Mi sono permesso - cosa che non si fa mai, specie fra colleghi e, per giunta, di un giornale, che per oltre un decennio è stato anche il mio - di chiosare riga dopo riga l'articolo riprodotto nel precedente post apparso su Il Giornale di oggi a firma Federico Garau.
Perchè non riesco a tollerare che un giornalista - che sarà anche bravissimo - si cimenti in un settore che non è il suo, ma molto delicato a causa della situazione, incappando in inesattezze (non conosce neanche il cognome del sovrintendente, altro campione di fedeltà partitica, che l'ha nominata) e azzardando giudizi privi della determinazione che meriterebbero.
Se una direttrice nominata solo per meriti partitici ( si tratta di fascistoni ora confluiti, forse per comodità, nel partito della Premier) certamente non per riconosciuti meriti e capacità professionali, si permette addirittura di gettare fango sull'orchestra, cosa si aspetta a mandarla via?
Si aspetta il 'via libera' di Meloni, Giorgia o Arianna non importa chi, che a questo punto sarebbe l'unica soluzione possibile e praticabile per una situazione che non ha futuro.
B.V. non ha le capacità di assumere quel ruolo (direttore musicale dell'orchestra che continua ad infangare) e dunque deve andarsene; meglio se con Lei andasse via anche Colabianchi, esecutore materiale degli ordini delle Meloni che l'hanno voluta a Venezia.
Nessun commento:
Posta un commento