martedì 28 aprile 2026

E se la Russia attaccasse un Paese Nato...( da Il Messaggero)

 In caso di attacco russo la Nato sarebbe pronta a rispondere? Questa è la domanda sulla quale si sono interrogati apertamente politici, comandanti militari e rappresentanti dei servizi segreti europei. Gli esperti, riuniti al 18° Forum sulla sicurezza di Kiev, tenutosi il 23 e il 24 aprile, vedono la Russia come una minaccia reale per l'Europa, ma non hanno stabilito con certezza quando Mosca potrebbe agire, né se l'Occidente sia in grado di fermarla.

Il quesito è stato indirettamente posto da Donald Tusk, Primo Ministro polacco, il quale ha affermato che Putin potrebbe essere pronto ad agire contro un membro dell'Alleanza entro pochi mesi, e ha messo in dubbio la capacità del meccanismo di difesa collettiva della Nato di reagire con sufficiente rapidità ed efficacia qualora si verificasse una situazione del genere.

«La Nato ha missili per una sola settimana di guerra con la Russia», l'allarme delle intelligence europee

Donald Tusk

Il tema è divenuto un perno centrale al Forum di Kiev, generando pareri contrastanti tra i vari interlocutori, tra chi era pienamente concorde con l'idea di Tusk, e chi invece conserva posizioni più diplomatiche e meno catastrofiche.

Richard Moore, ex capo dell'MI6, ha sostenuto che le attuali provocazioni, la pressione informativa e le operazioni psicologiche della Russia non sono caotiche. Bensì fanno parte di un piano che ricalca la dottrina Gerasimov, che prevede la destabilizzazione del nemico attraverso la paura, la pressione politica e la divisione delle alleanze prima di qualsiasi azione cinetica. «Dobbiamo capire le motivazioni russe: perché lo stanno facendo. Ma soprattutto, come reagirà l'Alleanza. Se la reazione sarà debole o lenta, i russi trarranno le proprie conclusioni», ha affermato Moore. A suo parere, la Russia starebbe tergiversando per capire il comportamento della Nato.

«La Nato ha missili per una sola settimana di guerra con la Russia», l'allarme delle intelligence europee

Richard Moore

Andres Vosman, ambasciatore dell'Estonia in Israele ed ex vicedirettore dei servizi segreti esteri estoni, ha osservato invece che la Russia non è nel suo milgior periodo, indebolita dalla guerra contro l'Ucraina che ha limitato significativamente la capacità di Mosca di lanciare nuove operazioni su larga scala. Le principali forze russe rimangono impegnate sul fronte ucraino, il che tiene le mani legate al Cremlino in altre regioni.

«La Nato ha missili per una sola settimana di guerra con la Russia», l'allarme delle intelligence europee

Andres Vosman

L'ammiraglio Rob Bauer, ex presidente del Comitato militare della Nato, ha sottolineato invece, l'importanza della Cina sulle decisioni strategiche della Russia: il militare ha sostenuto che Mosca deve guardare verso Pechino prima di prendere iniziative che comporterebbero grandi sforzi logistici. 

Poi Bauer si è concentrato sull'Alleanza stessa. «L'Occidente si è svegliato, ma c'è ancora molta strada da fare», ha affermato, in una delle sintesi più concise dello stato attuale della Nato al forum.

«La Nato ha missili per una sola settimana di guerra con la Russia», l'allarme delle intelligence europee

Rob Bauer

Steven Pifer, ex ambasciatore statunitense in Ucraina, ha ricordato il crescente dibattito a Washington sulla riduzione del ruolo internazionale degli Stati Uniti, e persino sul possibile ritiro completo dall'alleanza. Un indebolimento della presenza statunitense, ha affermato, rappresenterebbe un duro colpo per la sicurezza europea: le forze militari americane in Europa restano il principale deterrente contro un'ulteriore espansione russa.

«La Nato ha missili per una sola settimana di guerra con la Russia», l'allarme delle intelligence europee

Il commento più spiazzante è arrivato però da Fabrice Portier, che al forum ha tuonato: «L'Europa ha delle intenzioni, ma devono essere molto più specifiche. Non abbiamo una strategia orientata alle risorse. Molti governi stanno implementando la spesa militare, ma investono in settori tradizionali come ad esempio armi terrestri e aerei» ha affermato.

«Questo crea un problema di scorte. Abbiamo i Tomahawk, ma non sono sufficienti. L'intero continente europeo, Regno Unito compreso, dispone di scorte di missili sufficienti per circa 7-10 giorni di guerra ad alta intensità. Nonostante un'aviazione moderna e una marina efficiente, l'Europa non è preparata ad affrontare un conflitto prolungato senza adeguate riserve di munizioni».

«La Nato ha missili per una sola settimana di guerra con la Russia», l'allarme delle intelligence europee

Fabrice Portier

Il Forum sulla sicurezza di Kiev ha chiarito che l'Occidente non considera più un conflitto diretto con la Russia come uno scenario astratto. I partecipanti al forum sono stati concordano nel ritenere che la Russia rappresenti una possibile minaccia per la sicurezza europea, pur rimanendo divisi sulla rapidità con cui Mosca possa tradurre tale minaccia in azioni concrete.

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