Chi aveva nelle scorse ore detto che l' intervista di B.V. a La Nacion argentina, al limite della stupidità, poteva essere stata in qualche maniera concordata - non fino ai minimi particolari, naturalmente - per chiudere in una maniera la meno disonorevole, una situazione che ormai creava imbarazzo perfino alle Meloni, oltre che al sovrintendente che l'aveva nominata ubbidendo agli ordini arrivatigli direttamente da via della Scrofa, forse aveva visto giusto.
Adesso la nostra direttrice, che vuol essere chiamata direttore, mentre è più conosciuta per gli abiti inusuali, da donna, che mette ogni volta che sale sul podio, potrà continuare a dire che a Venezia l'orchestra non la voleva perchè Lei è donna, giovane, bella, politicamente segnata, portatrice di cambiamento in un mondo tradizionalmente maschile e tradizionalista... insomma tutte idiozie per non potersi autobollare come inadatta al ruolo, perchè priva dei cosiddetti 'fondamentali professionali', la cui mancanza, oltre il comportamento incomprensibile del Sovrintendente (che aveva fatto il bel regalo all'orchestra!) che non aveva consultato l'orchestra, come si usa, aveva creato nell'orchestra un malcontento durato mesi e procurato l'appoggio delle altre Fondazioni liriche italiane, oltre che del pubblico del teatro veneziano.
Il licenziamento della direttrice ciuccia, a seguito delle dichiarazioni stupide ed autolesioniste fatte in Argentina è senz'altro un bel regalo, tanto atteso; ma non è completo, è un 'mezzo regalo', perchè deve essere accompagnato dalle dimissioni del Sovrintendente che è all'origine del disastro della nomina dell'incapace direttrice, su ordine delle Meloni, alle quali egli per primo deve la sua nomina a Venezia.
Il sovrintendente, del quale - inutile ripeterlo - da mesi ed ora più forte che prima - si chiedono le dimissioni, registra la stima e la fiducia del ministro Giuli, per il licenziamento di B.V. ( assunto in 'piena autonomia', sottolinea il ministro: perchè?); allo stesso modo in cui le ha sempre ricevute dallo stesso ministro oltre che dai capoccioni di FdI (Mollicone in testa), anche la direttrice, il cui licenziamento è stato firmato dal presidente del CdI della Fondazione, il sindaco Brugnaro, anch'egli fino ad oggi strenuo difensore della direttrice 'ciuccia', alla stregua di Buttafuoco, che comunque, per sua fortuna, non ha nulla da spartire con La Fenice, ed ha già parecchi guai a casa sua, la Biennale.
La nota positiva di questa brutta storia che non poteva non finire ancora prima di cominciare, sta nell'avere la nomina contestata di B.V. come 'direttore musicale' dell'Orchestra veneziana, compattato il mondo musicale delle fondazioni liriche che ha immediatamente compreso che la storia veneziana avrebbe potuto ripetersi, data la sfrontatezza e la impreparazione del ceto politico al potere.
Adesso si attendono le dimissioni anche di Colabianchi, come naturale conclusione di una stoia iniziata male, proseguita malissimo e che rischia di avere esiti ancora peggiori.
Via Colabianchi dalla Fenice!
Nota
Da quando è iniziata questa storiaccia ci siamo imposti di non citare mai con nome e cognome, scritti per intero, la direttrice in questione, ma solo con le sue inziali: B.V.
Allo scopo di non regalarle altra notorietà, che non si meritava, come non si è meritata, professionalmente, neanche quella che ha avuto fino ad oggi (P.A.)
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