martedì 28 aprile 2026

Egitto, Alessandria. Recuperati 22 mastodontici blocchi del mitico 'faro', fra le '7 meraviglie' del mondo antico ( da Il Messaggero)

 

Alessandria, recuperati 22 blocchi del faro scoperto dopo 2000 anni: si tratta di una delle 7 meraviglie del mondo© - licenza temporanea -

A quasi trent’anni dalla scoperta dei resti sommersi del faro di Alessandria d’Egitto, è in corso un’operazione archeologica di rilevanza storica: 22 blocchi monumentali sono stati riportati in superficie dalle acque del porto orientale egiziano. Si tratta di una delle Sette Meraviglie del mondo antico.

L'operazione archeologica

Nel corso dell'operazione archeologica sono stati recuperati alcuni elementi di un ingresso monumentale e parti di una struttura precedentemente sconosciuta, descritta come un pilone con una porta in stile egizio realizzata utilizzando tecniche costruttive greche. I reperti vengono studiati e digitalizzati nell'ambito del programma PHAROS, guidato dal Centro Nazionale per la Ricerca Scientifica (CNRS) francese in collaborazione con il Centre d'Études Alexandrines egizian , sotto l'egida del Ministero del Turismo e delle Antichità egiziano e con il supporto della Fondazione Dassault Systèmes. Non in ultimo, il progetto "PHAROS" combina l'archeologia subacquea con lo studio di monete e iscrizioni antiche, per fare in modo che la ricostruzione virtuale sia il più fedele possibile all'originale.

La storia del faro

Costruito sull'isola di Faro, intorno al 280 a.C. durante l'epoca tolemaica e descritto come alto più di 107 metri, il faro guidava le navi verso Alessandria. Considerato una delle sette meraviglie del mondo, nonché una delle realizzazioni più avanzate ed efficaci della tecnologia ellenistica, rimase in funzione fino al XIV secolo, quando venne distrutto da due terremoti. Si stima che la torre fosse alta 134 metri, una delle più alte costruzioni esistenti per l'epoca. Era costituito da un alto basamento quadrangolare, che ospitava le stanze degli addetti e le rampe per il trasporto del combustibile. A questo si sovrapponeva una torre ottagonale e quindi una costruzione cilindrica sormontata da una statua di Zeus o Poseidone, più tardi sostituita da quella di Elio.

La ricostruzione in 3D

Dopo la documentazione tramite fotogrammetria, i blocchi vengono trasformati in modelli 3D e analizzati da ingegneri volontari della Fondazione Dassault Systèmes, che li trattano come un grande puzzle da ricomporre virtualmente. Il lavoro non parte da zero: negli ultimi anni sono già stati digitalizzati oltre 100 blocchi e creati più di 150 modelli per ricostruzioni virtuali. Questi “gemelli digitali” non servono solo alla visualizzazione, ma permettono di studiare la costruzione e il crollo del faro testando ipotesi senza dover spostare fisicamente i materiali.

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