«Come Chiesa - lo dico di nuovo - come pastore, non posso essere a favore della guerra. E vorrei incoraggiare tutti a fare gli sforzi per cercare risposte che vengono da una cultura di pace e non di odio e divisione». Lo ha sottolineato Papa Leone XIV sul volo di ritorno dalla Guinea, come riportano i media vaticani. «Vorrei cominciare a dire che bisogna promuovere un nuovo atteggiamento e una cultura per la pace. Tante volte - ha osservato - quando valutiamo certe situazioni, subito la risposta è che bisogna entrare con la violenza, con la guerra, attaccando. Quello che abbiamo visto è che tanti innocenti sono morti. Ho appena visto la lettera di alcune famiglie dei bambini che sono morti nel primo giorno dell’attacco. E loro parlano del fatto che ormai hanno perso i loro figli, le figlie, i bambini che sono morti in quello (attacco). La questione non è se cambia il regime, non cambia il regime, la questione è come promuovere i valori in cui crediamo senza la morte di tanti innocenti».
Le guerre
«La questione dell’Iran - ha osservato - è evidentemente molto complessa. Le stesse trattative che stanno facendo, un giorno l’Iran dice sì e gli Stati Uniti dicono di no e viceversa, e non sappiamo dove si va. Si è creata questa situazione caotica, critica per l'economia mondiale, ma poi anche c’è tutta una popolazione in Iran di persone innocenti che stanno soffrendo per questa guerra. Quindi sul cambio di regime sì o no: non è chiaro quale regime ci sia in questo momento, dopo i primi giorni degli attacchi di Israele e Stati Uniti all’Iran. Piuttosto vorrei incoraggiare la continuazione del dialogo per la pace, che le parti cerchino di mettere tutti gli sforzi per promuovere la pace, allontanare la minaccia della guerra e che si rispetti il diritto internazionale. È molto importante che gli innocenti siano protetti, come non è avvenuto in diversi luoghi. Io porto con me una foto di un bambino musulmano che nella visita in Libano stava lì aspettando con un cartello dicendo “Benvenuto Papa Leone”, poi in questa ultima parte della guerra è stato ucciso. Sono tante le situazioni umane e penso che dobbiamo avere la capacità di pensare in questa forma».
Le coppie gay
«La Santa Sede ha chiarito» ai vescovi tedeschi che «non siamo d'accordo con la benedizione formalizzata di coppie omosessuali», ha aggiunto il Papa. Ma «l'unità o la divisione della Chiesa non dovrebbe ruotare attorno a questioni sessuali» perché «credo che siano questioni molto più grandi e importanti, come la giustizia, l'uguaglianza, la libertà». Prevost ha ribadito che la Chiesa accoglie tutti: «Quando il sacerdote benedice alla fine di una messa, quando il Papa benedice alla fine di una grande celebrazione come quella di oggi, la benedizione è per tutti».
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