dalla Fenice
Beatrice Venezi si dice “serena”, nonostante il verminaio di polemiche.
La direttrice d’orchestra ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera da Los Angeles.
Il licenziamento dalla Fenice di Venezia è arrivato subito dopo un’altra intervista,
quella rilasciata da Venezi al giornale argentino La Nacion.
. Il licenziamento è arrivato quasi subito, con una
nota che parlava di “reiterate e gravi dichiarazioni pubbliche” della Venezi,
ritenute dalla Fondazione “offensive e lesive”.
Nella sua più recente intervista al Corriere, Venezi ha aggiustato il tiro e se l’è presa
direttamente con il sovrintendente Nicola Colabianchi.
“Non ho accusato nessuno di nepotismo. La notizia alla Nacion parla chiaro. E poi
vogliano parlare della disparità di trattamento da parte della fondazione nei miei
confronti? I dipendenti sono andati avanti per mesi con denigrazioni e
diffamazioni, con il tacito consenso del sovrintendente“, ha detto.
Poi l’affondo: “Se si fanno proclami dal palco durante un concerto senza il via libera
del sovrintendente si rischiano lettere e sanzioni, che dalla fondazione non sono
mai arrivate ai responsabili”.
Beatrice Venezi e l’ipotesi nepotismo
Venezi è poi tornata su quella che a qualcuno è suonata come un’accusa di
nepotismo: “Mai detto. Ma al momento di scegliere, l’appartenenza a una famiglia
di musicisti gioca un ruolo. Un vantaggio competitivo che io non ho mai avuto”.
Venezi e Meloni
“Non ho sentito nessuno di FdI. Le uniche testimonianze di solidarietà le ho avute da Salvini, Ceccardi e Santanchè. Se tornassi indietro non cederei alla richiesta insistente di Meloni di suonare a un convegno di FdI, prima del voto del 2022″, ha ammesso Beatrice Venezi.
Che lamenta di avere subito “danni” e di essere diventata “carne da macello“.
Il Governo, ha sostenuto, non l’ha aiutata perché lei non ha “tessere” e non
è “funzionale”.
L’aspetto legale della vicenda, ha assicurato Venezi, è “in costruzione”.
Che si ritiene vittima: “Ho subìto una campagna diffamatoria, fino al bullismo“.
Ipotesi Venezi al Petruzzelli di Bari
La Lega spinge per portare Beatrice Venezi al teatro Petruzzelli di Bari. Così si legge
in una nota della Lega barese: “Abbiamo inviato una nota formale al Sovrintendente
Carusi per richiedere di valutare la possibilità che la Direttrice Beatrice Venezi
possa collaborare musicalmente, in un prossimo futuro, con la Fondazione
Petruzzelli. Si tratta di una delle poche donne direttrici d’orchestra, di grande
esperienza internazionale e di elevata capacità musicale, che del tutto ingiustamente
e strumentalmente è stata recentemente allontanata dal Teatro La Fenice con
atteggiamenti che appaiono sessisti e gravemente discriminatori”.
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