mercoledì 22 aprile 2026

Falso allarme bomba a casa del fratello di Papa Leone XIV ( da Il mattino, di Franca Giansoldati)

 

Papa Leone, falso allarme bomba a casa del fratello John Prevost: in corso accertamenti per arrivare all'autore© Ap

Un allarme bomba ha scosso la famiglia di Papa Leone XIV. Mercoledì 15 aprile, la casa del fratello John Prevost, a New Lenox, è stata perquisita dopo la segnalazione anonima della presenza di un ordigno esplosivo. L’allerta ha fatto scattare immediatamente i protocolli di sicurezza: evacuazione dell’area, controlli accurati e indagini. Le verifiche si sono fortunatamente rivelate infondate. Resta aperta l’indagine per individuare l’autore della segnalazione, maturata in un clima di tensioni politiche attorno al pontificato, anche se al momento non è stato accertato alcun collegamento diretto

Nel frattempo, John Prevost — ex preside scolastico — ha raccontato in una lunga intervista al giornale francese La Croix il rapporto quotidiano con il fratello diventato Papa. I due si sentono quasi ogni sera, di solito intorno alle 22.30 (ora di Roma), ma il tono delle conversazioni resta volutamente lontano dalle questioni più delicate del governo della Chiesa. «Non mi parla delle sue decisioni o delle nomine — spiega — anche perché non conoscerei le persone di cui parla».

John sottolinea soprattutto un punto: non vuole essere percepito come un intermediario. «Molti pensano che io sia un accesso diretto al Papa. Alcuni mi chiedono di ottenere udienze o influenzare decisioni. Non posso mettermi in questa posizione». E racconta con ironia la risposta del fratello: «Non sei la mia segretaria!». La nuova condizione — essere tra i parenti più stretti del Papa — non è stata semplice da gestire, né per John né per l’altro fratello Luis. «Mi sento messo alla prova», ammette. Il rapporto, però, resta saldo. I tre fratelli continuano a sentirsi con regolarità, pur evitando scontri su differenze politiche evidenti. «Sappiamo tutti quali sono le posizioni di ognuno — dice — quindi è inutile litigare».

Con Leone XIV, il legame conserva tratti di normalità: giocano ancora online a Wordle e Words with Friends, discutono come sempre. Tuttavia è chiaro che qualcosa è cambiato in modo irreversibile: «Prima tornava a casa. Ora non succederà più. Se vogliamo vederlo, dobbiamo andare noi in Vaticano». Un po' di tempo fa lo ha informato di avere comprato una macchina nuova che il Papa non potrà mai provare personalmente, come faceva prima, visto che ama guidare. 

Nonostante il nuovo ruolo, emergono momenti in cui la dimensione familiare riemerge con forza. John ricorda una cena dopo l’elezione: «In quei momenti non era più il Papa. Era solo mio fratello». Un racconto che restituisce anche il tratto caratteriale del Pontefice: prudente, riflessivo, incline a ponderare ogni parola. «Gli dicevo scherzando che, se gli facevo una domanda, potevo andare a cucinare e tornare: lui stava ancora pensando alla risposta». Una lentezza che, osserva John, è anche segno di diplomazia e senso di responsabilità.

Nel racconto emerge infine una nota più intima: la preoccupazione per i ritmi del pontificato. «Ha la pazienza di un santo — dice — ma spero che non si esaurisca». Un timore che riflette non solo l’affetto di un fratello, ma anche la consapevolezza del peso che accompagna il ruolo. In controluce, si intravede una figura che, pur immersa nelle responsabilità globali del ministero petrino, continua a mantenere un legame umano profondo, fatto di telefonate serali, battute e silenzi condivisi.

Nessun commento:

Posta un commento