Il licenziamento di B.V. pone in certo modo fine a otto mesi di polemiche forti e continue fra la direttrice immeritevole dell'incarico e l'orchestra del Teatro cui veniva preposta, ed anche, si pensa, alle sue difese immeritate da parte di esponenti del partito della Premier, mai del mondo musicale.
Sebbene non avesse ancora materialmente assunta la funzione di 'direttrice musicale' dell'orchestra, il solo pensiero che sarebbe in ottobre accaduto, faceva trepidare chi l'aveva nominata, e cioè Colabianchi e il partito di entrambi, che è poi quello stesso della Premier, della quale, anche nell'intervista argentina alla base della sua cacciata da Venezia si è dichiarata 'devotissima ammiratrice'.
Ora, però, dopo infinite difese della giovane bella invidiata direttrice (ma non si aggiunge mai anche 'impreparata' ad assumere l'impegno alla Fenice), si attendono le dichiarazioni innanzitutto della Premier o di sua sorella Arianna che regge, secondo voci diffuse, l'ufficio delle nomine nel partito e fuori, e che sono state alla base dell'ascesa, mai musicale, di B.V.
O la Premier e sua sorella, come accade da sempre, faranno le 'conigliette' trincerandosi, per convenienza, dietro un silenzio compassionevole?
Ma ci attendiamo anche che parli Giuli che ha benedetto il licenziamento assunto 'in piena autonomia' dal sovrintendente - notare la sottolineatura, non richiesta e non necessaria, del ministro - e che ha la direttrice a libro paga nel suo ministero. Può restarvi una che ha scompigliato il mondo musicale italiano, ha espresso su una delle nostre orchestre giudizi riprovevoli e che dichiara di star meglio nel paese del presidente 'motosega', che in Italia? In che cosa può dar consigli al ministro una così? Ci attendiamo che lasci l'ufficio a via del Collegio romano ed una dichiarazione di Giuli di tale tenore: la direttrice B.V. ha rassegnato, 'in piena autonomia' le dimissioni da consulente di questo ministero.
Dovrebbe dire una parola anche l'ex sottosegretario Mazzi, passato ora a dirigere il Turismo, strenuo difensore di B.V. Anche per quella sua dichiarazione, nell'intervista argentina, sulle novità che voleva impiantare a Venezia, perchè il teatro non fosse frequentato in prevalenza da 'turisti distratti'. Perchè colpevolizzare i turisti che si avvicinano, non importa per quali ragioni, al teatro musicale?
Ma attendiamo anche che si esprima Mollicone, l'agente di turismo messo a capo del settore 'cultura' del Partito dalle Meloni, oltre che presiedente di una importante commissione parlamentare, il quale in questi lunghi otto mesi si è sbracciato spessissimo in difesa della giovane bella e donna direttrice affiliata. Anche lui ha perso la parola?
Su parlate, anche se - come immaginiamo - continuerete a dire idiozie sull'argomento, come avete sempre fatto in questi mesi.
Ora, dopo che, fortunatamente per noi e per l'orchestra del teatro e per il buon nome dei musicisti italiani, B.V. è uscita di scena, le preoccupazioni del mondo musicale si rivolgano alla riforma del settore già annunciata e temuta per il tentativo riposto di assoggettare il mondo musicale al potere politico di turno, con i risultati che il caso veneziano ha messo sotto gli occhi di tutti: disastrosi!
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