martedì 28 aprile 2026

Il 'Tecnofascismo' di Palantir. Varoufakis: Ideologia orrenda al servizio del profitto ( da InsideOver, di Marianna Lentini)

 

Il manifesto tecnofascista di Palantir e la risposta di Varoufakis: «Un’ideologia orrenda»

Un manifesto perturbante in cui si arriva persino a deplorare la neutralizzazione della Germania nazista nel dopoguerra: è quello pubblicato alcuni giorni fa dall’account X di Palantir, il colosso tecnologico operante nel settore della data intelligence. La società guidata da Peter Thiel e Alex Karp e cooptata dall’amministrazione Trump come fornitore chiave dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement) – l’agenzia che opera nelle città americane per individuare, arrestare e deportare immigrati non regolari –  è da lungo tempo al centro di controversie, accusata da Amnesty International di aver favorito crimini di guerra eannoverata da Francesca Albanese tra le multinazionali che concorrono allo sviluppo di quella che la Relatrice speciale ONU ha definito “economia del genocidio”.

La “bussola morale” di Palantir

Il post pubblicato da Palantir si articola in 22 punti che riassumono i fondamenti teorici di un libro del 2025, The Technological Republic – scritto proprio dal co-fondatore della società, Alex Karp, e da Nicholas W. Zamiska, responsabile degli affari aziendali e consulente legale dell’amministratore delegato dell’azienda – e sembra assumere i tratti di una sorta di “bussola morale” per l’Occidente, celebrando la superiorità di quest’ultimo e, soprattutto, degli Stati Uniti, a cui viene attribuito il primato di aver fatto avanzare i valori progressisti più di qualsiasi altro Paese al mondo e di aver garantito all’umanità un periodo di pace straordinariamente lungo. Conferendo un compito storico alla Silicon Valley che deve «partecipare alla difesa della nazione» e «svolgere un ruolo nell’affrontare la criminalità violenta», la società insiste sulla necessità di adottare il servizio militare nazionale obbligatorio su base universale – evocando sinistramente il periodo storico del XX secolo, culminato nell’affermazione dei fascismi e nella deflagrazione delle guerre mondiali –  e sottolinea che le esigenze delle forze armate dovrebbero avere la priorità assoluta. In tutto questo è l’IA ad avere una funzione fondamentale per lo sviluppo di armi fondate sull’automazione che abbiano potere di deterrenza. Il manifesto, poi, ripropone anche una logica coloniale classica che distingue le società tra quelle che «hanno prodotto avanzamenti vitali» e quelle che sono definite «regressive e dannose».

Varoufakis smonta il manifesto Palantir: «Un’ideologia orrenda al servizio del profitto»

Una risposta punto per punto all’inquietante post di Palantir nel segno del suprematismo, della militarizzazione e dell’autoritarismo è arrivata da Yanis Varoufakis, che ha definito senza mezzi termini quella proposta dal colosso tecnologico«un’ideologia orrenda». L’ex ministro greco delle finanze, con tono provocatorio, dal suo account X ha smascherato la verità dietro ogni affermazione del manifesto ed evidenziato gli interessi affaristici che si celano dietro ad esso, perché in fondo –  si legge nel suo intervento –  alla società fondata da Thiel «importa unicamente della propria crescita, che persegue seminando paura per poter vendere un falso senso di sicurezza» e per «trarre profitti stratosferici, costruendo per prima robot assassini».

Il fondatore del movimento DIEM25 non risparmia critiche agli Stati Uniti, ricordando come questi ultimi abbiano commesso crimini di guerra pretestuosamente nel nome del progresso e della democrazia, e come continuino a offrire una libertà illimitata a una oligarchia di capitalisti che annovera tra le sue fila i fondatori della stessa Palantir. Senza dimenticare il ruolo della Silicon Valley – braccio operativo del potere – nello sviluppare tecnologie impiegate a Gaza, destinate a essere poi usate nelle città americane, ha rimarcato Varoufakis. Il quale, infine, evidenzia l’estremo fondamento ideologico del manifesto, ovvero «riportare la gerarchia razziale di Hitler, con i fondatori di Palantir ed Elon al suo apice ariano» anche con l’obiettivo di «mettere al loro posto subumani» come neri, musulmani, asiatici e donne. 

Parafrasando lo stesso Varoufakis, il manifesto sembra adombrare uno scenario di tecnofascismo in cui si realizza una fusione senza precedenti tra monopolio tecnologico e apparato repressivo.

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