giovedì 30 aprile 2026

L'orchestra della Fenice ha come alleata B.V. contro il Sovrintendente, del quale, in coro, si chiedono le dimisisoni,.. che sarebbero sacrosante ( Rai News.it)

 Non c'è pace per il Gran Teatro La Fenice di Venezia. Ogni giorno va in scena uno spettacolo diverso. Niente applausi, solo code polemiche e velenose. Le luci della ribalta il 29 aprile si sono accese con l'intervista a tutta pagina sul Corriere della Sera di Beatrice Venezi, fresca di licenziamento da direttore musicale del teatro veneziano. E nel mirino della maestra è finito proprio chi l'aveva scelta per quel incarico, impallinando il sovrintendente Nicola Colabianchi che per 7 mesi ha difeso la scelta contro tutto e contro tutti. 


Da strenuo difensore di VeneziColabianchi passa così nel campo avverso. Dice Venezi da Los Angeles: "i dipendenti sono andati avanti per mesi con denigrazioni e diffamazioni e lo hanno fatto con il tacito consenso del sovrintendente". Che replica con un secco "Nessun commento". La pace in teatro non si vede. Perchè ad aver sfiduciato il sovrintendente sono stati proprio gli orchestrali che decideranno le prossime mosse. Sia come collettivo, sia a titolo personale. Già perché Venezi, come un fiume in piena fa nomi e cognomi dei presunti “figli di”. Orchestrali entrati per concorso. "Un vantaggio competitivo quello del nome - dice - che io non ho mai avuto". L'intervista lascia il segno. Prossime puntate dal teatro al tribunale.

     

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