Ancora una volta la comunità scientifica americana si trova sotto pressione, e di mezzo c'è la Casa Bianca, che ha deciso di rimuovere in blocco tutti i componenti del National Science Board. Donald Trump continua nella sua opera di pulizia e tagli, colpendo stavolta un organismo che opera storicamente come consulente strategico per la presidenza e per il Congresso.
Le notizie che arrivano da più fonti confermano un azzeramento totale che lascia un vuoto ai vertici di un'istituzione che, fino a oggi, era stata considerata un baluardo senza schieramento politico della conoscenza tecnica e accademica.
La cosa preoccupante è che una simile decisione potrebbe essere più impattante di quanto possiate immaginare, visto che la National Science Foundation è l'ente che ha permesso la nascita di tecnologie che usiamo quotidianamente. Senza il sostegno di questa fondazione, non avremmo avuto lo sviluppo dei moderni sistemi per la risonanza magnetica, la tecnologia alla base della telefonia mobile o persino piattaforme educative popolari anche da noi, come Duolingo per citarne una.
Il problema è che, nonostante questo curriculum di successi, l'agenzia stava già attraversando un periodo estremamente complesso, con i finanziamenti per la ricerca che avevano toccato minimi storici negli ultimi tempi. Non solo, anche i fondi già stanziati stavano subendo ritardi significativi nell'erogazione, creando un clima di crescente incertezza non solo per migliaia di scienziati, ma anche per i progetti in corso.
Le reazioni politiche non si sono fatte attendere, con toni particolarmente accesi da parte dell'opposizione. Tra i più accesi c'è Zoe Lofgren, figura di spicco dei Democratici nella Commissione per la scienza, lo spazio e la tecnologia della Camera, che ha espresso una condanna durissima parlando di un attacco diretto a un organo che dovrebbe restare fuori dalle dinamiche politiche.
Ora il timore principale espresso dai critici è che i posti vacanti possano essere ora occupati da figure scelte più per la fedeltà politica che per le competenze scientifiche, indebolendo la capacità USA di competere a livello globale nel settore dell'innovazione e dell'AI.
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